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sabato 17 dicembre 2016

Anteprima del post di fine anno

Io credo di non aver mai vissuto un anno più stupefacente di questo 2016. Tutto quello che è successo, e si parla principalmente di lavoro, sembrava lontano anni luce alla fine del 2015.
E' stato principalmente un anno di viaggi, di grande stress e crescita lavorativa. Ed è stato l'anno di casa insieme, l’anno del costruire. Un trentesimo anno degno, che ricorderò.
Ed è stato un anno in cui sono state più le bozze dei post, molte più. Perché nonostante tutto questo cambiare, ciò che aleggiava continua ad aleggiare. Perché la prima bozza che (non) parla di questo risale a gennaio, e da allora le cose non si sono semplificate o dissolte.

lunedì 10 agosto 2015

Ritrovarmi

Oggi sulla scrivania di una collega ho visto una bella agendona, rossa, che mi ha incuriosita. Le ho chiesto cosa fosse e lei mi ha detto che è questo: praticamente un mix fra un self-help book, un diario e una to-do-list.
Lì per lì mi ha affascinata, poi ho pensato che per anni me la sono cavata con quadernetti molto più semplici - e poi con il blog. 

Diffidando da quelle cose complicate, ma sempre curiosa, ho esplorato un po' il web, e mi sono imbattuta in questo, e quindi in questo. Crearsi una Desire Map, per sentirti come vuoi sentirti - perché questo è l'unico e il solo obiettivo da perseguire.

Era proprio ora di ricominciare a scrivere. 
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Cerco fra i tag e ritrovo i miei totem, dimenticati. Che meraviglia.

lunedì 10 febbraio 2014

Primo post milanese dopo il primo giorno di lavoro

Dopo una settimana passata a salire e scendere dai treni, stamattina mi sono svegliata a Milano e sono andata al lavoro. Entrata in ufficio poco prima delle 9.30, uscita poco prima delle 20.00. Lavorato ad un progetto importante ed interessante.
Ho appena finito di mangiare e lavare i piatti, il mio moroso sta registrando un gruppo di metallari nell'altra stanza e io sono schiantata a letto. "Benvenuta a Milano" mi ha detto mentre mangiavamo lonza ed insalata al volo, "sono contento". Ed ho pensato che sarà difficile e bellissimo, come pensavo.

mercoledì 29 gennaio 2014

Di già!

Non sono ancora passate quattro settimane da quando ho scritto l'ultimo post, e tutti i miei desideri si stanno già avverando.
Ho fatto un colloquio, sono stata selezionata: sto lasciando il tirocinio e la Tedeschia per trasferirmi a Milano. A Milano vivrò col mio moroso ed avrò un lavoro figo a due passi da casa, a due passi dal centro. Un lavoro figo. Ma figo-figo. Non molto pagato per ora, ma figo. E abitare con lui - oddio*! Un cacchio di lavoro, in Italia, adesso. A Milano.
Ma sul serio?
Minchia. Grazie Giove, grazie Plutone!
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* sopprimere le menate sul nascere, please

venerdì 3 gennaio 2014

Il rituale riepilogo

Puntate precedenti: 2012, 2011.
Visto che porta bene, faccio il bilancio pure del 2013.

Quando ho capito che la carriera accademica non fa per me ho ben pensato che il Nulla che si stava presentando fosse il momento giusto per buttarmi nella corrente dei cervelli in fuga. Dopo aver bramato viaggi ed esperienze che per povertà e pigrizia non mi ero mai decisa a concretizzare, mi sono decisa a fare un passo in quella direzione. Diversi passi, in realtà, e in diverse direzioni. Sogni di baraonda californiana, sogni di BRICS in Sudafrica (il più scarso dei paesi BRICS, fra l'altro, temo), sogni (concretizzati) di ong in Tedeschia.
Nel bel mezzo di tutto quel marasma, in una notte milanese nata per caso, ecco la serendipità. Fiaba metropolitana dove il principe azzurro, con le scarpe rotte ed una birra Menabrea, ti fa da scorta cantante mentre fai la pipì sulla rampa di un garage alle quattro del mattino. Il resto è storia.
Il 2013 è stato l'anno della disoccupazione, dell'amore coronato, delle mille possibilità, della partenza e dell'imparare a cavarsela da sola e con pochi soldi. Ci sono stati grossi cambiamenti anche per buona parte delle persone che mi stanno intorno: nuove case, nuovi morosi, nuovi pargoli in arrivo e pure qualche casino bello grosso. Certe cose invece non cambiano mai.

Con queste premesse, il curriculum aggiornato, un contratto che scade a marzo e Plutone in sestile a Giove e a Mercurio, il 2014 mi porterà sicuramente un lavoro nuovo ed una nuova casa in una nuova città. Di più non ci è dato sapere, ma va bene anche così. E avanti.

Buon 2014, gente!

venerdì 29 novembre 2013

Cose da dire



Ho passato tre giorni con il mio moroso meraviglioso che è venuto a trovarmi per il mio compleanno. Due mesi senza vedersi non hanno intaccato il rapporto, anzi. C’è una consapevolezza nuova ora, quella di avere finalmente la forza e la fiducia che ci servono per superare questa prova. 
Ieri sera cocktails con i colleghi: ho ricevuto un bellissimo biglietto d'auguri, una candela al mandarino e un ferro di cavallo di cioccolata. Sono felice. Posso dire di essermi guadagnata almeno un paio di nuove amicizie. E che l'altro lato della medaglia per quanto riguarda i contratti che scadono ogni sei mesi, quello positivo, è che mentre si è qua si incontrano un sacco di persone diverse.
Io comunque già inizio a pensare al dopo, a cosa farò quando il mio stage sarà finito. Non mi interessa lavorare qui più a lungo, e credo anche che non ci sia spazio per me qua dentro. Vorrei tornare in Italia, possibilmente a Milano, con un lavoro decente, oppure avventurarmi in un qualche altro paese. Inizio a guardarmi intorno, di nuovo.

martedì 20 agosto 2013

Seminare e raccogliere, raccogliere e seminare



Tornata dalla mia lunga vacanza marittima. Rigenerata, felice. Mi sono sentita a mio agio fin dal primo giorno. A quel matto del mio moroso non si può che volergli bene, e questo indubbiamente aiuta: tutti felici di rivederlo dopo tanti mesi, e lui altrettanto felice di rivedere loro; vibrazioni positive ovunque. Ma il bello è che molti sono stati felici anche di conoscere me e scoprire che sono come sono: che mangio senza tanti complimenti, che lavo i piatti, rido e parlo con tutti, che non mi tiro indietro davanti a un bicchiere di vino. Mi hanno accettata ed io ne sono felice, perché per stare bene insieme bisogna anche stare bene con gli altri.
E infatti tutti sono stati felici di vederci felici insieme: ho perso il conto delle persone che ci hanno fatto i complimenti per quanto siamo belli e quanta gioia trasmettiamo. Ed è vero, è così. L'ho percepito fin dall'inizio, dal modo in cui ci siamo conosciuti e vedendo i sorrisi di chi poi ci guardava in giro per Milano.
C'è un feeling speciale. C'è lui che è matto e che mi piace perché è matto, e quindi lo lascio libero di essere matto e per questo lui è felice. E più è felice, più mi piace. E ci sono io che in tutto questo riesco a liberarmi da certi limiti e ad essere più leggera... a dare il meglio di me. E lui nel vedermi felice è felice di conseguenza, e avanti nel circolo virtuoso. Ci nutriamo l'uno della gioia dell'altro.
Poi s'è anche litigato, eh. Che a volte è troppo matto ed egocentrico, e io a volte sono paranoica e permalosa. E allora capita che non gli parlo, lui se ne va, torna e a quel punto è lui che non mi parla. Oppure che gli do uno schiaffo e me ne vado io e lui mi insegue. Ma dopo tutto, anche nel giorno e mezzo che ha passato poi da me, guardandolo stare bene in mezzo ai miei amici e dormire nel mio letto, finisco sempre col pensare che è troppo giusto e che insieme siamo meglio che da soli.

venerdì 28 giugno 2013

Summer survey gusto limone

Nominata da Clò, che ringrazio, partecipo pure io all'intervista sulle dieci cose belle dell'estate. E come Clò pure io lo faccio per non cedere all'apatia e alle giornate sempre uguali, per cercare il bello e there is a light somewhere, it may not be much light but it beats the darkness... e potremmo continuare con altre frasi simili ma non è necessario. Troverete qualche frasetta aspra, vi avviso.

1. L'estate è bella perché è diversa dall'inverno. Se non ci fosse l'inverno, l'estate sarebbe meno bella.
2. L'estate è bella perché domenica, per la prima volta in vita mia, ho messo degli shorts che erano davvero short, senza paranoie. Questa estate è bella anche perché da 'ste cagate mi accorgo che lui mi libera un po' dalla parte pesante di me stessa.
3. L'estate è bella perché in teoria ci si veste poco, si fanno i peggio bagordi e nonostante cotanta impertinenza non ci si ammala. In pratica io sono stata ammalata per tipo due settimane.
4. L'estate è bella perché i giorni sono lunghi. Sarebbe ancora più bella se i giorni lunghi fossero pieni. Di cose belle, possibilmente.
5. L'estate è bella perché la gente è in vacanza. La gente che lavora è in vacanza. La gente che non lavora  però non ce la fa a sentirsi in vacanza, anche se avrei pensato di sì.
6. L'estate è bella perché qua nel mio paesello si sta bene mentre il resto d'Italia boccheggia. C'è anche da dire che quando nel resto d'Italia si sta bene, nel mio paesello si mette il maglione. Oggi, per esempio.
7. L'estate è bella perché gli abiti estivi costano poco: il mio regime di austerity ringrazia.
8. L'estate è bella perché si vedono più sorrisi, in giro.
9. L'estate è bella perché si può fare l'amore all'aperto.
10. L'estate è bella perché ormai sono laureata, mentre l'anno scorso a quest'ora stavo impazzendo.

A me fare le nomination non mi piace, quindi fate voi!

venerdì 31 maggio 2013

Pensieri inediti



Imparare nomi di vie e quartieri in città nuove e lingue sconosciute.
Cercare appartamenti e stanze, fare i conti per farsi bastare i soldi.
Coltivare sogni e obiettivi per il prossimo mese, per i prossimi cinque mesi e per l'anno prossimo.
Usare la prima persona plurale coniugata al futuro.

martedì 14 maggio 2013

Trenta giorni

A volte capita che stai mesi e mesi in un limbo di pseudo morte. E poi in trenta cacchio di giorni esatti incontri un ometto giustissimo che ti fa pensare "somiglia a quello che volevo" e scopri che ti hanno selezionata per andare sei mesi a lavorare in germania, da ottobre a marzo.
Pare che 'sta vita inizi già a somigliare a quella che desidero: pensavo sarebbe stato un processo un pò più lungo, e invece... Tutto in un colpo solo.

lunedì 13 maggio 2013

A piene mani


Anche questa era una di quelle che custodivo. Non è speciale come quella di cui parlavo qua, ma la custodivo. Fino a un'ora fa la custodivo. Tempo verbale: imperfetto; passato. Me la sono giocata. Una alla volta qua me le gioco tutte, lo so.
Ah, che bella cosa.

sabato 20 aprile 2013

Sensazioni dense

Dovrei scrivere di quello che è successo negli ultimi sette giorni. Non ci riesco, ci ho già provato. 
Vi basti sapere che sono tutte cose belle, e che quasi stento a credere che possano esistere giorni come questi, colmi di pura gioia.

giovedì 28 marzo 2013

Via, via.


Per la prima volta nella mia breve vita sto facendo i conti con la disoccupazione: sono in balia del non-evento. Breve vita, dico, ma solo perché qua sono la mascotte: a volte mi sento una ragazzina, a volte ho la sensazione di aver già perso il treno; in fondo del tempo non me ne frega niente.
Ammetto che parlare di disoccupazione è calcare la mano: recupero un goccetto di pudore, e confesso che sono disoccupata da soli tre giorni, e che un nuovo lavoro non l'ho nemmeno cercato. Il mio tempo in università però è scaduto: fare il dottorato significherebbe seppellirmi viva. Sono allo sbando: non so cosa cercare, non voglio accontentarmi, sono choosy
Penso che lo smarrimento che sento sia, in un certo senso, simile a quello che molti hanno sentito al momento di scegliere quale università frequentare. Per me quella decisione fu facile, continuava lungo il solco tracciato dal mio sogno di bambina: progettare le case. Ah, com'è diversa la realtà delle cose, adesso che ho i titoli per entrare in quel mondo mitico! Progettare le case non è per niente poetico. Discutere con gli impresari; rinunciare alla bellezza in nome delle esigenze speculative degli unici clienti (squali) che in questo periodo possono permettersi di costruire; prendere atto che la maggior parte dei colleghi che si sono laureati con me stanno lavorando gratuitamente, "nella speranza che poi, un giorno..." ; fare i conti con una preparazione lacunosa, ma soprattutto con lo scarsissimo interesse ad approfondirla.
Perché il punto è questo: se un lavoro lo ami, lo fai. Per il semplice fatto che la mattina ti svegli con la voglia di farlo e le ore passano fino a sera. Ti dà a malapena da vivere e non ti lascia tempo libero, magari, ma questi fastidi sono trascurabili, tutto sommato. A 26 anni, se "non hai figli e mutui" (cit.), sono fastidi trascurabili, e tu devi fare quello che desideri. Lo puoi e lo devi fare, il resto sono balle.
Io questo lavoro non lo amo. L'ho potuto fare perché sono stata fortunata e l'ho fatto perché bisogna sempre rendere onore alla propria fortuna. Ora la mia fortuna sono questo vuoto di tempo e questa stasi, che nonostante tutto mi lasciano traboccante di fiducia nella vita.
Voglio esplorare posti e interessi. L'unico dovere che sento è quello di scoprire la mia vocazione e onorarla. Traduco il curriculum e, per la prima volta nella mia breve vita, mi interesso di geografia non per il viaggetto di una settimana. Innamorarsi di un progetto può fare la differenza.

giovedì 21 marzo 2013

A volte capita che una ci metta 26 anni per capire che è ora di fare qualcosa per essere quella che vuole essere


Quando ascolto insistentemente i BRMC è perché sono in tumulto. Perché ho più fame di vita, più pensieri torbidi e più estrogeni del solito. In questi giorni, da quando è uscito il loro album nuovo (molto bello e molto loro, secondo il mio modestissimo parere), ascolto i BRMC ovunque e a paletta.

giovedì 13 dicembre 2012

Non voglio mica la luna

Bastano una bevuta ai mercatini di natale e una pizza mediocre in compagnia di persone giuste, o almeno piacevoli; una serata in cui si alternano le risate e gli scherzi a qualche momento d'affetto e vicinanza un po' più seri.
Ieri ho passato una serata così, e oggi sono felice.
Anche se la prossima volta devo ricordarmi di non bere birra, che mi fa davvero venire il mal di testa. Diventerò un'estimatrice di vini... tzè, come no.
Stavo dicendo: basta questo. Chiedo troppo? 
No, cazzo. Chiedo quello che dovrebbe essere parte del pacchetto base della vita di una 26enne.

domenica 7 ottobre 2012

Endogenous Morphine


Il sottofondo musicale perfetto per il ritorno dal viaggettino di questo weekend. Sono ancora un po' stordita,  è una bella sensazione. Esperimento riuscito.

mercoledì 22 agosto 2012

Sfiorare un momento perfetto


Torno a casa in macchina, da sola, di notte. Fa caldo, il finestrino abbassato. Senza fretta, entra solo poco vento. Si sentono i grilli, sono sazia di sushi. Pochi fari mi vengono incontro, sorrido. Bon Iver, è solo l'autoradio. 
In questo momento perfetto intuisco quale sia la mia personale forma di femminilità.

sabato 11 agosto 2012

Onorare la propria fortuna



La laurea mi dà la possibilità di cambiare un po' di cose nella mia vita, e ho intenzione di spremere questa opportunità fino all'ultima goccia. Sono una privilegiata, e lo dico senza falsa modestia. Sono fortunata e voglio essere all'altezza di questa condizione.
Ricordo un post che scrissi poco più di un anno fa, conteneva i miei obiettivi: finire gli esami, laurearmi, godermi la vita, trovare un lavoro fico, vivere da sola. 

Mi guardo intorno. Guardo un po' più in là. Prendo la mira.

mercoledì 25 aprile 2012

Posso ribadire il concetto?


Alla luce del video qua sopra e di questo, mi permetto di ribadire, orgogliosa, quello che ho scritto al punto otto del mio elenco di cose belle.

Che poi vabbè, sarebbe un po' ipocrita dire che se incontrassi l'arbitro e i suoi compari gli stringerei le mani. Anzi, voglio la moviola in campo (che 'sti ometti qua tirano cannonate spaventose, è impossibile starci dietro con gli occhi). Ma domenica a Milano c'ero... eccheccazzo, è vero che siamo bella gente: atleti, dirigenti, staff e tifosi. Tutti.

Ciao gente! Io latiterò un po' da qui in avanti, che come dice il mio relatore, devo shcrivere!

giovedì 12 aprile 2012

Le dieci cose belle

Ringrazio Patalice per la nomina e mi lancio in questo giochino gioioso elencando i miei dieci piaceri della vita. Non nego che appena ho letto "dieci" mi sono spaventata, che dieci cose sono tante e non mi venivano in mente! Questo è brutto, perché tutti dovremmo avere almeno dieci cose che ci rendono felici, e dovremmo averle ben presenti. Il fatto che io mi sia spaventata significa che sono un po' un'ingrata, perché dieci cose belle nella mi vita ci sono, eccome, ma non ne sono pienamente consapevole!
  1. Credo che la musica sia la mia goduria più grande, mi aiuta nell'ossessiva opera d'introspezione che mi assorbe da sempre.
  2. Le amiche che ci sono sempre, un punto fermo fondamentale per me. E' come se fossimo sposate, e di questo ho già parlato in altre occasioni. ♥, insomma, in sintesi.
  3. Gli amici (amiche comprese, parlo del gruppo esteso) e le serate (alcoliche) che prendono  spontaneamente ed inevitabilmente forma appena arriva qualcuno con cui iniziare e poi arrivano tutti gli altri. E passa la sera, a volte la notte intera, e non me ne accorgo nemmeno.
  4. Indagare il mondo e le persone attraverso l'astrologia. E a volte mi faccio degli scrupoli morali, perché mi sembra d'invadere degli spazi privati. Ma cerco di farlo in modo il più corretto possibile, evitando di forzare la mano (nella vita) sulle cose che "vedo". Vi autorizzo a pensare che sono matta.
  5. Leggere libri che mi arricchiscono. Raramente mi do a letture frivole, solo quando sono molto stanca. Non mi soddisfano, mi sembra di perdere tempo. Ho bisogno di libri ben scritti e/o con un contenuto che lasci un segno.
  6. Tornare a casa dopo lavoro in macchina da sola con la mia musica preferita. Quel momento segna la fine della giornata pesante, e da lì in poi io penso solo ai cavoli miei e sono libera!
  7. Quando riesco a parlare con mia madre per più di tre minuti senza innervosirmi. Che io e lei litighiamo per ogni cosa, non so perché. Credo che abbiamo entrambe un problema nel controllo della voce, della polemicità e del nervosismo. Ma quando riusciamo a parlare per più di tre minuti senza litigare, io sento che posso rilassarmi ed è bellissimo.
  8. I pomeriggi al palazzetto a guardare le partite di pallavolo, una gioia relativamente recente, che prima di un anno fa non contemplavo nella mia vita ma che ora è un appuntamento costante. Il tifo, l'orgoglio di avere una delle squadre più forti del mondo qua a due passi. E di essermi appassionata ad uno sport e a degli sportivi che sanno di pulito. A proposito, FORZA ITAS!! che stasera c'è la semifinale per lo scudetto.
  9. Le mie gattone, che sono degli animaletti molto poco socievoli e coccoloni, ma proprio per questo quando capita che vengono a dormire con me io mi sento felice e beata, e dormo anche scomoda pur di tenermele lì vicine che russano e si muovono e mi svegliano continuamente!
  10. Le piccole grandi soddisfazioni sul lavoro e nello studio. Quando vedo che l'impegno  e le idee vengono capiti. E mi stimolano a fare di più.
Ed ecco il momento nominations, che non mi piace tanto, per cui uso la formula: "candidatevi da sole e scrivete se vi va!" ;)
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