Ebbene sì, sto postando una ballata di Bon Jovi. Chi l'avrebbe mai detto: ero convinta di averle confinate tutte alle cotte adolescenziali; e invece. Il fatto è che queste canzoni riescono a dire quello che c'è da dire senza tante storie, con semplicità.
E quando uno ti ha vista dare il peggio di te (ubriaca molesta piangente delirante), mandarlo affanculo ed intraprendere una cinematografica/rocambolesca fuga sotto la pioggia, durante la quale sei scivolata, hai preso una botta al piede, rotto una scarpa, sporcato i pantaloni, fatto cadere il cellulare (e impiegato venti minuti per riattaccare la batteria), per poi aggirarti (scalza, causa scarpa rotta) e perderti in un parcheggio della periferia di Milano... e quando finalmente lui ti trova, che ancora piove e ancora piangi e ancora sbraiti e hai una scarpa in mano, un piede dolorante e i vestiti sporchi e bagnati, all'inizio ti urla contro di tutto, ma poi ti conforta e ti dice che ti ama e che non devi avere paura, perché il vostro è un "rapporto costruttivo"... e il giorno dopo non solo non approfitta del tuo primo attimo di distrazione per darsi alla macchia, ma si prende pure la briga di ripetertelo, perché tu eri così schifosamente sbronza da averlo completamente dimenticato...
... Quando succede tutto questo, l'unica cosa da fare è dire "thank you for loving me" con una ballata strappalacrime di Bon Jovi.
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Il giorno dopo, mentre ti sta ripetendo quella cosa interessante della "relazione costruttiva", nella tua testa stupefatta (da tempo immemore abituata a riflettere su ben altro genere di dichiarazioni) si aggira un pensiero simile a questo: "Ma costruttiva nel senso di costruire? Ma davvero? Ma nel senso di Niccolò Fabi? E magari addirittura nel senso di costruire un fiume?"
Purtroppo ti stai vergognando come una ladra e non sei nella posizione di chi può mettersi a puntualizzare: puoi solo sperare di non averlo frainteso, che in realtà non stesse parlando, che ne so, di costruire le astronavi coi Lego.