Spero che il caro Rob abbia ragione quando dice che, nonostante l'apparente piattume e apatia, in me si stanno agitando sommosse e rivoluzioni. Pure io vedo, prevedo e stravedo imminenti cambiamenti, almeno nel campo lavorativo. E non solo per colpa di Marte e Urano.
Qualcuno direbbe che sono choosy (e in un modo abbastanza inconsueto): può essere. In realtà ho solo imparato a non lasciarmi più abbagliare: "c'è sempre dell'ottimo formaggio nelle trappole per topi, baby", direbbe il mio Tom. Ed io sono ancora abbastanza giovane, idealista ed incosciente per permettermi di rinunciare ad una ben pagata prospettiva di lavoro schiavizzante.
Vorrei essere felice, consapevole e donna abbastanza per arrendermi con gioia davanti alla più semplice e naturale convinzione. Vorrei essere inondata da quella semplice e naturale convinzione.
A me conoscere quest'uomo m'ha cambiata. Mi ha cambiata più lui con la sua musica che metà della gente che ho incontrato e conosciuto, sembra incredibile.
Il che non significa che abbia votato la mia vita al consumo di bourbon, o che sia una vagabonda girovaga... ma da quando ascolto lui, riesco a tenere insieme i pezzi. Da quando ascolto lui riesco a conciliare un po' meglio le cose alte e le cose basse, le cose belle e le cose brutte. Il cinismo ed il romanticismo, i sogni ed il disincanto, le aspirazioni culturali ed una certa rudezza/durezza, la malinconia, il dolore e le risate liberatorie di redenzione. Nelle sue canzoni io trovo tutto quello che m'interessa, in versione yin e in versione yang. E quando lo ascolto, gli credo. Credo nello yin perché c'è lo yang, e nello yang perché c'è lo yin.
Adoro questo album, è stato il mio primo appuntamento con Tom Waits dopo la volta in cui Cat Power ci ha fatti incontrare per caso cantando Sea of love. Strano, io conoscevo Cat Power prima di conoscere Tom Waits. Ho ascoltato tutti gli album di PJ Harvey ma solo qualche pezzo sparso dei Beatles. Boh, sarà che vado dal particolare al generale, non so se mi spiego. Sono i risultati di un'educazione musicale costruita da sola (o quasi), da zero (o quasi) e in continuo divenire.
Oggi ho iniziato ad ascoltare gli Spiritualized. Che viaggio!
Stiamo imparando come si fa, stiamo prendendoci le misure. Per cercare di fare al meglio, per evitare di sbagliare. Perchè non vogliamo sbagliare, ma l'equilibrio è sottile. E' un invito al blues, sul serio. Che nonostante le distanze, le differenze... siamo qui, ad addestrarci a vicenda. Che è difficile, ma è bello anche per quello.
E non voglio dire niente di più, perchè qua è un attimo che arrivi già la botta di sfiga del 2012 a rompere i coglioni.
Inizio la serata ascoltando Where is my mind, e penso che potrei guardarmi Fight club.
Cerco Fight club e non lo trovo. E vabò, pazienza.
Spulcio un po' fra i miei film e trovo Wristcutters (che c'è Tom e me lo consigliò in tempi remoti la Chiaraluz, se non sbaglio).
Guardo Wristcutters, mi godo il film, m'innamoro ancora un altro po' di Tom.
Mi faccio pure una fila di pensieri miei, del tipo che sto film m'ha rimessa un po' in pace su come vedo io le cose. Che stavo mettendo in dubbio un po' tutta la mia filosofia (?) di vita, eppure mi rendevo conto che i dubbi non funzionavano un granché. E dopo aver visto il film, tutto bello fatalista, mi sono ricordata che lo sono anche io e che mi piace un casino esserlo. Quindi viva me fatalista e fanculo ai dubbi.
Ecco. Eravamo rimasti che ho guardato il film.
Non contenta, dopo ho pure cercato su youtube un po' di video del film. Per sentire la voce originale di Tom, rivedere qualche scena, cose così.
E cercando cercando ho trovato il video sopra, di Where is my mind montata su scene di Wristcutters.
Ah.
Che figata.
E mi piace un casino la scena di loro che sono sulla spiaggia e si baciano e dormono lì e sembra il paradiso terreste, e poi si svegliano e c'è uno schifo per terra di preservativi e canne e sigarette e ogni cosa brutta immaginabile, e loro ci hanno dormito sopra ma va bene lo stesso.
E sta coincidenza del video con la canzone è successa solo perché mi sono ricordata che sono fatalista, io lo so.
Mi sembra incredibile che ci sto facendo il giro ancora adesso, a sta cosa.
Boh. Sta di fatto che ce l'ho in mente, e devo scrivere.
Voi potete anche non leggere oltre, ho messo il tag intimista.
Vabò, fate come vi pare.
Sto facendomi tutti i film possibili e immaginabili, sto costruendo mondi interi per provare a inquadrare tutto. Che si sa, io ad un certo punto ho bisogno di inquadrare le cose. Sarà la mente dell'ingegnere. Quanto mi piacerebbe non essere ingegnere, in questo momento. Ma pure in altri. Chi me l'avrà fatto fare di fare ingegneria. Mbah.
Vabbè.
Io credo che non lo scrivo, alla fine, quello che sto pensando.
Che sono stronzate, non convincono neanche me che le ho inventate.
Stavo pensando che potrei parlare del duplo che ho divorato, o della menata imprevista che sarà progettare la pista ciclabile staccata dalla strada, o delle mani congelate, o anche di altro.
Ma ho deciso che divago con Tom, così non sbaglio.
Vengo da un weekend bello bellissimo, e sono felice. Come promesso, non mi sono lasciata buttare giù dalle cose bruttine, e mi sono goduta ogni istante bello. Anche quelli che non ci sono stati, in realtà. Il risultato è che ho tantissimi ricordi di bei momenti. Quanto mi piaccio quando uso gli aggettivi naif.
E poi niente, c'è da ripassare la poesia, voglio deliziare gli dei.
Era da un bel pezzo che non toccavo della musica di mia proprietà. Ma avere un cd in mano è proprio una bella sensazione. Aprire, trovare il libretto, le foto, i testi, gli autori... e avere in mano un cd che esiste, non dei volatili mp3 che poi magari ti spariscono in qualche hard disk, sepolti da chissà quale mole di porcherie accumulate. E' una bella sensazione. Mi fa pensare che i cd rimarranno anche dopo di me, tangibili, veri. Che un mio ipotetico figlio (trascuriamo momentaneamente le condizioni necessarie per poter parlare di figli) un giorno prenderà in mano sto cd e dirà "Senti qua la mamma cosa ascoltava". Mbah, magari no, ma comunque prima mi è venuto 'sto pensiero.
E poi Tom... vabbè, cosa ve lo dico a fare, ormai lo sapete che lo amo. E quasi quasi mi costruirei la discografia, sua, piano piano, un pezzo alla volta... che il papà quando ha visto il cd sul tavolo ha detto "Te hai comprà el cd del Bols*? Ma quanto tempo erelo che no te compravi en cd?!!!"
* El Bols: affettuoso nomignolo con cui il mio papà identifica Tom Waits, viste le sue difficolta con gli idiomi stranieri (compresa la lingua italiana, quasi quasi... s'era capito che il dialetto gli riesce meglio, vero?). Sta di fatto che il giorno in cui si è accorto che questo cantante rauco era entrato a far parte della vita della sua unica figliola, ha ben pensato di battezzarlo El Bols... che ♥ il mio papà.
Ho comprato anche Grace, che originale non ce l'avevo e se non l'avessi preso adesso mi sentirei una merda.
Vengo da delle giornate decisive, mi sono liberata da qualche pensiero inquinante.
Finalmente ho discusso con il collega senza troppi filtri e ho smantellato in un momento tutte le sue permalosie (neologismo). Ve lo ricordate? Qui c'è un post significativo che risale a maggio (sì, maggio!). Vediamo se finalmente riuscirò ad andare in ufficio senza l'angoscia! Dovremmo esserci capiti, stavolta.
L'altro giorno ho comprato l'Internazionale per la prima volta, che io a quel giornale ci sono arrivata grazie all'oroscopo (e alla Michi), ma ha un suo gran perchè. E anche un gran peso, metaforico.
E poi ho comprato "Cent'anni di solitudine" che non l'ho mai letto e dal titolo m'ispirava proprio gioia a manetta, e non ho potuto resistere. Stupendo, lo sto leggendo. Che probabilmente sarò l'unica che non l'aveva ancora letto, per cui che ve lo dico a fare?
Poi posso ufficialmente dire che a fine ottobre vado qualche giorno a Barcellona, alla facciaccia dei soldi che dovrei mettere via per il tatuaggio e tante altre belle cose. Però vabbuò, Barcellona è Barcellona.
E ho appena mandato una mail al mio relatore dopo mesi di silenzio. Credo non si ricordi nemmeno che faccia ho, aiuto, pensatemi.
La canzone non c'entra una mazza col post, ma mi piace "I'm full of bourbon and I can't stand up"
... e avere le palle per stare giù fino a quando non me la sentirò di risalire, ma nel modo giusto.
E non voglio sapere. Non voglio che eventi esterni turbino i miei pensieri, già abbastanza agitati. Non voglio vedere cose postate su facebook e non voglio sapere. Non voglio altre conferme di quanto il mio intuito sia infallibile, chiedo pietà.
Voglio iniziare a proteggermi da tutto il male che c'è. Voglio stare giù e autocommiserarmi per un po'.
Che a forza di fare la dura e spingere per andare sempre avanti, sono arrivata in un posto che forse nemmeno mi piace.