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lunedì 15 agosto 2016

Cose che mai avrei pensato



Scrivo dall'hotel a Brooklyn. Dieci giorni che sono a NY, dieci giorni che mangio a caso e che lavoro come una pazza, in un'atmosfera surreale di stress e malessere diffuso. Che nonostante tutto stia andando bene, nonostante mi stia facendo un mazzo incredibile, mi si fa notare che ho sbagliato in questa e in quell'altra cosa.
Martedì si parte per la vera, mitica città americana, quella dei miei sogni. E mi dispiace andarci con questo spirito amaro.

E poi, la bestemmia, il paradosso: sabato si torna a casa, finalmente.

mercoledì 14 novembre 2012

Misantropia purissima

Mi circonda un'aura caustica. Non voglio sentire ragioni, non voglio sentire niente che somigli ad un incoraggiamento, ad una consolazione, ad una dimostrazione di affetto. 
Aspetto solo che qualcuno o qualcosa mi fornisca un futile motivo per poter sfanculare tutto, tuuuuutttto il sistema solare in un colpo solo.

sabato 10 novembre 2012

Che ne valga la pena



Che non dovrei essere a letto in pigiama, adesso, ma invece sono esattamente a letto in pigiama. Tempo buttato nel cesso, vita sprecata. Per quanto mi sia insopportabile questo periodo, per quanto mi terrorizzi la consapevolezza che se non ho il coraggio di cambiare immediatamente, il rischio di rimanere invischiata in una vita infelice è elevato, non riesco a fare altro. Non riesco a cambiare, mentre sono bravissima a tormentarmi. E invece vaffanculo. Facciamo almeno in modo che ne valga la pena, di stare qua. Grace, dall'inizio alla fine. Eccheccazzo.

sabato 29 settembre 2012

Al paesello

e poi esci al paesello una cazzo di sera e in tempo zero ti trovi al tavolo gente che nomina l'idiota. e il mondo sembra di nuovo uno sputo minuscolo di roba marcia, e tutta la gioia sembra andare affanculo. in realtà non se ne va affanculo. ma per stasera sì. merda merda. non può essere tutto così fragile.
via di qua. scrivere è come andarsene da qua. non sono qua.
dio, com'è fragile la felicità. che domani torna, ma per oggi se n'è andata.

domenica 19 agosto 2012

Non può essere tutto qui


C'è  che sono insofferente. Non sopporto il rumore della macchine sotto casa, non sopporto di passare le sere como le sto passando, non sopporto di dover lavorare anche nel weekend, ma non sopporto nemmeno le domeniche oziose. Sono una rompipalle e non sopporto più nemmeno me stessa.
Mi sento un'ingrata, perché non riesco a godere delle cose belle e do troppo peso a quelle brutte. E cado nel vittimismo e mi prenderei a schiaffi.
Ma se non riesco ad accontentarmi è solo perché so di poter fare di più, cacchio. Non voglio fermarmi, voglio vivere. Ma devo ancora capire come.

venerdì 3 agosto 2012

Telegrafica


Eccomi qua, ricompaio. Con un brainstorming.

laurearsi - festeggiare - affetto - (con lui mi sento sempre a casa)
uscire - oziare - dormire - leggere - winesburg, ohio
domenica, ore 16.00: scoprire finalmente cose - cose che fanno male - domenica, ore 22.00: col cazzo che domani lavoro, potrei andare a Bologna - lunedì, ore 6.00: sveglia per andare a Bologna - vedere due di voi
ricevere un pacco con mille libri, sabbia e conchiglie, una borsa, pasta di mandorle e caffè buono - le carte regalo personalizzate - ♥ - grande amicizia - lontananza - sempre una di voi
 'fanculo alle cose che fanno male - rendere bella la propria vita - flirtare con moderazione
portoni che si aprono - pezzi che si incastrano - sacrifici premiati - mille cose da fare - nuovi obiettivi

Nonostante il gran finale propositivo ed ottimista, rimane che scoprire le cose che fanno male mi ricorda come per me sembra non esserci mai niente di buono: che l'Amore non sono mai io, è sempre un'altra. Io sono quella che agli uomini serve per capire che sono innamorati di quell'altra. Questa cosa mi avvilisce. Dicessero grazie, almeno, alla fine. Mbah.
Nonostante l'avvilimento amoroso, permane il gran finale propositivo ed ottimista, perché davvero qua si parla di porte, portoni e pezzetti incastrati! Felice me!

mercoledì 18 luglio 2012

L'undici giugno scrivevo questo


Pianti silenziosi che si perdono nel sonno, e la mia incrollabile fiducia nella vita si rannicchia, in attesa. Momenti di lucidità che poi sbiadiscono, svaniscono, spariscono e non rimane niente. Domande che rimangono sospese, e martellano. Ci si sveglia tremando, e forse è una leggera psicosi da terremoto, forse sono i nervi a fior di pelle a prescindere. Ci sono gratificazioni pericolose che rischiano di farmi rilassare un po' troppo. Ingurgito notevoli dosi di ginseng. Sono stanca.
Sensazioni che si avverano, preghiere che vengono esaudite da non so chi. Ponti, sorrisi e oasi (nel deserto). Fenomeni aleatori, e lilac wine makes me see what I want to see. Perché non è corretto interpretare le azioni altrui con il proprio codice comportamentale, e ormai l'ho imparato. E quindi io continuo imperterrita, chiusa e silenziosa.
___________

L'undici giugno scrivevo questo. Lo pubblico ora non solo perché ai tempi non lo pubblicai, ma soprattutto perché ora che l'attesa sta per finire mi rendo conto di aver fatto più che bene a chiudermi, nascondermi, disintossicarmi dal lilac wine. Fra una settimana sarò laureata, circondata dalle persone a cui voglio bene (anche se non proprio da tutte, visto che voglio bene a gente che sta in posti lontani). Beh, insomma. Fra una settimana sarò laureata, circondata da molte delle persone a cui voglio bene. Chissenefrega del resto!

mercoledì 25 aprile 2012

Posso ribadire il concetto?


Alla luce del video qua sopra e di questo, mi permetto di ribadire, orgogliosa, quello che ho scritto al punto otto del mio elenco di cose belle.

Che poi vabbè, sarebbe un po' ipocrita dire che se incontrassi l'arbitro e i suoi compari gli stringerei le mani. Anzi, voglio la moviola in campo (che 'sti ometti qua tirano cannonate spaventose, è impossibile starci dietro con gli occhi). Ma domenica a Milano c'ero... eccheccazzo, è vero che siamo bella gente: atleti, dirigenti, staff e tifosi. Tutti.

Ciao gente! Io latiterò un po' da qui in avanti, che come dice il mio relatore, devo shcrivere!

mercoledì 15 febbraio 2012

Everything's gonna be fine


Io c'ho i miei momenti scuri, neri patòcchi (trad: "che di più non si può"), che a volte possono anche sembrare eccessivi ed ingiustificati. Ma anche in essi non c'è nemmeno un secondo in cui io non creda nell'Amore, o in cui pensi di non potercela fare. Tocco il fondo e ci sguazzo per il tempo che serve, ma ho una fiducia nella vita che è disarmante e alla fine mi tirerebbe su anche se non volessi.
Insomma, sono ottimista da far schifo! ;)

martedì 14 febbraio 2012

Significati diversi

Che oggi sia la festa degli innamorati me ne sbatte proprio poco. 
In parte perchè non ho proprio un cazzo da festeggiare, ma soprattutto perchè il pensiero va più all'onomastico. Che non è/era solo il mio.

Auguri Vale, mannaggiattè. Ti penso, ogni tanto. Non sempre, che sarebbe una balla. Ma ogni tanto ti penso, e cazzo, che sensazione brutta che mi prende. E non posso neanche dire che mi manchi, perchè in fondo ti vedevo due volte all'anno ultimamente. Ma adesso gira male lo stesso, come quando vedo i segni che la tua mancanza lascia sulle persone che ti erano vicine sul serio.

martedì 7 febbraio 2012

da "Non si muore tutte le mattine" del buon Vinicio

Forse è tutto questo. Avere più cura della luce. Non abbandonarsi alla notte. E non dico alla notte, non quella vera, dico al sonno. 
Bisognerebbe riuscire a starci svegli, puliti, in mezzo alla vita. Che non ti prenda più il sonno, il marcio del letto, che è lì che fanno le cimici, che poi si finisce a chiocciare come i vecchi, con qualcosa tra le mani. 
Tutto tace e il mondo non ti trova, la vita non ti trova. L’ossessione si prende tutto. E niente è più vasto del bicchiere d’acqua in cui ti sei annegato. 
Dunque se arrivi a imparare che un’anima ti può rendere l’anima, bisognerà ricordarselo, perché non serve avere trovato. Bisogna ricordarsi di avere trovato. 
Perchè tutto può sparire attorno a noi. La casa, le strade, due occhi di biglie in un vestito a ciliegie, quello che eri fino adesso. 
La notte ti prende e il mondo non basta più. Addio poesia, epica, amore per le scarpe, per i vestiti che iniziano a stare in piedi da soli, e sono proprio i tuoi vestiti. Tutto andato, e qualcuno ti viene a chiedere, ‘Ma che è successo, che è successo?’ E tu dici ‘Non lo so. Non lo so’. 
Perduto! Lost! Chi è perduto? 
Anche se sei nato già incapace di difenderti, schifosamente obbediente, così teso all’impiastro, non bisognerebbe essere troppo crudeli con sé stessi. Non darsi mai un sogno di quiete, né oggi, né domani. Non bisognerebbe, come se tutto fosse da arraffare, se tutto fosse sempre bottino. 
Non bisognerebbe, o forse è l’unico modo. Amare sempre, nella colica. Vedere luci e abbagli e vederli scomparire subito, o stare a impazzire tra le camere, tra i rumori dei tubi degli altri. 
Svuotarsi agli estranei, e non conservarsi niente.
Perché non si muore tutte le mattine. 
Buttarsi sempre, non seguire la voce. Stordirsi. Curarsi di quello che non c’entra, affardellarsi il groppone, divorarsi, affezionarsi ai mali. Non impadronirsi di niente. Diventare meno ubbidienti e meno vigliacchi, perdere la poesia e le mutande, perdere ogni cosa di dosso, non conservare niente, e farsi attaccare tutto. Curarsi invece l’anima, metterne un po’ dentro, un po' da parte. Come se non si dovesse morire per forza stanotte, come se ce ne fosse anche per domani, e dopodomani, perché è vero, si muore tutte le mattine, e un poco di più ogni volta e anche per tutte le altre volte.

giovedì 2 febbraio 2012

AAA stelle cadenti alle quattro di pomeriggio cercasi

Me ne servono tre.

Una a cui chiedere la forza che mi serve per non incassare altri pugni. O per non andarmeli a cercare, almeno.
Alla seconda chiederei lo stomaco che mi serve per bere un po' e anestetizzare quella parte di cuore. Senza poi schiantarmi piangente contro la prima spalla amica che mi si presenta.
E all'ultima chiederei un'iniezione di dignità necessaria e sufficiente per non cercare conforto nei grandi letti dei piccoli uomini che oggi sembrano saltar fuori da ogni angolo, neanche a farlo apposta. E lo so che questo è solo l'inizio.

lunedì 30 gennaio 2012

The madness of your love


E' l'empatia che mi fotte. E' quando ti vedo triste come l'altra sera che mi si spacca il cuore. E quando mi dicono che poi eri ancora più triste.

lunedì 23 gennaio 2012

Do you know "straziante"? This is "straziante"


... non voglio essere una donna cattiva / e non sopporto di vederti essere un uomo cattivo / mi mancherà il tuo cuore così tenero / e amerò / questo amore per sempre / ed è per questo che me ne sto andando / ed è per questo che non posso vederti più / ed è per questo che mento quando dico / che non ti amo più

Ciao pupo bellissimo, ciao. Mi piaci un casino, cazzo, mannaggia a te. 
Io me ne sto andando, ma tu batti un colpo se vuoi esserci, che alla fine poi sono qui. E ho ancora voglia di provarci, se anche tu ne hai voglia. Cristoiddio, mi piaci un casino, cazzo, mannaggia a te.

E poi sì, sotto alla voce della Cat Power c'è quella di Eddie Vedder, ad un certo punto. Brividi.
E poi sì, sono pesante. Che sto qua c'ha vent'anni e io mi tiro ste paranoie. Ma dovreste sentire le sue. 
E poi sì, mi affeziono troppo facilmente. Vabò, problemi miei.

sabato 3 dicembre 2011

Ne ho piene le palle di mandare giù sempre lo stesso rospo. Adesso lo sputo


Quella volta che mi sono aperta e ho dato tutto quello che ho potuto, fino in fondo (e anche dopo), poi non è rimasto niente.
Il risultato è che le stesse identiche cose che ha detto a me ora le sta dicendo a un'altra. 

E mi domando chiccazzosonostataioperte e checcacchiodicialeidime. Madonna, cosa darei per sentirti mentre le parli di me. O mentre le hai parlato di me, che magari in un minuto hai liquidato l'argomento, eh. Probabile. Ma quel minuto lì dev'essere stato un condensato di schifo.

Ed è ridicolo che sta cosa quasi da niente ogni tanto mi prenda ancora male - e che male. Che per le persone importanti non sono stata così male. Forse perchè le persone importanti sono state persone di un certo spessore. E non provate a farmi pensare che forse alla fine 'sta cosa è stata importante, perchè mi sto aggrappando al luipermenonvaleuncazzo-stimapariazero-ecc.

Forse è solo che io non mi posso permettere di avere a che fare con gente così, che ci sto troppo di merda.

Ma mi domando se sia rimasto qualcuno di pulito, da qualche parte.

venerdì 18 novembre 2011

Un post ricco di contenuti

Mi sto impegnando a fare le cose che devo e voglio fare. Ne ricavo anche qualche piccola soddisfazione. Va bene, insomma. C'è sempre qualche pensiero scomodo che stà rannicchiato in certi angolini, e ogni tanto batte un colpo e fa un po' male, ma va bene.
E si aprono porte nuove, e succedono cose... vediamo!

Un post fondamentale, eh! Mamma, che desolazione -.-

______

Che volente o nolente sto ancora dando retta ai dadi, alla facciaccia di quello che stavo pensando l'altro giorno! Ho forse finalmente interiorizzato la lezione, che la applico inconsciamente?

mercoledì 9 novembre 2011

Un po' così

E' uno di quei periodi che passano un po' così, che se ti chiedono come va non puoi dire "male" ma non ti viene neanche di dire "bene" sorridendo... "Solita vita" è la risposta più frequente. Ogni pensiero che mi gira nel cervello è di un'apatia sconcertante, e mi viene voglia di anestetizzarmi e mettermi in stand-by a tempo indeterminato. E poi non mi sopporto, quando mi lamento così. Ma davvero, di meglio adesso non riesco a tirare fuori.

Che a volte per sopravvivere alla quotidianità ti attacchi ad un qualcosa... un obbiettivo da raggiungere, un pensiero piacevole, un sogno da realizzare, una canzone da ascoltare ossessivamente, un interesse da coltivare... ma poi arriva il giorno in cui la realtà, il presente, le distanze, le circostanze e un mix letale di sentimenti piattissimi schiacciano tutto.

E intanto, sotto sotto, una domanda vagamente interessante si fa largo... "Cosa stracazzo posso fare per tirarmi fuori da 'sto pantano?"

giovedì 3 novembre 2011

Karma

Credo di aver fatto degli errori, nell'organizzare questa vacanza. Si era parlato di andare in tanti, poi alcuni si sono tirati indietro, e allora abbiamo più o meno consapevolmente deciso di andare in due. Forse potevamo essere almeno in quattro, o in cinque, ma abbiamo fatto finta di niente. Io lo sapevo che non era del tutto corretto partire così come abbiamo fatto, ma non mi sono ascoltata. 
E io ora sento che abbiamo sbagliato. E la coscienza prude. Merda, quanto prude, brucia.
___

Non si capisce un cazzo da quello che ho scritto sopra. Volevo dire che abbiamo prenotato senza chiedere conferme a nessuno, solo per noi, indipendentemente da quello che s'era detto. Da stronzette, proprio. E invece avremmo dovuto chiedere "Chi viene, allora?". Non che non dovevamo partire (siamo mattiiii?!)!!!

martedì 20 settembre 2011

Promesse da marinaio


Per caso mi ritrovo ad ascoltare i Pearl Jam, oggi che esce il film sul ventennale. E arriva l'associazione d'idee: sono vittima di una piccola promessa non mantenuta, specchio di qualche speranza infranta... non vedrò il film, stasera.
Anche oggi sono in ufficio, per troppe ore, come ieri. Per cui pace, almeno ho scritto un post.

venerdì 16 settembre 2011

Voglio cadere

... e avere le palle per stare giù fino a quando non me la sentirò di risalire, ma nel modo giusto.
E non voglio sapere. Non voglio che eventi esterni turbino i miei pensieri, già abbastanza agitati. Non voglio vedere cose postate su facebook e non voglio sapere. Non voglio altre conferme di quanto il mio intuito sia infallibile, chiedo pietà.
Voglio iniziare a proteggermi da tutto il male che c'è. Voglio stare giù e autocommiserarmi per un po'.
Che a forza di fare la dura e spingere per andare sempre avanti, sono arrivata in un posto che forse nemmeno mi piace.
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