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lunedì 4 novembre 2013

Un post fico, modestamente

Allora. Rileggo gli ultimi post e penso: aiuto. Un lamento, un tormento. Non va mica tutto male, eh. In questo post, quindi, parlerò delle cose che vanno bene.

Al lavoro è una figata: sono circondata da gente che viene da tutto il mondo, che mangia cose stranissime e che parla l'inglese molto meglio di me. Morale della favola: è un’occasione unica per imparare un sacco di cose che, se fossi rimasta al paesello, mai nella vita.
La mia stanzetta inizio ormai a sentirla mia davvero. Non mi sveglio più di soprassalto pensando "questa-non-è-la-mia-stanza-dove-cazzo-sono?" (*) e penso che quasi quasi potrei essere dispiaciuta quando sarà il momento di lasciarla. A parte per l’invasione di moscerini malefici. E anche questo mi insegna una cosa importante, tipo: mai lasciare le banane fuori dal sacchetto.
La vita sociale non è al top, ma c'è. Riconosco i miei limiti: faccio un goccetto di fatica a parlare con gente di madrelingua inglese che spara dodici parole al secondo... ma tra fatiche e stupide (stupide un corno) domande di chiarimento, ce la sto facendo. E sto imparando un sacco di cose.
Da giovedì sera ho internet, una vera connessione internet. Illimitata. Grazie al mio coinquilino che ha accettato di condividerla con me. Finalmente non devo più razionare le chiamate su Skype: la soglia di 15 minuti al giorno era  un po' scarsina.
Con O. non ho più litigato, manco discusso. La tecnica del parlare chiaro (e a lungo, v. paragrafo precedente) pare funzionare. E fra tre settimane sarà qua per qualche giorno, per il mio compleanno. E io già penso a dove portarlo e a come rubargli qualcosa da tenere qua, in modo che un po’ mi odi, ma non troppo.
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(*)  Stanotte comunque ho sognato di essere in un film, ambientato a casa mia con i miei genitori. La cosa particolare è che io ero l’unica fra gli attori a sentire la colonna sonora. Pregio mica da poco: alle prime tre note di “Jockey full of bourbon” (Tom, ti amo, per sempre, anche in sogno) sono balzata in piedi e con fare da super-eroe ho detto ai miei “Ok, andate a nascondervi in camera da letto, che qua sta per succedere un guaio”. Li ho accompagnati là e infatti, tempo tre secondi, alla finestra si sono affacciati due ladri improbabili: uno di loro era l’attore che in Pirati dei Caraibi faceva il pirata pirla, alto e magro, con le carie ai denti. Alla loro vista io, con fare sempre più temerario, ho detto “Ok genitori, adesso vi salvo io!”. Il sogno si è concluso con me che balzavo contro ai briganti. Del dopo non è dato sapere.

giovedì 13 dicembre 2012

Non voglio mica la luna

Bastano una bevuta ai mercatini di natale e una pizza mediocre in compagnia di persone giuste, o almeno piacevoli; una serata in cui si alternano le risate e gli scherzi a qualche momento d'affetto e vicinanza un po' più seri.
Ieri ho passato una serata così, e oggi sono felice.
Anche se la prossima volta devo ricordarmi di non bere birra, che mi fa davvero venire il mal di testa. Diventerò un'estimatrice di vini... tzè, come no.
Stavo dicendo: basta questo. Chiedo troppo? 
No, cazzo. Chiedo quello che dovrebbe essere parte del pacchetto base della vita di una 26enne.

lunedì 7 maggio 2012

La pausa la dedico a noi e agli Afterhours!

Finalmente sto ascoltando Padania, che l'ho comprato una cosa come dieci giorni fa.
Sono ai primi 52 secondi della prima traccia, e già godo.
Tra un testo di antropologia, uno di urbanistica e mille riviste di architettura, sto leggendo Il lupo della steppa.
Intanto sono arrivata ad un'esplosione, minuto 2:38.

C'è qualcuno che sta al 42° gradino, irraggiungibile, indisturbato, idealizzato. E ogni tanto ci sono dei deja vu che ci riportano a come era tutto prima che fosse qualcosa. Mutatis mutandis. Ma non mollo la forza, la concentrazione e la lucidità.
La tempesta è in arrivo non mi era mica tanto piaciuta, quando avevano fatto uscire il video, ma adesso ad ascoltarla mi piace. La colpa probabilmente era del video. Ma pensa te, alle volte, come una dimensione sensoriale riesce ad inquinare le altre.
Costruire per distruggere. Inizio di archi distortissimi che mi ricorda di quando si graffiava la lavagna. Io non ho mai potuto farlo, cazzo, che mi mangio le unghie.
Serate belle con gli amici, per fortuna che ci sono loro.
Giornate piene che non c'è spazio per niente. A proposito, latito e mi mancate.
Credo che dovrò riascoltare molte volte le tracce comprese fra Costruire per distruggere e Padania. Ca...spiterina, che bella Padania. Quella dei sogni appiccicosi dai quali stare alla larga.
 Però la pienezza delle giornate dà soddisfazione.
 Ca..voli, che bello sto cd! Da Padania in poi si addolcisce, mi sembra di capire.
La pienezza delle giornate ti tiene lontano...
Uahahah, Messaggio Promozionale nr. 2!!!! Io so chi sono..."sei solo un buon piazzistaaaa"... un cacciavite nelle pieghe del sè. Non era mica vero che si addolciva.
... dicevo. La pienezza delle giornate tiene lontane tante cose, e quando tante cose sono forzatamente lontane, si capisce quali sono quelle che ci mancano davvero.

E intanto è ora di andare, e il cd sta finendo. Un bel cd. Sì, dopo lo ascolto di nuovo.
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Ho riletto il post e mi sono autocensurata... sono sboccatissima! :/

giovedì 1 marzo 2012

Parafrasiamo

Ho venti bozze salvate. Alcune sono degli aborti risalenti ai primi di gennaio, altre sono in incubazione e si spera che prima o poi nasceranno.
Però adesso vorrei lasciare un estremo saluto agli aborti. Cose non dette, custodite nella speranza che arrivasse un giorno migliore per dirle, e che invece sono rimaste lì a marcire.

Laif is nau, direbbero quelli della Nike.
Hic et nunc, direbbe qualcun altro.

giovedì 9 febbraio 2012

Forza e Temperanza

Sono le mie parole magiche del momento. Fino a qualche ora fa al posto di "forza" c'era "consapevolezza", ma poi mi sono ricordata dei tarocchi, e l'ho sostituita. E dato che sono un po' una pazza mistica, ve le piazzo anche in forma grafica, ispirata da Jodorowsky, dai tarocchi e da Nettuno congiunto a Marte. Sìsì, io lo so, tutto c'entra, pure Nettuno. Ah.


E forse mi sto perdendo in un qualche delirio sterile come è già successo altre volte, ma secondo me no. Voi intanto promettetemi che non mi farete internare, plìs.

domenica 22 gennaio 2012

Blue. E non è Joni Mitchell


Perchè a me piace compensare. 
E non rinnego il mio passato. 
E tutto fa brodo. 

Amen.

martedì 27 dicembre 2011

Un godurioso 2011

Quest'anno me la sono proprio goduta.
Sono stata a Roma (due volte), a Barcellona, al concerto di Ben ♥, mi sono fatta una bella serie di serate festose, ho amato, coltivato amicizie vecchie e nuove e mi sono persa nei meandri della musica più bella, senza ritegno alcuno.

Chissenefrega se ho rallentato il ritmo universitario (disumano) che avevo tenuto dal 2007. E "chissenefrega" (che non è proprio il termine giusto) anche delle batoste emotive di varia natura. Tutto serve, è vita che brucia.

E sono pronta per finalizzare un po' di cose, nel 2012.

lunedì 19 dicembre 2011

Scrivo la letterina dei desideri


Siccome io sono una donna indipendente (?) e i desideri se posso me li esaudisco da sola, a chi deve esaudire i desideri io chiedo di esaudire i desideri che io da sola non mi posso esaudire.
Sì, ho scritto una stronzata. In realtà sono tendenzialmente incapace di fare azioni concrete per essere felice. Ma facciamo che era una frase motivazionale.

Il primo desiderio è che quest'agitazione oscillante che mi scuote e mi distrae e mi fa pensare che non c'è confine con l'occhio dentro e l'occhio fuori, e vedo le processioni lente... ecco, dicevo: a me va bene tutta quest'agitazione oscillante, anche se mi scuote e mi distrae. Ma please, Tu che puoi, fa in modo che non sia un'agitazione inutile. Fa in modo che diventando architetta, o astrologa, o befana o tutte e tre, io possa essere felice della mia vita.

Il secondo desiderio è che non mi sparisca mai la fiducia che (incredibilmente) serena sto riponendo nel presente e nel futuro prossimo, che quasi quasi mi arrischio a salire la scala d'aria, ma aspetto a parlare prima che l'illusione si sia mossa. Che già parlo troppo.

E dulcis in fundo, il terzo desiderio, "the last but not the least". Tu che puoi, fammi sparire 'sti due brufoli enormi. In fretta.
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PS: "invisibile ai motori di ricerca"... col ca**o! Porcatroia.

martedì 13 dicembre 2011

E' troppo - pre e post serata -

ore 20.27


Dopo essermi districata a fatica fra mediocrità e schifezze umane, oggi ho paura di chi è trasparente. Cazzo, sembra incredibile. E' che c'è troppa, trooooppa luce in quel sorriso. E io ho paura di non meritarmi così tanta luce. Non ci sono abituata, a persone così.

Che l'ultima volta, con l'Idiota, mi sono buttata a capofitto, eroica, in una storia impossibile che infatti è stata intensa e micidiale... ed ero consapevole di tutto, ma me ne sono fregata, del pericolo.
E adesso sono intimidita dai sorrisi di un pupo. Al punto che non si riesce ad andare oltre.

Menate, menate, menate. Sono io, pazienza.



ore 00.31

Mash-up di tavolate e compagnie diverse generano pseudo mezzi discorsi improbabili su Sex and the City, preparatori atletici e cose varie.. .e poi mi sono persa la parte Audioslave-Tom Morello (e Rage Against the Machine - ma loro anche no) che cacchio pure quella a me interessa, mica solo Sex and the City. Ma ero geograficamente isolata.

Comunque la morale della favola rimane: "?"

Ah, poi sorvoliamo che stasera c'era pure l'Idiota, ma ci siamo a mala pena salutati, e poteva anche non esserci e per me non cambiava niente.

martedì 6 dicembre 2011

Fatalità


Inizio la serata ascoltando Where is my mind, e penso che potrei guardarmi Fight club
Cerco Fight club e non lo trovo. E vabò, pazienza. 
Spulcio un po' fra i miei film e trovo Wristcutters (che c'è Tom e me lo consigliò in tempi remoti la Chiaraluz, se non sbaglio).
Guardo Wristcutters, mi godo il film, m'innamoro ancora un altro po' di Tom.

Mi faccio pure una fila di pensieri miei, del tipo che sto film m'ha rimessa un po' in pace su come vedo io le cose. Che stavo mettendo in dubbio un po' tutta la mia filosofia (?) di vita, eppure mi rendevo conto che i dubbi non funzionavano un granché. E dopo aver visto il film, tutto bello fatalista, mi sono ricordata che lo sono anche io e che mi piace un casino esserlo. Quindi viva me fatalista e fanculo ai dubbi.

Ecco. Eravamo rimasti che ho guardato il film.
Non contenta, dopo ho pure cercato su youtube un po' di video del film. Per sentire la voce originale di Tom, rivedere qualche scena, cose così.
E cercando cercando ho trovato il video sopra, di Where is my mind montata su scene di Wristcutters
Ah.
Che figata.

E mi piace un casino la scena di loro che sono sulla spiaggia e si baciano e dormono lì e sembra il paradiso terreste, e poi si svegliano e c'è uno schifo per terra di preservativi e canne e sigarette e ogni cosa brutta immaginabile, e loro ci hanno dormito sopra ma va bene lo stesso.

E sta coincidenza del video con la canzone è successa solo perché mi sono ricordata che sono fatalista, io lo so.
E poi è bastata 'sta stronzata per farmi felice.

martedì 4 ottobre 2011

Le cose che mi hanno cambiata

Il trasloco del blog vecchio mi ha spinto a rileggere tutti i post vecchi. Più di trecento post, in un ordine cronologico che implacabile ti dimostra che sei diversa dagli inizi, e diversa da un anno fa e anche da tre mesi fa, forse. Sono cambiata senza accorgermene, me ne accorgo adesso. Ed è una sensazione bellissima, perché io sono sempre stata terrorizzata dalla stasi, da quella stabilità che uccide. E a volte sembra di esserne vittime. Ma poi, quando ti guardi indietro e ti accorgi che sei diversa... cazzo, che sollievo!

Perdere delle amicizie che non erano amicizie, mi ha cambiata: ci si passa tutti, prima o poi, ma è un'esperienza devastante. Conoscere voi, mi ha cambiata: mi avete aperto dei mondi di pensieri, di confronti, di storie che altrimenti forse non avrei mai visto.
Leggere Siddharta, L'Insostenibile Leggerezza dell'Essere e L'Alchimista. Guardare Sex and the City, Blow-up e Into the Wild. I concerti e i viaggetti mi hanno fatta rinascere ogni volta. Ed iniziare a lavorare, altrimenti col cavolo che potevo farmi i viaggetti e i concerti!
Anche annegare per mesi in una storia morta è servito: rendersi conto che era finita, che non saremmo mai riusciti a fare nessun altro passo in avanti, insieme, come coppia. E che nonostante l'affetto, a volte, la cosa giusta da fare è lasciar perdere. Passare mesi di angoscia in cui si vorrebbe rovesciare il mondo, ma non ci si riesce. Per poi accorgersi che basta volerlo veramente e iniziare da qualche parte, che poi le cose vengono da sé. Della serie "vuoi la bicicletta e poi, pedalare cazzi tuoi".
Fare un incontro che sembrava magia, innamorarsi di un sogno e fare un tatuaggio per liberarsi rischiando di distruggerlo. Avere sempre davanti agli occhi un tatuaggio-memento che ti dice "rischiala, buttati, mettici tutto quello che hai" è decisivo. Imparare a fare quello che si vuole fare senza sentirsi in colpa o farsi condizionare dall'esterno.
Scoprire Tom Waits, mi ha cambiata. E capire quanto può essere importante la musica nei rapporti con le persone. Le poesie di Bukowski. E reincontrare quel mezzo uomo che è stato una bomba emotiva mi ha spalancato il cuore come forse mai era successo prima. E come poi è successo, in modo diverso, quando la V. si è ammazzata. E quando lui, il giorno dopo, mi ha mollata. E perdere la tramontana, allontanare tutto in fretta, troppo in fretta forse, per non rimanerci sotto.
Scoprire l'Intuito (ok, ho rotto con 'sta storia, ma è vero), che la Verità la sappiamo ancora prima che si manifesti, se ne abbiamo il coraggio.
E per concludere, pure il casino su style è servito! Altrimenti chissà quando li avrei riletti, tutti i vecchi post.

PS: notate il tag "questo post serve principalmente a me". Ecco.
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