A quanto pare il mio valore non viene riconosciuto. Sorpresa.
Forse è semplicemente questo il segnale che mi aspettavo.
Via, via?
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sabato 17 dicembre 2016
Anteprima del post di fine anno
Io credo di non aver mai vissuto un anno più stupefacente di questo 2016. Tutto quello che è successo, e si parla principalmente di lavoro, sembrava lontano anni luce alla fine del 2015.
E' stato principalmente un anno di viaggi, di grande stress e crescita lavorativa. Ed è stato l'anno di casa insieme, l’anno del costruire. Un trentesimo anno degno, che ricorderò.
Ed è stato un anno in cui sono state più le bozze dei post, molte più. Perché nonostante tutto questo cambiare, ciò che aleggiava continua ad aleggiare. Perché la prima bozza che (non) parla di questo risale a gennaio, e da allora le cose non si sono semplificate o dissolte.
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giovedì 28 luglio 2016
Ne vale la pena?
Potrebbe essere un post di quelli che sono passati di moda, di quelli che dicono "faccio un lavoro fighissimo, ma sono molto stressato, quasi quasi mi licenzio e trovo la felicità vendendo alberi stampati in 3d in vasi di vetro soffiato".
Potrebbe essere un post di quelli che scrive la gente con i piedi per terra, di quelli che dicono "adesso mi faccio dare un aumento e li spremo fino all'osso come loro spremono me".
Potrebbe essere un post di disillusione, o di rabbia. Potrebbe anche parlare di maschilismo, di mansplaining, di incompetenza e di visioni differenti di come debbano essere affrontati i problemi complessi. Potrebbe parlare di come provino a farti sentire sbagliata, e di come io abbia già subito questo giochetto, perché sono una che si mette in discussione e quindi contemplo l'ipotesi di essere sbagliata. Ma poi, no. Io lo so, adesso, che non sono sbagliata. Non mi fregano più.
E allora mi domando se ne valga la pena, se non sia giunta l'ora di farsi delle domande, tipo "cosa è davvero importante?" "a cosa sono disposta a rinunciare?" "su quali valori devo basare le mie scelte di vita?".
In fondo, se valesse la pena me lo domandavo anche all'inizio.
Potrebbe essere un post di quelli che scrive la gente con i piedi per terra, di quelli che dicono "adesso mi faccio dare un aumento e li spremo fino all'osso come loro spremono me".
Potrebbe essere un post di disillusione, o di rabbia. Potrebbe anche parlare di maschilismo, di mansplaining, di incompetenza e di visioni differenti di come debbano essere affrontati i problemi complessi. Potrebbe parlare di come provino a farti sentire sbagliata, e di come io abbia già subito questo giochetto, perché sono una che si mette in discussione e quindi contemplo l'ipotesi di essere sbagliata. Ma poi, no. Io lo so, adesso, che non sono sbagliata. Non mi fregano più.
E allora mi domando se ne valga la pena, se non sia giunta l'ora di farsi delle domande, tipo "cosa è davvero importante?" "a cosa sono disposta a rinunciare?" "su quali valori devo basare le mie scelte di vita?".
In fondo, se valesse la pena me lo domandavo anche all'inizio.
martedì 3 settembre 2013
Tre settimane alla partenza
Il 23 settembre parto per i famigerati sei mesi di teutonico lavoro. La mamma mi ha regalato un portatile nuovo (cuori per la mamma) e l'altro giorno abbiamo fatto la prima prova con Skype: lei in soggiorno, io nella mia stanza.
Alterno momenti di euforia, preoccupazione, curiosità e malinconia.
Alterno momenti di euforia, preoccupazione, curiosità e malinconia.
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domenica 7 luglio 2013
Immagino citazioni che forse non esistono
A parte che Justin Timberlake è uno che alle donne piace, anche se ha questo che di metrosexual. A parte che sua moglie pure è una gnocca da paura. A parte che quando penso a canzoni come What goes around comes around mi vengono ancora i coccoloni.
A parte tutto ciò, questo post mi serve per dire che nel video di Mirrors ho trovato la rappresentazione figurativa dell'idea che mi ero fatta del teatrino magico descritto nel Lupo della steppa di Hesse. Mi piace pensare che un libro come quello possa aver ispirato un video come questo.
venerdì 21 giugno 2013
Ma secondo voi.
Sinceramente.
Proiettandosi nel medio-lungo periodo.
Ipotizzando che un giorno condivideremo uno spazio ed un dispositivo che riproduce la musica.
Come farò io a stare con uno a cui non piace Tom Waits?
giovedì 28 marzo 2013
Via, via.
Per la prima volta nella mia breve vita sto facendo i conti con la disoccupazione: sono in balia del non-evento. Breve vita, dico, ma solo perché qua sono la mascotte: a volte mi sento una ragazzina, a volte ho la sensazione di aver già perso il treno; in fondo del tempo non me ne frega niente.
Ammetto che parlare di disoccupazione è calcare la mano: recupero un goccetto di pudore, e confesso che sono disoccupata da soli tre giorni, e che un nuovo lavoro non l'ho nemmeno cercato. Il mio tempo in università però è scaduto: fare il dottorato significherebbe seppellirmi viva. Sono allo sbando: non so cosa cercare, non voglio accontentarmi, sono choosy.
Ammetto che parlare di disoccupazione è calcare la mano: recupero un goccetto di pudore, e confesso che sono disoccupata da soli tre giorni, e che un nuovo lavoro non l'ho nemmeno cercato. Il mio tempo in università però è scaduto: fare il dottorato significherebbe seppellirmi viva. Sono allo sbando: non so cosa cercare, non voglio accontentarmi, sono choosy.
Penso che lo smarrimento che sento sia, in un certo senso, simile a quello che molti hanno sentito al momento di scegliere quale università frequentare. Per me quella decisione fu facile, continuava lungo il solco tracciato dal mio sogno di bambina: progettare le case. Ah, com'è diversa la realtà delle cose, adesso che ho i titoli per entrare in quel mondo mitico! Progettare le case non è per niente poetico. Discutere con gli impresari; rinunciare alla bellezza in nome delle esigenze speculative degli unici clienti (squali) che in questo periodo possono permettersi di costruire; prendere atto che la maggior parte dei colleghi che si sono laureati con me stanno lavorando gratuitamente, "nella speranza che poi, un giorno..." ; fare i conti con una preparazione lacunosa, ma soprattutto con lo scarsissimo interesse ad approfondirla.
Perché il punto è questo: se un lavoro lo ami, lo fai. Per il semplice fatto che la mattina ti svegli con la voglia di farlo e le ore passano fino a sera. Ti dà a malapena da vivere e non ti lascia tempo libero, magari, ma questi fastidi sono trascurabili, tutto sommato. A 26 anni, se "non hai figli e mutui" (cit.), sono fastidi trascurabili, e tu devi fare quello che desideri. Lo puoi e lo devi fare, il resto sono balle.
Io questo lavoro non lo amo. L'ho potuto fare perché sono stata fortunata e l'ho fatto perché bisogna sempre rendere onore alla propria fortuna. Ora la mia fortuna sono questo vuoto di tempo e questa stasi, che nonostante tutto mi lasciano traboccante di fiducia nella vita.
Voglio esplorare posti e interessi. L'unico dovere che sento è quello di scoprire la mia vocazione e onorarla. Traduco il curriculum e, per la prima volta nella mia breve vita, mi interesso di geografia non per il viaggetto di una settimana. Innamorarsi di un progetto può fare la differenza.
Perché il punto è questo: se un lavoro lo ami, lo fai. Per il semplice fatto che la mattina ti svegli con la voglia di farlo e le ore passano fino a sera. Ti dà a malapena da vivere e non ti lascia tempo libero, magari, ma questi fastidi sono trascurabili, tutto sommato. A 26 anni, se "non hai figli e mutui" (cit.), sono fastidi trascurabili, e tu devi fare quello che desideri. Lo puoi e lo devi fare, il resto sono balle.
Io questo lavoro non lo amo. L'ho potuto fare perché sono stata fortunata e l'ho fatto perché bisogna sempre rendere onore alla propria fortuna. Ora la mia fortuna sono questo vuoto di tempo e questa stasi, che nonostante tutto mi lasciano traboccante di fiducia nella vita.
Voglio esplorare posti e interessi. L'unico dovere che sento è quello di scoprire la mia vocazione e onorarla. Traduco il curriculum e, per la prima volta nella mia breve vita, mi interesso di geografia non per il viaggetto di una settimana. Innamorarsi di un progetto può fare la differenza.
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martedì 19 marzo 2013
Nell'ordine
Freddo.
Sole.
Caldo.
Sole.
Vento.
Vento.
Vento
Lampi.
Freddo.
Sole.
Nuvole.
Freddo.
Neve.
Neve.
Neve.
Nuvole.
Sole.
Nuvole.
Tepore.
Nuvole e sole.
Sole.
Caldo.
Sole.
Vento.
Vento.
Vento
Lampi.
Freddo.
Sole.
Nuvole.
Freddo.
Neve.
Neve.
Neve.
Nuvole.
Sole.
Nuvole.
Tepore.
Nuvole e sole.
martedì 5 marzo 2013
Choosy choice
Spero che il caro Rob abbia ragione quando dice che, nonostante l'apparente piattume e apatia, in me si stanno agitando sommosse e rivoluzioni. Pure io vedo, prevedo e stravedo imminenti cambiamenti, almeno nel campo lavorativo. E non solo per colpa di Marte e Urano.
Qualcuno direbbe che sono choosy (e in un modo abbastanza inconsueto): può essere. In realtà ho solo imparato a non lasciarmi più abbagliare: "c'è sempre dell'ottimo formaggio nelle trappole per topi, baby", direbbe il mio Tom. Ed io sono ancora abbastanza giovane, idealista ed incosciente per permettermi di rinunciare ad una ben pagata prospettiva di lavoro schiavizzante.
domenica 10 febbraio 2013
Grazie a Philippe Daverio
In una soleggiata domenica di febbraio, mentre la mamma lava i piatti, scopro che Fernanda Pivano era sposata con Ettore Sottsass. Oppure, forse, era Ettore Sottsass ad essere sposato con Fernanda Pivano, non saprei. E la questione è molto meno irrilevante di quanto appaia.
Una cosa però è evidente: che la gente interessante attira gente interessante.
mercoledì 23 gennaio 2013
Focalizzare
Sto pezzo nuovo della Diane Birch mi tiene compagnia mentre metto in incubazione idee balzane, trascurando deliberatamente la polverosa realtà impellente.
Spazio, datemi spazio ...
domenica 13 gennaio 2013
La disillusione mi mangerà viva
Ma sono forse io ad essere marcia, se vedo il marcio in qualunque cosa?
Sono troppo critica? La mia intuizione ferita sa stare solo sulla difensiva?
Mi devo arrendere?
Non ne ho viste abbastanza di cose losche, di volontà deboli ed effimeri entusiasmi?
Non è ancora passata l'ora in cui è bene sedare il desiderio di qualcosa di vero e forte?
E' possibile fare circolare un po' d'amore senza che ritorni indietro inquinato?
Ne ho pieni i coglioni.
venerdì 21 dicembre 2012
Il solito post a cavallo fra l'anno vecchio e l'anno nuovo
L'ho fatto nel 2011, lo faccio anche nel 2012.
Il 2012 è stato l'anno dei traguardi, in cui ho stretto i denti per raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata.
La laurea, soprattutto, che mi ha portato un nuovo lavoro. Una figata di nuovo lavoro, alla faccia della disoccupazione e degli stage non retribuiti. Con un capo che mi sta dando tanto anche a livello umano. Sono soddisfatta e piena di stimoli per provare a costruire il mio futuro.
Quest'anno dovrò decidere dove voglio andare, cosa voglio fare da grande. Perché, per figo che sia, il nuovo lavoro è nato per essere precario. Posso buttarmi in un dottorato, o in un master, e quindi prepararmi a queste nuove sfide. Perché lanciarsi in questo mondo significa iniziare una specie di scalata, che non so se sono disposta a fare (v. paragrafo successivo). Oppure posso lasciare perdere il mondo universitario, e provare ad entrare nel mondo sempre più chiuso dei professionisti, idea che però mi piace sempre meno.
Il 2012 è stato anche l'anno dei sacrifici. E della delusione.
La vita sociale si è assottigliata sempre più, fino a sparire. Delle frequenti serate festose del 2011 rimangono solo sbiaditissimi e rarissimi revival, decimati per colpa dei ritmi pressanti di studio. E uno non può vivere così, io non posso. Io ho bisogno di uscire, fare, vedere gente. Altrimenti impazzisco, m'intristisco e cado nel gorgo dei pensieri bui. Solo gli incontri e la vita possono tenermi in piedi. Devo trovare un equilibrio tra "la scalata" e tutto il resto. Non voglio scegliere tra una cosa e l'altra, perché sarei in ogni caso lacerata.
E poi c'è stata l'inaspettatissima batosta del Pupo mio bellissimo. Che se n'è parlato fin troppo, ma è davvero brutto essere abbandonati e delusi dalla persona per cui saresti consapevolmente, felicemente ed incredibilmente pronta ad investire tutto. Io credevo in un futuro, lui no. Per la prima volta ho dovuto accettare una fine che io non sentivo minimamente.
E poi c'è stato il viaggio di fine settembre al Sud. Mi ha schiaffeggiata, quel viaggio, mostrandomi che vivo in un microcosmo troppo piccolo e troppo chiuso. Ho bisogno di più scambi e contaminazioni. Ho bisogno di addestrarmi a questo. Sviluppo pensieri tristi, attaccamenti e frustrazioni solo perché, pur sapendo di vivere in un grande mondo pieno di possibilità, sono sacrificata in un angolo dove ne arrivano ben poche. E sento l'angoscia. E salto, scoordinata, per saltare il muro che mi separa dal resto. Ma finora è sempre un po' troppo alto, quel muro.
giovedì 13 dicembre 2012
Non voglio mica la luna
Bastano una bevuta ai mercatini di natale e una pizza mediocre in compagnia di persone giuste, o almeno piacevoli; una serata in cui si alternano le risate e gli scherzi a qualche momento d'affetto e vicinanza un po' più seri.
Ieri ho passato una serata così, e oggi sono felice.
Anche se la prossima volta devo ricordarmi di non bere birra, che mi fa davvero venire il mal di testa. Diventerò un'estimatrice di vini... tzè, come no.
Stavo dicendo: basta questo. Chiedo troppo?
No, cazzo. Chiedo quello che dovrebbe essere parte del pacchetto base della vita di una 26enne.
martedì 15 maggio 2012
Fenomeni aleatori
In realtà mi lego e mi zittisco e ci penso continuamente e vorrei che quel senso e quel perché esistessero e mi riguardassero.
lunedì 7 maggio 2012
La pausa la dedico a noi e agli Afterhours!
Finalmente sto ascoltando Padania, che l'ho comprato una cosa come dieci giorni fa.
Sono ai primi 52 secondi della prima traccia, e già godo.
Tra un testo di antropologia, uno di urbanistica e mille riviste di architettura, sto leggendo Il lupo della steppa.
Intanto sono arrivata ad un'esplosione, minuto 2:38.
C'è qualcuno che sta al 42° gradino, irraggiungibile, indisturbato, idealizzato. E ogni tanto ci sono dei deja vu che ci riportano a come era tutto prima che fosse qualcosa. Mutatis mutandis. Ma non mollo la forza, la concentrazione e la lucidità.
La tempesta è in arrivo non mi era mica tanto piaciuta, quando avevano fatto uscire il video, ma adesso ad ascoltarla mi piace. La colpa probabilmente era del video. Ma pensa te, alle volte, come una dimensione sensoriale riesce ad inquinare le altre.Costruire per distruggere. Inizio di archi distortissimi che mi ricorda di quando si graffiava la lavagna. Io non ho mai potuto farlo,cazzo, che mi mangio le unghie.
Serate belle con gli amici, per fortuna che ci sono loro.
Giornate piene che non c'è spazio per niente. A proposito, latito e mi mancate.
Credo che dovrò riascoltare molte volte le tracce comprese fra Costruire per distruggere e Padania. Ca...spiterina, che bella Padania. Quella dei sogni appiccicosi dai quali stare alla larga.Però la pienezza delle giornate dà soddisfazione.
Ca..voli, che bello sto cd! Da Padania in poi si addolcisce, mi sembra di capire.La pienezza delle giornate ti tiene lontano...
Uahahah, Messaggio Promozionale nr. 2!!!! Io so chi sono..."sei solo un buon piazzistaaaa"... un cacciavite nelle pieghe del sè. Non era mica vero che si addolciva.
... dicevo. La pienezza delle giornate tiene lontane tante cose, e quando tante cose sono forzatamente lontane, si capisce quali sono quelle che ci mancano davvero.
E intanto è ora di andare, e il cd sta finendo. Un bel cd. Sì, dopo lo ascolto di nuovo.
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Ho riletto il post e mi sono autocensurata... sono sboccatissima! :/
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Ho riletto il post e mi sono autocensurata... sono sboccatissima! :/
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venerdì 4 maggio 2012
La tesista sta nascosta
Mi faccio un bozzolo con i libri che devo studiare e le pagine che mi mancano da scrivere. Tengo insieme il tutto attorcigliandomi nel cavetto del mouse e mi scaldo toccando l'alimentatore del portatile.
giovedì 19 aprile 2012
Domande
Qualcuno un giorno mi spiegherà com'è possibile che pur essendo io così instancabilmente oscillante, non mi sia ancora capitato di cadere e sfracellarmi una volta per tutte.
martedì 13 marzo 2012
L'ultima chiacchierata
amicizia - stimoli - forza e temperanza - fiducia nella vita - costruire basi solide - bluffare - rimproverarsi egoismo a vicenda!! - provocarsi - litigare - porte aperte che si chiudono - porte chiuse che restano chiuse - reazioni che svelano i bluff - stare bene - fare attenzione - paletti - proteggersi - ne vale la pena? - arroganza - cose che rimangono non dette - giocare a nascondino - è possibile l'amicizia?
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avere cura della luce, anche se non è molta, perchè comunque sconfigge il buio. è forse accontentarsi, questo? bukowski, quando scriveva "the laughing heart", parlava di accontentarsi?
no, non parlava di accontentarsi. parlava di cogliere le occasioni. io parlo anche di crearsele e di non sprecarle.
ma si deve fare affidamento solo su sè stessi. bisogna bastarsi. e ascoltarsi.
ma si deve fare affidamento solo su sè stessi. bisogna bastarsi. e ascoltarsi.
martedì 6 marzo 2012
Allora.
Allora. Io vorrei scrivere un post, giuro. Ma il problema è che non so con che canzone iniziare.
Stamattina volevo mettere Polly dei Nirvana.
Prima m'era venuta voglia di scrivere degli Afterhours.
Poi ho cambiato idea, e mi sono messa ad ascoltare gli Smashing Pumpkins.
E adesso sono arrivata a Ligabue, ma non la posto, che temo potrebbe portarmi sfiga.
Comunque vi aggiorno brevemente. Mi sono fatta un pomeriggio wellness con le mie donnine, che è stato una goduria totale e mi ha permesso di riprendermi dall'hangover di una serata festosissima e divertentissima. C'è chi già pensa di indirizzarmi verso la prossima love story, ma direi che è meglio di no. Ieri al lavoro mi son girate le rotule tantissimo, per fortuna oggi sono stata a casa. E poi ogni giorno esce l'annuncio di un concerto strafigo, e non ce la posso fare.
Ciao lettori e lettrici, pensatemi! Saluti e baci e ♥
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