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domenica 13 gennaio 2013

La disillusione mi mangerà viva

Ma sono forse io ad essere marcia, se vedo il marcio in qualunque cosa?
Sono troppo critica? La mia intuizione ferita sa stare solo sulla difensiva?

Mi devo arrendere?
Non ne ho viste abbastanza di cose losche, di volontà deboli ed effimeri entusiasmi?
Non è ancora passata l'ora in cui è bene sedare il desiderio di qualcosa di vero e forte?
E' possibile fare circolare un po' d'amore senza che ritorni indietro inquinato?

Ne ho pieni i coglioni.

domenica 28 ottobre 2012

Prospettive esaltanti

Nevica
Studio per l'esame di stato
Questo weekend non sono uscita di casa e non uscirò
Sento gli spari dei cacciatori nel bosco
Mi sto rinchiudendo in un microcosmo sicuro e asettico, fatto di studio lavoro libri e poche persone fidate
Ho paura di tutto il resto

domenica 3 giugno 2012

Sfuggire al sole per non bruciare


Fragile da far schifo. Basta poco per scalfire questo finto equilibrio. Chiusa, arida ed impaurita.
Continuo a sedare gli impulsi comunicativi che si lasciano sedare, non è il caso di spargere troppe parole. La paura aiuta e l'inazione mi tiene al sicuro.

mercoledì 2 maggio 2012

Barcarola, Pablo Neruda

Se solamente mi toccassi il cuore,
se solamente mettessi la tua bocca sul mio cuore,
la tua bocca sottile, i tuoi denti,
se mettessi la tua lingua come una freccia rossa
lì dove il mio cuore polveroso martella,
se soffiassi nel mio cuore, vicino al mare, piangendo,
suonerebbe con rumore scuro, con suono di ruote
di treno assonnate,
come acque vacillanti,
come l'autunno in foglie,
come sangue,
con un rumore di fiamme umide che bruciano il cielo,
suonando come sogni o rami o piogge
o sirene di un porto triste,
se tu soffiassi nel mio cuore vicino al mare,
come un fantasma bianco,
al bordo della schiuma,
in mezzo al vento,
come un fantasma scatenato, in riva al mare,
piangendo.
Come diffusa assenza, come campana improvvisa,
il mare spartisce il suono del cuore
mentre piove e si fa sera sulla costa solitaria:
la notte cade incontrastata
e il suo lugubre azzurro di naufrago stendardo
si popola di astri d'argento affievolito.
E il cuore suona come un'aspra conchiglia,
chiama, oh mare, oh lamento, oh disciolta paura
sparsa in disgrazie e in onde scardinate:
dalla sonorità il mare accusa
le sue ombre reclini, i suoi verdi papaveri.



Se esistessi all'improvviso in una costa lugubre,
circondata dal giorno morto
dinanzi a una nuova notte,
piena d'onde,
e soffiassi nel mio cuore di freddo pànico,
soffiassi nel sangue solitario del mio cuore,
soffiassi nel suo moto di colomba con fiamme,
suonerebbero le sue nere sillabe di sangue,
crescerebbero le sue incessanti acque rosse,
e suonerebbe, suonerebbe a ombre,
suonerebbe come la morte,
chiamerebbe come un tubo pieno di vento o pianto,
o una bottiglia che versa orrore a fiotti.


E' così; e i baleni coprirebbero le tue trecce
e la pioggia entrerebbe dai tuoi occhi aperti
a preparare il pianto sordo che racchiudi,
e le ali nere del mare girerebbero intorno
a te, con grandi artigli e crocidii e voli.



Vuoi essere il fantasma che soffia, solitario,
in riva al mare il suo sterile, triste strumento?
Se solamente chiamassi,
il suo suono prolungato, il suo malefico fischio,
il suo ordine di onde ferite,
qualcuno verrebbe forse,
qualcuno verrebbe,
dalle cime delle isole, dal fondo rosso del mare,
qualcuno verrebbe, qualcuno verrebbe.



Qualcuno verrebbe, soffia con furia,
che suoni come sirena di nave guasta,
come lamento,
come un nitrito in mezzo alla schiuma e al sangue,
come un'acqua feroce che si morde e che suona.



Nella stagione marina
la sua conchiglia d'ombra circola come un grido,
gli uccelli del mare la disprezzano e fuggono,
le sue strisce di suono, le sue lugubri sbarre
si alzano sulle sponde dell'oceano solo.
_______________

Il fatto è che a volte certe sensazioni sono forti, e non ce la si fa a zittirle.

lunedì 30 gennaio 2012

The madness of your love


E' l'empatia che mi fotte. E' quando ti vedo triste come l'altra sera che mi si spacca il cuore. E quando mi dicono che poi eri ancora più triste.

martedì 22 novembre 2011

Relax, baby


Fatti passare 'sto magone, in un modo o nell'altro. O lo cacci, o lo lasci uscire. 
Ascoltare sto qua potrebbe dare una mano. E anche il piumone - corazza potrebbe fare la sua parte. 

Comunque mi sto domandando se il nome Ben non sia già di per sè una mezza garanzia.
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