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lunedì 10 febbraio 2014

Primo post milanese dopo il primo giorno di lavoro

Dopo una settimana passata a salire e scendere dai treni, stamattina mi sono svegliata a Milano e sono andata al lavoro. Entrata in ufficio poco prima delle 9.30, uscita poco prima delle 20.00. Lavorato ad un progetto importante ed interessante.
Ho appena finito di mangiare e lavare i piatti, il mio moroso sta registrando un gruppo di metallari nell'altra stanza e io sono schiantata a letto. "Benvenuta a Milano" mi ha detto mentre mangiavamo lonza ed insalata al volo, "sono contento". Ed ho pensato che sarà difficile e bellissimo, come pensavo.

venerdì 21 dicembre 2012

Il solito post a cavallo fra l'anno vecchio e l'anno nuovo

L'ho fatto nel 2011, lo faccio anche nel 2012.

Il 2012 è stato l'anno dei traguardi, in cui ho stretto i denti per raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata.
La laurea, soprattutto, che mi ha portato un nuovo lavoro. Una figata di nuovo lavoro, alla faccia della disoccupazione e degli stage non retribuiti. Con un capo che mi sta dando tanto anche a livello umano. Sono soddisfatta e piena di stimoli per provare a costruire il mio futuro.
Quest'anno dovrò decidere dove voglio andare, cosa voglio fare da grande. Perché, per figo che sia, il nuovo lavoro è nato per essere precario. Posso buttarmi in un dottorato, o in un master, e quindi prepararmi a queste nuove sfide. Perché lanciarsi in questo mondo significa iniziare una specie di scalata, che non so se sono disposta a fare (v. paragrafo successivo). Oppure posso lasciare perdere il mondo universitario, e provare ad entrare nel mondo sempre più chiuso dei professionisti, idea che però mi piace sempre meno.

Il 2012 è stato anche l'anno dei sacrifici. E della delusione.
La vita sociale si è assottigliata sempre più, fino a sparire. Delle frequenti serate festose del 2011 rimangono solo sbiaditissimi e rarissimi revival, decimati per colpa dei ritmi pressanti di studio. E uno non può vivere così, io non posso. Io ho bisogno di uscire, fare, vedere gente. Altrimenti impazzisco, m'intristisco e cado nel gorgo dei pensieri bui. Solo gli incontri e la vita possono tenermi in piedi. Devo trovare un equilibrio tra "la scalata" e tutto il resto. Non voglio scegliere tra una cosa e l'altra, perché sarei in ogni caso lacerata.
E poi c'è stata l'inaspettatissima batosta del Pupo mio bellissimo. Che se n'è parlato fin troppo, ma è davvero brutto essere abbandonati e delusi dalla persona per cui saresti consapevolmente, felicemente ed incredibilmente pronta ad investire tutto. Io credevo in un futuro, lui no. Per la prima volta ho dovuto accettare una fine che io non sentivo minimamente.

E poi c'è stato il viaggio di fine settembre al Sud. Mi ha schiaffeggiata, quel viaggio, mostrandomi che vivo in un microcosmo troppo piccolo e troppo chiuso. Ho bisogno di più scambi e contaminazioni. Ho bisogno di addestrarmi a questo. Sviluppo pensieri tristi, attaccamenti e frustrazioni solo perché, pur sapendo di vivere in un grande mondo pieno di possibilità, sono sacrificata in un angolo dove ne arrivano ben poche. E sento l'angoscia. E salto, scoordinata, per saltare il muro che mi separa dal resto. Ma finora è sempre un po' troppo alto, quel muro.

martedì 30 ottobre 2012

Antidoto #1

Mi sono appena iscritta alla newsletter di Susan Piver.

mercoledì 24 ottobre 2012

Diventare grandi #3

Elliott Erwitt
Sto iniziando a fare pace con quella che sono. Io sono Sagittario: arciere e cacciatrice. Odio aspettare che i risultati, gli uomini, le gratificazioni e le occasioni mi piovano dal cielo. Scalpito, perlustro, non mi do pace. E se trovo qualcosa che considero degno (cazzo, ecco l'alterità/alterigia), prendo la mira. Allora, con una tenacia stupefacente lavoro, vivo, amo.

Sto anche iniziando a fare conoscenza con quella che non sono, con i pezzi di personalità che mi mancano. Mi mancano un po' di leggerezza e di lucido disincanto, tanto per cominciare, perché non sempre ho investito le mie energie in cose degne. Ma devo aggiungere diversi altri pezzi a quella che sono, devo rinsaldare il baricentro. Per puntare l'arco senza sbilanciarmi. Per fare centro. Per essere felice essendo me stessa.

E poi sì, ho rotto i coglioni con 'sto "diventare grandi". Cazzi vostri, io sono in un trip.

lunedì 15 ottobre 2012

Le leggi dell'universo in azione

"Sono la sicurezza. Sono la forza in persona. Quando parlo in voi, vi faccio capire che non esiste alcuna debolezza. Finché non mi avete visto, conoscete soltanto l'insicurezza. Non avete il potere di fare, di esprimervi, di opporvi: siete soltanto vittime. Ma con me ogni vostro timore svanisce. Smettetela di esitare e sminuirvi. Nessuno può costringervi a fare quello che non volete fare.
Le mie leggi sono le leggi dell'universo in azione. Quando non ci si oppone ad esse, sono infinitamente pacifiche. Ma quando si disobbedisce, sono terribili. Se non obbedite alle mie leggi, posso distruggere. [...]
Sono invincibile. Non temporeggio durante i conflitti: combatto. Non mi arrendo mai. Sono la certezza. Nessuno può rovesciarmi dal trono.
Sono un fulcro, riordino tutto intorno alle mie leggi. Faccio regnare l'ordine con tutti i metodi, dal più morbido al più feroce. [...]
Collocatemi nel vostro centro come una fonte inesauribile, come la radice dei vostri futuri voli. Allora l'angoscia non vi impedirà di vivere o di realizzarvi, l'impotenza e la pigrizia non domineranno le vostre azioni. Il timore della miseria non si opporrà al vostro lavoro, sarete capaci di costruire la vostra prosperità. Le tempeste emozionali non vi distrarranno dalla vostra opera, il dolore e la malattia non vi impediranno di sentire la vostra forza, nulla potrà spezzare la vostra concentrazione.
[...] Stabilite le vostre regole, il vostro sistema di lavoro, le vostre azioni basandovi sulle leggi che vi rivelo. Sono qui, appaio, e dietro di me viene tutto un esercito, il sole, le stelle, le galassie. Vi proteggo e vi esorto a essere forti.
Sono il vostro guerriero interiore, colui che vede le vostre debolezze e non si lascia indebolire."


Se l'Imperatore parlasse... da La Via dei Tarocchi, di Alejandro Jodorowsky

domenica 9 settembre 2012

Dal trentesimo piano

Mi sono arrampicata fino in cima alla torre. Penso al pezzo di mondo che racchiudo con me nella torre: a cosa c'è, a cosa manca.
Ho lasciato giù le cose che non mi riguardano. Ho messo diversi metri di distanza (in verticale, per giunta) dalle cose brutte che potrebbero riguardarmi. Apro la porta, al piano terra, alle cose belle, che poi si devono fare tutti i gradini che ho fatto io, per arrivare a me. Se non ci arrivano, non m'interessano.
Sto esagerando, lo so. Ma il primo prezzo che si fissa nella contrattazione è sempre più alto di quello reale.

Mi concentro su me stessa, faccio tutto quello che posso fare per raggiungere alcuni obiettivi, quelli che dipendono strettamente da me. Mi arricchisco con le cose che mi stimolano.
Cercherò di diventare il meglio di ciò che posso essere.
Proverò a superare i miei limiti, che decapitano continuamente occasioni di felicità. Devo ridurre la mia dipendenza dall'esterno, dagli altri.

E nel frattempo ho comprato i tappi per le orecchie, così non potrò più lamentarmi del rumore delle automobili, dei miei che guardano la tv.
E sto per arrivare alla fine del mio duello emotivo-letterario con i Diari di Sylvia Plath, la liberazione è vicina. Quanto male fa, la storia di quella donna. Poi, per chiudere il cerchio, guarderò anche il film.

domenica 19 agosto 2012

Non può essere tutto qui


C'è  che sono insofferente. Non sopporto il rumore della macchine sotto casa, non sopporto di passare le sere como le sto passando, non sopporto di dover lavorare anche nel weekend, ma non sopporto nemmeno le domeniche oziose. Sono una rompipalle e non sopporto più nemmeno me stessa.
Mi sento un'ingrata, perché non riesco a godere delle cose belle e do troppo peso a quelle brutte. E cado nel vittimismo e mi prenderei a schiaffi.
Ma se non riesco ad accontentarmi è solo perché so di poter fare di più, cacchio. Non voglio fermarmi, voglio vivere. Ma devo ancora capire come.

sabato 25 febbraio 2012

Energia ce ne ho da vendere

Credo che per credere, in certi momenti, ti serva molta energia.
da Radiofreccia, di Luciano Ligabue 

Diciamo che, come sempre, mi sto facendo delle domande. Alcune riguardano alcune delle cose che dice Freccia, altre no. E mi è venuta un'idea per un nuovo mantra... eccolo, l'ho messo.

lunedì 20 febbraio 2012

Le donne in gamba e sole

Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare: a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole.
dai Diari di Sylvia Plath

Ho detto proprio l'altro giorno che io generalmente vengo schedata come "quella in gamba".

giovedì 9 febbraio 2012

Forza e Temperanza

Sono le mie parole magiche del momento. Fino a qualche ora fa al posto di "forza" c'era "consapevolezza", ma poi mi sono ricordata dei tarocchi, e l'ho sostituita. E dato che sono un po' una pazza mistica, ve le piazzo anche in forma grafica, ispirata da Jodorowsky, dai tarocchi e da Nettuno congiunto a Marte. Sìsì, io lo so, tutto c'entra, pure Nettuno. Ah.


E forse mi sto perdendo in un qualche delirio sterile come è già successo altre volte, ma secondo me no. Voi intanto promettetemi che non mi farete internare, plìs.
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