venerdì 29 novembre 2013

Cose da dire



Ho passato tre giorni con il mio moroso meraviglioso che è venuto a trovarmi per il mio compleanno. Due mesi senza vedersi non hanno intaccato il rapporto, anzi. C’è una consapevolezza nuova ora, quella di avere finalmente la forza e la fiducia che ci servono per superare questa prova. 
Ieri sera cocktails con i colleghi: ho ricevuto un bellissimo biglietto d'auguri, una candela al mandarino e un ferro di cavallo di cioccolata. Sono felice. Posso dire di essermi guadagnata almeno un paio di nuove amicizie. E che l'altro lato della medaglia per quanto riguarda i contratti che scadono ogni sei mesi, quello positivo, è che mentre si è qua si incontrano un sacco di persone diverse.
Io comunque già inizio a pensare al dopo, a cosa farò quando il mio stage sarà finito. Non mi interessa lavorare qui più a lungo, e credo anche che non ci sia spazio per me qua dentro. Vorrei tornare in Italia, possibilmente a Milano, con un lavoro decente, oppure avventurarmi in un qualche altro paese. Inizio a guardarmi intorno, di nuovo.

venerdì 22 novembre 2013

Germania - Italia: 0-4

Ci raccontano che in Germania si sta meglio, che è lo stato più avanti d'Europa. È anche quello più bombo di anidride carbonica, ma questo a molti sfugge. Le città qua saranno pur piene di biciclette, ma non è che di macchine ce ne siano poche. Sorvoliamo poi sulle centrali elettriche a carbone.
Ci raccontano che qua si guadagna di più. Mah. Sì, probabilmente è vero. Ma il guaio è quando il lavoro lo perdi: perché pure qua i contratti scadono eh, e spesso sei mesi dopo che li si è firmati. Il guaio è che quando scade il contratto ti scade anche l'assicurazione sanitaria. Perché qua la sanità la si paga, più o meno come in America.
Quando vai in un municipio tedesco a registrare il domicilio ti chiedono di che religione sei. Checcazzotenefregaate sarebbe una risposta adeguata, ma se invece gli rispondi che sei cattolica (perché porca vacca, pure se in realtà in chiesa ci vai solo a natale per fare gli auguri alla gente del paese, il retaggio morale-culturale del cattolicesimo sotto sotto non ti molla), sappi che ti toccherà pagare una tassa. Non te lo chiedono per fare statistica, ma per tirare su soldi - con la religione.
E allora che non vengano a raccontarmi puttanate, che qua è la terra promessa e in Italia siamo dei pezzenti. Che non hanno manco il bidet.

lunedì 4 novembre 2013

Un post fico, modestamente

Allora. Rileggo gli ultimi post e penso: aiuto. Un lamento, un tormento. Non va mica tutto male, eh. In questo post, quindi, parlerò delle cose che vanno bene.

Al lavoro è una figata: sono circondata da gente che viene da tutto il mondo, che mangia cose stranissime e che parla l'inglese molto meglio di me. Morale della favola: è un’occasione unica per imparare un sacco di cose che, se fossi rimasta al paesello, mai nella vita.
La mia stanzetta inizio ormai a sentirla mia davvero. Non mi sveglio più di soprassalto pensando "questa-non-è-la-mia-stanza-dove-cazzo-sono?" (*) e penso che quasi quasi potrei essere dispiaciuta quando sarà il momento di lasciarla. A parte per l’invasione di moscerini malefici. E anche questo mi insegna una cosa importante, tipo: mai lasciare le banane fuori dal sacchetto.
La vita sociale non è al top, ma c'è. Riconosco i miei limiti: faccio un goccetto di fatica a parlare con gente di madrelingua inglese che spara dodici parole al secondo... ma tra fatiche e stupide (stupide un corno) domande di chiarimento, ce la sto facendo. E sto imparando un sacco di cose.
Da giovedì sera ho internet, una vera connessione internet. Illimitata. Grazie al mio coinquilino che ha accettato di condividerla con me. Finalmente non devo più razionare le chiamate su Skype: la soglia di 15 minuti al giorno era  un po' scarsina.
Con O. non ho più litigato, manco discusso. La tecnica del parlare chiaro (e a lungo, v. paragrafo precedente) pare funzionare. E fra tre settimane sarà qua per qualche giorno, per il mio compleanno. E io già penso a dove portarlo e a come rubargli qualcosa da tenere qua, in modo che un po’ mi odi, ma non troppo.
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(*)  Stanotte comunque ho sognato di essere in un film, ambientato a casa mia con i miei genitori. La cosa particolare è che io ero l’unica fra gli attori a sentire la colonna sonora. Pregio mica da poco: alle prime tre note di “Jockey full of bourbon” (Tom, ti amo, per sempre, anche in sogno) sono balzata in piedi e con fare da super-eroe ho detto ai miei “Ok, andate a nascondervi in camera da letto, che qua sta per succedere un guaio”. Li ho accompagnati là e infatti, tempo tre secondi, alla finestra si sono affacciati due ladri improbabili: uno di loro era l’attore che in Pirati dei Caraibi faceva il pirata pirla, alto e magro, con le carie ai denti. Alla loro vista io, con fare sempre più temerario, ho detto “Ok genitori, adesso vi salvo io!”. Il sogno si è concluso con me che balzavo contro ai briganti. Del dopo non è dato sapere.

martedì 29 ottobre 2013

Ottobre



La lontananza è difficile, dannatamente difficile. Ci sono stati momenti di altissima tensione: si rischiava di non uscirne vivi, entrambi tenacemente aggrappati al proprio orgoglio. Io gli rimprovero una certa pigrizia espressiva ed intuitiva. È uomo, ok. Cosa mi posso aspettare da un uomo? Che capisca un silenzio? Che abbia voglia di parlare, di discutere? Lui mi rimprovera una scena da pazza (un’altra) che ho avuto. Cosa si aspetta, che se mi ride in faccia mentre mi sto innervosendo mi trasformi in un Buddha sorridente? Che sia in un perfetto stato di equilibrio mentale, dopo aver cambiato completamente vita, lontana da tutte le persone cui voglio bene?
Recriminare è inutile. Ho deciso di essere più esplicita e meno astratta quando gli parlo, nella speranza di rendere le cose un po’ più facili. Che mio papà non parla mai d’amore, ma parla spesso di “venirsi incontro”, e ho l’impressione che alla fine “venirsi incontro” non sia altro che la più semplice e profonda dimostrazione d’amore, di volere costruire qualcosa insieme. E quindi gli andrò incontro, facendo del mio meglio per farmi capire, per evitare incomprensioni e pensieri fumosi. Chissà che alla fine non faccia bene anche a me stessa.
Esplorando Cristina Donà sono incappata nella canzone perfetta, fra l'altro.

venerdì 18 ottobre 2013

Di pianeti e di tempo che passa

Marte in transito è opposto al mio Marte natale da qualche giorno. Da oggi è anche in quadratura al Sole. Dovrei attaccarmi addosso un adesivo triangolare con scritto “facilmente incazzabile”, insomma. Anche se in realtà non sono le persone che vedo a farmi incazzare, ma quelle che non vedo. È difficile la lontananza in questi momenti. 
Alcune mie colleghe sono appena state in giardino a fare stretching, e questa cosa mi ha lasciata leggermente interdetta. Ma noi qua siamo ecosostenibili, internescional e anche un po’ cazzari, mi ci devo ancora abituare.
Stasera festa, e spero che sia festa davvero, perché sono qua da quasi un mese e devo ancora fare una serata seria. 
Sono qua da quasi un mese. Già. È volato.

domenica 13 ottobre 2013

Notturno n. 1

Uscire per quello che sembrava essere il primo sabato sera serio in Tedeschia. Ritornare a casa come Cenerentola, ma con entrambe le scarpe, causa cagarella sabotatrice dell'amica pigra *. Svegliarsi alle quattro con l'ansia. Bestemmiare per un'ora e mezza, causa moroso disperso. Perdere il sonno. Covare istinti omicidi nei confronti del proprio moroso, chiamarlo. Trovarlo che dorme beato alla faccia mia ed insultarlo mentre lui beato si riaddormenta in un secondo, russando nel telefono. Bere birretta mentre si è avvolti nel piumone. Elaborare la bestemmia del buongiorno **. Pensare di aspettare romanticamente l'alba da sola. Rendersi conto, in funzione dell'inoltrato stato di avanzamento del merdoso autunno e del numero di birre rimaste in frigo (zero), che l'alba è decisamente troppo lontana. Ricordarsi di comprare le birre, bisogna sempre avere scorta di birre. Tentare di rendere tutto questo produttivo scrivendo almeno un velleitario post sul blog.
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* a voi dedurre se sia stata colpa della cagarella o della pigrizia. Io ho dedotto. E ho sospirato forte.

** optare infine per un elegantissimo e prolungato silenzio. Dodici ore a partire da questo momento

PS. Ha iniziato a piovere.

venerdì 11 ottobre 2013

Giornata storta

Se avere Venere congiunta fa questo effetto, anche Venere può andarsene affanculo con il resto del sistema solare.

sabato 28 settembre 2013

In Tedeschia



Ho finalmente trovato casa, e in questo momento sto scrivendo dal mio letto in Tedeschia. In realtà, per essere precisa, in questo momento sono una di quelle che stanno sedute tre ore in uno Starbucks con il computer sul tavolino, e sto scroccando la connessione per postare quello che ho scritto stamattina sul mio letto nuovo.
Sono stata veloce e fortunata: in quarantotto ore ho sistemato la questione appartamento, grazie anche all'appoggio di una cara ragazza che vive qua da un paio di mesi. 
Non vi dico cosa ho trovato pulendo la mia nuova stanza, ma posso affermare con quasi assoluta certezza che il precedente inquilino fosse uomo, cinese e fruitore di creme depilatorie. Ho il mio angolo cucina, ma il bagno lo condivido con altre tre persone, fra cui una ragazza un po' lurida. Pregate per me e per i miei anticorpi.
Nel frattempo, nella piazza qua fuori sparano fuochi artificiali e io me li godo dalla finestrona.
E comunque, visto come sono andate le cose e come sembra andranno, la Alanis calza a pennello.

lunedì 23 settembre 2013

lunedì 16 settembre 2013

Di passaggi e parentesi

Fra una settimana esatta sarò in tedeschia.
Questa esperienza all'estero sarà come aprire una porta e passarci attraverso. Dopo millemila vaneggiamenti sto per fare il primo passo concreto verso la vita che voglio avere, e se c'è qualcosa di cui sono sicura è che al termine di questi sei mesi non mi rassegnerò a tornare alla vita di adesso: non sarà una parentesi, sarà un passaggio. 
La mia vita fra sei mesi dovrà essere diversa dalla mia vita di oggi, e questa diversità la devo costruire io. Devo farmi un bagaglio a mano di esperienze e conoscenze (cucinare, risolvere i problemi quotidiani da sola, sopravvivere alle peggiori influenze senza le cure amorevoli della mamma, convivere con altre persone, parlare le lingue straniere ecc.) che mi aiuti ad avanzare. Sarebbe bellissimo riempire anche un bagaglio grande, di quelli che si devono mettere in stiva... insomma, sarebbe bellissimo se lo stage mi portasse un lavoro vero, indispensabile finanziatore di tutti i miei bellissimi futuri progetti, ma per il momento non ci penso troppo. Per il momento invece è meglio se mi concentro sui problemi a breve termine: come per esempio trovare uno straccio di appartamento.

venerdì 6 settembre 2013

Lo sto facendo davvero?



Ebbene sì, sto postando una ballata di Bon Jovi. Chi l'avrebbe mai detto: ero convinta di averle confinate tutte alle cotte adolescenziali; e invece. Il fatto è che queste canzoni riescono a dire quello che c'è da dire senza tante storie, con semplicità. 

E quando uno ti ha vista dare il peggio di te (ubriaca molesta piangente delirante), mandarlo affanculo ed intraprendere una cinematografica/rocambolesca fuga sotto la pioggia, durante la quale sei scivolata, hai preso una botta al piede, rotto una scarpa, sporcato i pantaloni, fatto cadere il cellulare (e impiegato venti minuti per riattaccare la batteria), per poi aggirarti (scalza, causa scarpa rotta) e perderti in un parcheggio della periferia di Milano... e quando finalmente lui ti trova, che ancora piove e ancora piangi e ancora sbraiti e hai una scarpa in mano, un piede dolorante e i vestiti sporchi e bagnati, all'inizio ti urla contro di tutto, ma poi ti conforta e ti dice che ti ama e che non devi avere paura, perché il vostro è un "rapporto costruttivo"... e il giorno dopo non solo non approfitta del tuo primo attimo di distrazione per darsi alla macchia, ma si prende pure la briga di ripetertelo, perché tu eri così schifosamente sbronza da averlo completamente dimenticato...
... Quando succede tutto questo, l'unica cosa da fare è dire "thank you for loving me" con una ballata strappalacrime di Bon Jovi.
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Il giorno dopo, mentre ti sta ripetendo quella cosa interessante della "relazione costruttiva", nella tua testa stupefatta (da tempo immemore abituata a riflettere su ben altro genere di dichiarazioni) si aggira un pensiero simile a questo: "Ma costruttiva nel senso di costruire? Ma davvero? Ma nel senso di Niccolò Fabi? E magari addirittura nel senso di costruire un fiume?"
Purtroppo ti stai vergognando come una ladra e non sei nella posizione di chi può mettersi a puntualizzare: puoi solo sperare di non averlo frainteso, che in realtà non stesse parlando, che ne so, di costruire le astronavi coi Lego.

martedì 3 settembre 2013

Tre settimane alla partenza



Il 23 settembre parto per i famigerati sei mesi di teutonico lavoro. La mamma mi ha regalato un portatile nuovo (cuori per la mamma) e l'altro giorno abbiamo fatto la prima prova con Skype: lei in soggiorno, io nella mia stanza.
Alterno momenti di euforia, preoccupazione, curiosità e malinconia.

martedì 20 agosto 2013

Seminare e raccogliere, raccogliere e seminare



Tornata dalla mia lunga vacanza marittima. Rigenerata, felice. Mi sono sentita a mio agio fin dal primo giorno. A quel matto del mio moroso non si può che volergli bene, e questo indubbiamente aiuta: tutti felici di rivederlo dopo tanti mesi, e lui altrettanto felice di rivedere loro; vibrazioni positive ovunque. Ma il bello è che molti sono stati felici anche di conoscere me e scoprire che sono come sono: che mangio senza tanti complimenti, che lavo i piatti, rido e parlo con tutti, che non mi tiro indietro davanti a un bicchiere di vino. Mi hanno accettata ed io ne sono felice, perché per stare bene insieme bisogna anche stare bene con gli altri.
E infatti tutti sono stati felici di vederci felici insieme: ho perso il conto delle persone che ci hanno fatto i complimenti per quanto siamo belli e quanta gioia trasmettiamo. Ed è vero, è così. L'ho percepito fin dall'inizio, dal modo in cui ci siamo conosciuti e vedendo i sorrisi di chi poi ci guardava in giro per Milano.
C'è un feeling speciale. C'è lui che è matto e che mi piace perché è matto, e quindi lo lascio libero di essere matto e per questo lui è felice. E più è felice, più mi piace. E ci sono io che in tutto questo riesco a liberarmi da certi limiti e ad essere più leggera... a dare il meglio di me. E lui nel vedermi felice è felice di conseguenza, e avanti nel circolo virtuoso. Ci nutriamo l'uno della gioia dell'altro.
Poi s'è anche litigato, eh. Che a volte è troppo matto ed egocentrico, e io a volte sono paranoica e permalosa. E allora capita che non gli parlo, lui se ne va, torna e a quel punto è lui che non mi parla. Oppure che gli do uno schiaffo e me ne vado io e lui mi insegue. Ma dopo tutto, anche nel giorno e mezzo che ha passato poi da me, guardandolo stare bene in mezzo ai miei amici e dormire nel mio letto, finisco sempre col pensare che è troppo giusto e che insieme siamo meglio che da soli.

martedì 30 luglio 2013

Valigiando

Giovedì parto: due settimane al mare col moroso. O forse è più corretto dire "due settimane al mare dal moroso". A casa sua: conoscerò genitori, parenti, amici. Non vedo l'ora di essere là, ma il pensiero di essere sotto i riflettori ("la morosa di O.!") mi mette un po' di agitazione. Prima o poi però ci si deve pur passare, per cui passiamoci e bon.
Due settimane al mare non le ho mai fatte. Trattasi di tappa miliare nella vita. Chi mi conosce bene, conosce anche la mia leggendaria piccola borsa della Camel (sì, Camel, le sigarette. no, non Chanel... perchiccazzomiavetepresa?), che mi acccompagna in gran parte dei viaggetti. Ebbene, stavolta se ne starà a casa: vista la portata dell'evento sto riempiendo la valigia grande.

Ho un po' di ansia da suocera.
Questo è il duecentesimo post su Let Love Rule!

martedì 16 luglio 2013

Ombre



Ci sono conflitti che fanno parte di me e che non spariranno. Non sarà lui a sciogliere i nodi e riempire i buchi più grandi. Nessuno mai ci riuscirà, se non io stessa, qualora decidessi di volermi crogiolare nel torpore beato di chi non pensa.
L'amore non c'entra niente con queste cose, me ne accorgo ora. Ingenuamente ho sempre pensato che avere vicino la persona giusta avrebbe sistemato tutto: non è così, le inquietudini persistono. Sono cose profondamente mie, che stanno ad un livello inaccessibile agli altri, anche a lui. Posso solo aspettarmi (... pretendere?) che lui accetti il mio bisogno di esplorare l'abisso, e che mi aiuti a togliere le zavorre e mi conforti quando decido che è ora di risalire.

Ascoltate la canzone qua sopra e le altre di questo ragazzo. La sensibilità.

domenica 7 luglio 2013

Immagino citazioni che forse non esistono



A parte che Justin Timberlake è uno che alle donne piace, anche se ha questo che di metrosexual. A parte che sua moglie pure è una gnocca da paura. A parte che quando penso a canzoni come What goes around comes around mi vengono ancora i coccoloni.
A parte tutto ciò, questo post mi serve per dire che nel video di Mirrors ho trovato la rappresentazione figurativa dell'idea che mi ero fatta del teatrino magico descritto nel Lupo della steppa di Hesse. Mi piace pensare che un libro come quello possa aver ispirato un video come questo.

giovedì 4 luglio 2013

The beauty of love as it was made to be



Love it will not betray you, 
dismay or enslave you,
it will set you free, 
be more like the man 
you were made to be.
There is a design, an alignment, a cry
of my heart to see
the beauty of love
as it was made to be.

L'ho sicuramente già scritto che loro mi piacciono tanto e mi riempiono il cuore ogni volta che li ascolto, ma vale la pena ripeterlo.

venerdì 28 giugno 2013

Summer survey gusto limone

Nominata da Clò, che ringrazio, partecipo pure io all'intervista sulle dieci cose belle dell'estate. E come Clò pure io lo faccio per non cedere all'apatia e alle giornate sempre uguali, per cercare il bello e there is a light somewhere, it may not be much light but it beats the darkness... e potremmo continuare con altre frasi simili ma non è necessario. Troverete qualche frasetta aspra, vi avviso.

1. L'estate è bella perché è diversa dall'inverno. Se non ci fosse l'inverno, l'estate sarebbe meno bella.
2. L'estate è bella perché domenica, per la prima volta in vita mia, ho messo degli shorts che erano davvero short, senza paranoie. Questa estate è bella anche perché da 'ste cagate mi accorgo che lui mi libera un po' dalla parte pesante di me stessa.
3. L'estate è bella perché in teoria ci si veste poco, si fanno i peggio bagordi e nonostante cotanta impertinenza non ci si ammala. In pratica io sono stata ammalata per tipo due settimane.
4. L'estate è bella perché i giorni sono lunghi. Sarebbe ancora più bella se i giorni lunghi fossero pieni. Di cose belle, possibilmente.
5. L'estate è bella perché la gente è in vacanza. La gente che lavora è in vacanza. La gente che non lavora  però non ce la fa a sentirsi in vacanza, anche se avrei pensato di sì.
6. L'estate è bella perché qua nel mio paesello si sta bene mentre il resto d'Italia boccheggia. C'è anche da dire che quando nel resto d'Italia si sta bene, nel mio paesello si mette il maglione. Oggi, per esempio.
7. L'estate è bella perché gli abiti estivi costano poco: il mio regime di austerity ringrazia.
8. L'estate è bella perché si vedono più sorrisi, in giro.
9. L'estate è bella perché si può fare l'amore all'aperto.
10. L'estate è bella perché ormai sono laureata, mentre l'anno scorso a quest'ora stavo impazzendo.

A me fare le nomination non mi piace, quindi fate voi!

venerdì 21 giugno 2013

Ma secondo voi.

Sinceramente.
Proiettandosi nel medio-lungo periodo.
Ipotizzando che un giorno condivideremo uno spazio ed un dispositivo che riproduce la musica.

Come farò io a stare con uno a cui non piace Tom Waits?

giovedì 6 giugno 2013

Lavoro latitante

La distribuzione porta a porta di curriculum non ha dato frutti, così come lo spam di email. Bisognerebbe inventarsi qualcosa per emergere dal magma dei neolaureati… purtroppo non ho idee. E non sono nemmeno granché motivata, onestamente parlando: vorrei solo tirare su due soldi. Temo che dovrò arrangiarmi, in questa strana estate. Nel frattempo studio il tedesco, rinfresco un po' l'inglese. E leggo un sacco di libri, che novità. Per fortuna non mi annoio – non ancora.

venerdì 31 maggio 2013

Pensieri inediti



Imparare nomi di vie e quartieri in città nuove e lingue sconosciute.
Cercare appartamenti e stanze, fare i conti per farsi bastare i soldi.
Coltivare sogni e obiettivi per il prossimo mese, per i prossimi cinque mesi e per l'anno prossimo.
Usare la prima persona plurale coniugata al futuro.

martedì 14 maggio 2013

Trenta giorni

A volte capita che stai mesi e mesi in un limbo di pseudo morte. E poi in trenta cacchio di giorni esatti incontri un ometto giustissimo che ti fa pensare "somiglia a quello che volevo" e scopri che ti hanno selezionata per andare sei mesi a lavorare in germania, da ottobre a marzo.
Pare che 'sta vita inizi già a somigliare a quella che desidero: pensavo sarebbe stato un processo un pò più lungo, e invece... Tutto in un colpo solo.

lunedì 13 maggio 2013

A piene mani


Anche questa era una di quelle che custodivo. Non è speciale come quella di cui parlavo qua, ma la custodivo. Fino a un'ora fa la custodivo. Tempo verbale: imperfetto; passato. Me la sono giocata. Una alla volta qua me le gioco tutte, lo so.
Ah, che bella cosa.

martedì 30 aprile 2013

Pendolarismo

Sul treno per Milano. Due volte in tre settimane. La settimana scorsa sono stata io ad accogliere chi veniva da Milano.
È un bel motivo per fare i pendolari, questo.

martedì 23 aprile 2013

Una cosa però la devo proprio dire

Nella mia testolina impulsiva/intuitiva si sta agitando felice la consapevolezza che stavolta potrei arrivare a pescare quella-canzone-lì, gelosamente custodita da tempo immemore in attesa di.

sabato 20 aprile 2013

Sensazioni dense

Dovrei scrivere di quello che è successo negli ultimi sette giorni. Non ci riesco, ci ho già provato. 
Vi basti sapere che sono tutte cose belle, e che quasi stento a credere che possano esistere giorni come questi, colmi di pura gioia.

lunedì 8 aprile 2013

L'ottimismo m'invade

Leggo un sacco di libri. Ho il cervello iperattivo. Pianifico cose bellissime. Recupero i chili che avevo perso frequentando l'università. Che non ero mica stata sempre così magra, io, me lo ricordo. Oggi peso di nuovo come nel 2005, alla maturità: due chili in più di due settimane fa; quattro chili in più del preoccupante minimo storico raggiunto e mantenuto per troppo tempo in questi anni. I miei muscoletti pigri si risvegliano a forza di sessioni extrastrong di lavori domestici, sudo per la fatica e arrivo a sera che sono stanca.
Aiuto la mamma, mi godo i sorrisi del papà, passo un po' di tempo anche con lo zio. Le mie gattone mi cercano come non mai.
Riduco i consumi all'osso, spendo il meno possibile.
Non lavoro, non guadagno, ma per un po' può andare bene così.

giovedì 28 marzo 2013

Via, via.


Per la prima volta nella mia breve vita sto facendo i conti con la disoccupazione: sono in balia del non-evento. Breve vita, dico, ma solo perché qua sono la mascotte: a volte mi sento una ragazzina, a volte ho la sensazione di aver già perso il treno; in fondo del tempo non me ne frega niente.
Ammetto che parlare di disoccupazione è calcare la mano: recupero un goccetto di pudore, e confesso che sono disoccupata da soli tre giorni, e che un nuovo lavoro non l'ho nemmeno cercato. Il mio tempo in università però è scaduto: fare il dottorato significherebbe seppellirmi viva. Sono allo sbando: non so cosa cercare, non voglio accontentarmi, sono choosy. 
Penso che lo smarrimento che sento sia, in un certo senso, simile a quello che molti hanno sentito al momento di scegliere quale università frequentare. Per me quella decisione fu facile, continuava lungo il solco tracciato dal mio sogno di bambina: progettare le case. Ah, com'è diversa la realtà delle cose, adesso che ho i titoli per entrare in quel mondo mitico! Progettare le case non è per niente poetico. Discutere con gli impresari; rinunciare alla bellezza in nome delle esigenze speculative degli unici clienti (squali) che in questo periodo possono permettersi di costruire; prendere atto che la maggior parte dei colleghi che si sono laureati con me stanno lavorando gratuitamente, "nella speranza che poi, un giorno..." ; fare i conti con una preparazione lacunosa, ma soprattutto con lo scarsissimo interesse ad approfondirla.
Perché il punto è questo: se un lavoro lo ami, lo fai. Per il semplice fatto che la mattina ti svegli con la voglia di farlo e le ore passano fino a sera. Ti dà a malapena da vivere e non ti lascia tempo libero, magari, ma questi fastidi sono trascurabili, tutto sommato. A 26 anni, se "non hai figli e mutui" (cit.), sono fastidi trascurabili, e tu devi fare quello che desideri. Lo puoi e lo devi fare, il resto sono balle.
Io questo lavoro non lo amo. L'ho potuto fare perché sono stata fortunata e l'ho fatto perché bisogna sempre rendere onore alla propria fortuna. Ora la mia fortuna sono questo vuoto di tempo e questa stasi, che nonostante tutto mi lasciano traboccante di fiducia nella vita.
Voglio esplorare posti e interessi. L'unico dovere che sento è quello di scoprire la mia vocazione e onorarla. Traduco il curriculum e, per la prima volta nella mia breve vita, mi interesso di geografia non per il viaggetto di una settimana. Innamorarsi di un progetto può fare la differenza.

giovedì 21 marzo 2013

A volte capita che una ci metta 26 anni per capire che è ora di fare qualcosa per essere quella che vuole essere


Quando ascolto insistentemente i BRMC è perché sono in tumulto. Perché ho più fame di vita, più pensieri torbidi e più estrogeni del solito. In questi giorni, da quando è uscito il loro album nuovo (molto bello e molto loro, secondo il mio modestissimo parere), ascolto i BRMC ovunque e a paletta.

martedì 19 marzo 2013

Nell'ordine

Freddo.
Sole.
Caldo.
Sole.
Vento.
Vento.
Vento
Lampi.
Freddo.
Sole.
Nuvole.
Freddo.
Neve.
Neve.
Neve.
Nuvole.
Sole.
Nuvole.
Tepore.
Nuvole e sole.

martedì 5 marzo 2013

Choosy choice

Spero che il caro Rob abbia ragione quando dice che, nonostante l'apparente piattume e apatia, in me si stanno agitando sommosse e rivoluzioni. Pure io vedo, prevedo e stravedo imminenti cambiamenti, almeno nel campo lavorativo. E non solo per colpa di Marte e Urano.

Qualcuno direbbe che sono choosy (e in un modo abbastanza inconsueto): può essere. In realtà ho solo imparato a non lasciarmi più abbagliare: "c'è sempre dell'ottimo formaggio nelle trappole per topi, baby", direbbe il mio Tom. Ed io sono ancora abbastanza giovane, idealista ed incosciente per permettermi di rinunciare ad una ben pagata prospettiva di lavoro schiavizzante.

lunedì 25 febbraio 2013

Ossantinumi

Il 13 novembre 2011 scrivevo questo.
Il 25 febbraio 2013 scrivo: vvaffanculo.

giovedì 21 febbraio 2013

Dieci giorni che non scrivo

Un po' perché non ho nemmeno avuto il tempo di vivere, un po' perché quando ne ho avuto l'ho impiegato per vivere, sono dieci giorni che non scrivo. 
Succede che sono oggetto delle attenzioni di personaggi loschi: mi lusingano e mi gratificano, ma solo perché la mia presenza nel loro avido campo gravitazionale gli permette di gonfiare ancora un altro po' il loro ego, già troppo ingombrante per i miei gusti. Li vedo, che si pavoneggiano appena dimostro un briciolo di interesse nei loro confronti e mi espongono agli amici come se fossi lì solo per confermare il loro valore.
E se rifletto un pochino, mi accorgo che buona parte dei ragazzi con cui ho avuto a che fare sono, come la gente di cui sopra, gente che più o meno consapevolmente coltiva il proprio personaggio: il mattatore della compagnia, lo sbruffone, l'intellettuale tormentato. Gente profondamente innamorata di sé stessa. 
E vedo che il mio essere ironica e provocatoria ha su di loro un effetto stimolante, innesca un gioco divertente ed innocuo di scherzi e ripicche. L'altro giorno sono uscita con uno, e mentre spudorata gli ridevo in faccia, lui pure se la rideva: il mio scherzoso (?) scherno non lo turbava minimamente. Questo mio modo di fare, però, fa sì che solo i peggiori presuntuosi riescano a rapportarsi con me senza sentirsi feriti quando raggiungo i picchi d'ironia; uomini più timidi, più riservati (ma altrettanto, se non più, interessanti) tendono invece a ritrarsi, intimoriti o avviliti, appena me ne esco con una qualche battuta leggermente indelicata. Devo darmi una regolata, mannaggiammè.

domenica 10 febbraio 2013

Grazie a Philippe Daverio

In una soleggiata domenica di febbraio, mentre la mamma lava i piatti, scopro che Fernanda Pivano era sposata con Ettore Sottsass. Oppure, forse, era Ettore Sottsass ad essere sposato con Fernanda Pivano, non saprei. E la questione è molto meno irrilevante di quanto appaia.
Una cosa però è evidente: che la gente interessante attira gente interessante.

mercoledì 6 febbraio 2013

Della comunicazione. O forse sarebbe meglio dire "Del linguaggio"

Devo lavorare sulla mia capacità di esprimermi. Troppe volte non riesco a farmi capire, troppe volte non arrivo a parlare perché non riesco a formulare le frasi nel modo che vorrei. Troppe volte mi accorgo troppo tardi di non avere detto esattamente quello che avevo in mente.
Non mi piace sprecare fiato e sono terrorizzata dai malintesi. Ho bisogno di tempo per formulare i concetti; monto e smonto ogni idea più volte, sono prudente nel tirare le conclusioni.
Però avrei bisogno di un acceleratore nel cervello.

domenica 27 gennaio 2013

Facciamo finta che


Oggi, mentre ascolto Amy, è il primo giorno di primavera.

mercoledì 23 gennaio 2013

Focalizzare


Sto pezzo nuovo della Diane Birch mi tiene compagnia mentre metto in incubazione idee balzane, trascurando deliberatamente la polverosa realtà impellente.
Spazio, datemi spazio ...

lunedì 21 gennaio 2013

Puff

È bella quella lettera che gli avevo scritto. Non gliel'ho data.
Diceva "non perdiamoci". Ci siamo persi.

Non sarebbe stata bella abbastanza, per lui.
Ci saremmo persi comunque.

giovedì 17 gennaio 2013

Quattro sprazzi di lucidità

  1. Bob Marley che cantava "I wanna love you and (soprattutto) treat you right" è decisamente passato di moda. Nel caso in cui uno non ci pensi nemmeno ad amarti e trattarti bene, manco si accontenta più di usarti un'elegante indifferenza: sarà che non dà grandi soddisfazioni. Inspiegabile sottile cattiveria, invece, va alla grande. E mentre mi lecco 'sto graffio che m'ha fatto (sarà che, come sempre, sono troppo fragile), prendo atto.
  2. Roll the dice. Nel piccolo universo delle mie faccende sentimentali, sono una degna discepola del vecchio Charles: non esistono orgoglio e ruoli stantii, per me; io vado, e vado fino in fondo. Ed ha ragione lui: il regalo è l'isolamento che ottieni quando sei arrivato in fondo, sfidando il rifiuto che infatti arriva implacabile. E ha ragione pure quando dice che poi, alla fine di tutto, quando te la sei giocata, c'è la risata perfetta. Perché, forse, l'hai perso: forse ti sei liberata in tempo di quello che sarebbe stato solo il prossimo disastro.
  3. Lo stordimento che deriva da un paio di amari trangugiati dopo il panino della pausa pranzo è un buon palliativo contro una giornata di merda. Vedere e comprare i biglietti per il concerto di Mannarino nel giro di venti minuti, invece, non è un palliativo, ma un vigoroso calcio in culo alla giornata di merda.
  4. Flashback di un anno fa. La saggia Samantha diceva che una donna disperata crederebbe a tutto. Potrei aggiungere, guardando finalmente con un certo distacco questo episodio che mi capitò, che una donna disperata può addirittura arrivare a illudersi che vorreste dirle il contrario di quello che le state dicendo. Per cui andate a farvi fottere in religioso silenzio.

Ma cosa mi tocca sentire


Che sia super impegnato non lo metto in dubbio.
Dubito dell’accezione del termine impegnato alla quale fa riferimento.

domenica 13 gennaio 2013

La disillusione mi mangerà viva

Ma sono forse io ad essere marcia, se vedo il marcio in qualunque cosa?
Sono troppo critica? La mia intuizione ferita sa stare solo sulla difensiva?

Mi devo arrendere?
Non ne ho viste abbastanza di cose losche, di volontà deboli ed effimeri entusiasmi?
Non è ancora passata l'ora in cui è bene sedare il desiderio di qualcosa di vero e forte?
E' possibile fare circolare un po' d'amore senza che ritorni indietro inquinato?

Ne ho pieni i coglioni.

sabato 12 gennaio 2013

A proposito di torri

I had done wrong you built your tower / but call me home and I will build a throne / and wash my eyes out never again. 
But love the one you hold / and I will be your gold / to have and to hold / a lover of the light

mercoledì 9 gennaio 2013

Vogliamo parlarne? No.


Che pezzo della madonna.
Per tranquillizzare chi legge, non c'è nessuna infinite sadness, comunque.
Infinitesimal happiness, piuttosto. Proprio per non lasciarvi appesi malamente.

venerdì 4 gennaio 2013

Cara stella cadente immaginaria



Vorrei essere felice, consapevole e donna abbastanza per arrendermi con gioia davanti alla più semplice e naturale convinzione. Vorrei essere inondata da quella semplice e naturale convinzione.
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