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sabato 12 gennaio 2013

A proposito di torri

I had done wrong you built your tower / but call me home and I will build a throne / and wash my eyes out never again. 
But love the one you hold / and I will be your gold / to have and to hold / a lover of the light

sabato 24 novembre 2012

E' questo quello che mi aspetta, quando esco dal guscio?



(Sottotitoli in polacco. Enjoy!)


Se dopo essere uscita torno a casa più frustrata di quando sono uscita, è meglio stare rintanata nel mio inquieto microcosmo eremitico. 
Lo stesso dicasi se uscire significa venire assediata dall'Idiota, rimasto solo dopo il cataclisma annunciato della Sboldra, che l'ha cornificato ed abbandonato.
Una valanga di "scusa" "mi dispiace" "tu sei quella giusta, ma quello era il momento sbagliato" (mbahahhahah). Non ho paura di ammettere che non mi è mai stato indifferente, e che non mi è indifferente nemmeno ora. Ma non vale niente, lui e quello che ogni volta ci fa avvicinare. Non voglio e non sarei mai capace di perdonarlo.
Spero di essere stata abbastanza dura e lapidaria per liberarmene definitivamente.

mercoledì 14 novembre 2012

Misantropia purissima

Mi circonda un'aura caustica. Non voglio sentire ragioni, non voglio sentire niente che somigli ad un incoraggiamento, ad una consolazione, ad una dimostrazione di affetto. 
Aspetto solo che qualcuno o qualcosa mi fornisca un futile motivo per poter sfanculare tutto, tuuuuutttto il sistema solare in un colpo solo.

mercoledì 24 ottobre 2012

Diventare grandi #3

Elliott Erwitt
Sto iniziando a fare pace con quella che sono. Io sono Sagittario: arciere e cacciatrice. Odio aspettare che i risultati, gli uomini, le gratificazioni e le occasioni mi piovano dal cielo. Scalpito, perlustro, non mi do pace. E se trovo qualcosa che considero degno (cazzo, ecco l'alterità/alterigia), prendo la mira. Allora, con una tenacia stupefacente lavoro, vivo, amo.

Sto anche iniziando a fare conoscenza con quella che non sono, con i pezzi di personalità che mi mancano. Mi mancano un po' di leggerezza e di lucido disincanto, tanto per cominciare, perché non sempre ho investito le mie energie in cose degne. Ma devo aggiungere diversi altri pezzi a quella che sono, devo rinsaldare il baricentro. Per puntare l'arco senza sbilanciarmi. Per fare centro. Per essere felice essendo me stessa.

E poi sì, ho rotto i coglioni con 'sto "diventare grandi". Cazzi vostri, io sono in un trip.

mercoledì 17 ottobre 2012

Strascichi e stimoli


Forze (più o meno) uguali e contrarie (più o meno) si annullano fra loro, ed io entro (più o meno) serenamente nel freddo torpore autunnale. Confino al tempo libero gli appassionati, ma frustranti ed elementari, scambi di sms con il tipo che ho visto due settimane fa. Tempo libero che non ho, ed ostinatamente cerco di non avere. La storia a distanza col calciatore sarebbe davvero il trionfo del masochismo. Facciamo sfumare 'sto strascico di endorfine e via.

Il prof mi incoraggia a sviluppare tutti i miei interessi, e contribuisce con suggerimenti e "pillole" di cultura quotidiane, che conclude sempre con "Stop, altrimenti ti influenzo". Che lui l'ha capito che sono una spugna. 
Mi sono iscritta all'esame di abilitazione, ho un mese per preparare la prima prova. Ce la farò? Devo.
Secondo una stringente e ferrea coerenza con quanto appena affermato, ho comprato i Tarocchi e il libro di Jodorowsky, che ahimè sono molto più affascinanti della normativa per i lavori pubblici.
E sono nel bel mezzo di un Florence-trip. Lei ha la mia età, ma io sembro, non solo fisicamente, la sua sorellina sedicenne.

domenica 9 settembre 2012

Dal trentesimo piano

Mi sono arrampicata fino in cima alla torre. Penso al pezzo di mondo che racchiudo con me nella torre: a cosa c'è, a cosa manca.
Ho lasciato giù le cose che non mi riguardano. Ho messo diversi metri di distanza (in verticale, per giunta) dalle cose brutte che potrebbero riguardarmi. Apro la porta, al piano terra, alle cose belle, che poi si devono fare tutti i gradini che ho fatto io, per arrivare a me. Se non ci arrivano, non m'interessano.
Sto esagerando, lo so. Ma il primo prezzo che si fissa nella contrattazione è sempre più alto di quello reale.

Mi concentro su me stessa, faccio tutto quello che posso fare per raggiungere alcuni obiettivi, quelli che dipendono strettamente da me. Mi arricchisco con le cose che mi stimolano.
Cercherò di diventare il meglio di ciò che posso essere.
Proverò a superare i miei limiti, che decapitano continuamente occasioni di felicità. Devo ridurre la mia dipendenza dall'esterno, dagli altri.

E nel frattempo ho comprato i tappi per le orecchie, così non potrò più lamentarmi del rumore delle automobili, dei miei che guardano la tv.
E sto per arrivare alla fine del mio duello emotivo-letterario con i Diari di Sylvia Plath, la liberazione è vicina. Quanto male fa, la storia di quella donna. Poi, per chiudere il cerchio, guarderò anche il film.
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