mercoledì 30 maggio 2012

Impara l'arte e mettila da parte (part 2, ft. Rob Brezsny)

"The Eskimos had 52 names for snow because it was important to them," wrote novelist Margaret Atwood. "There ought to be as many for love."
Here are a few that the ancient Greeks devised, according to Lindsay Swope in her review of Richard Idemon's book Through the Looking Glass.
Epithemia is the basic need to touch and be touched. Our closest approximation is "horniness," though epithemia is not so much a sexual feeling as a sensual one.
Philia is friendship. It includes the need to admire and respect your friends as a reflection of yourself—like in high school, where you want to hang out with the cool kids because that means you're cool too.
Eros isn't sexual in the way we usually think, but is more about the emotional gratification that comes from merging souls.
Agape is a mature, utterly free expression of love that has no possessiveness. It means wanting the best for another person even if it doesn't advance your self-interest.
Your assignment is to coin three additional new words for love, which means you'll have to discover or create three alternate states of love that have previously been unnamed. To do that, you'll have to put aside your habitual expectations and standard definitions of what constitutes love so that you can explore an array of nuances, including varieties you never imagined existed.
...
...

"Prof... mi giustifico" 

giovedì 24 maggio 2012

Impara l'arte e mettila da parte

Sto leggendo L'arte di amare, di Fromm.
Penso che alcuni brani potrei averli scritti io, per quanto ci credo e per tutte le volte che mi sono ripetuta quelle cose. Del tipo che dare è più bello che ricevere. E che l'amore è una scelta, un impegno, non solo un sentimento. Perché i sentimenti passano, l'impegno no. E che questo è il motivo per cui nei matrimoni ci si promette di esserci per sempre. Ecco, forse l'amore descritto da Fromm è quello più equilibrato, concreto, morale e "religioso", quello (il solo) per il quale è il caso di sposarsi. L'amore in cui non c'è ossessione, possessività, sfruttamento, simbiosi o sadismo.
E poi parla di qualcosa che somiglia parecchio a questo. Inutile dire che non ne parla granché bene.
E poi parla di religione, e fa tanti riferimenti un po' urticanti alla Bibbia, che non ci sono mica scritte cose sbagliate, eh. Ma ecco. Poi parla anche delle religioni orientali.
E poi devo andare avanti perché non l'ho ancora finito.

Ma quello che ho letto mi basta per capire che se dovessi decidere di amare qualcuno avrei qualche cosina e qualche cosona da aggiustare. 

giovedì 17 maggio 2012

Let's do it

... uno

... e due

Il turno notturno di scrittura tesi di oggi sarà speciale: ascoltando lui e bevendo un paio di birrette, usciranno grandi cose.

martedì 15 maggio 2012

Fenomeni aleatori


Succedono piccole cose, e voglio pensare che si tratti di casualità. Devo pensare che niente abbia un senso o un perché. Ancora meglio: devo pensare che il senso e il perché non mi riguardino.
In realtà mi lego e mi zittisco e ci penso continuamente e vorrei che quel senso e quel perché esistessero e mi riguardassero.

venerdì 11 maggio 2012

Aperiti-post, un post prima di pranzo


Mi son cancellata da facebook. Per un po'. Ho da fare e troppe cose per la testa, devo razionalizzare e concentrarmi ancora di più. Chissà che poi sta cosa non faccia bene pure in generale, nella vita vera.

Che pezzo, questo. ♥

lunedì 7 maggio 2012

La pausa la dedico a noi e agli Afterhours!

Finalmente sto ascoltando Padania, che l'ho comprato una cosa come dieci giorni fa.
Sono ai primi 52 secondi della prima traccia, e già godo.
Tra un testo di antropologia, uno di urbanistica e mille riviste di architettura, sto leggendo Il lupo della steppa.
Intanto sono arrivata ad un'esplosione, minuto 2:38.

C'è qualcuno che sta al 42° gradino, irraggiungibile, indisturbato, idealizzato. E ogni tanto ci sono dei deja vu che ci riportano a come era tutto prima che fosse qualcosa. Mutatis mutandis. Ma non mollo la forza, la concentrazione e la lucidità.
La tempesta è in arrivo non mi era mica tanto piaciuta, quando avevano fatto uscire il video, ma adesso ad ascoltarla mi piace. La colpa probabilmente era del video. Ma pensa te, alle volte, come una dimensione sensoriale riesce ad inquinare le altre.
Costruire per distruggere. Inizio di archi distortissimi che mi ricorda di quando si graffiava la lavagna. Io non ho mai potuto farlo, cazzo, che mi mangio le unghie.
Serate belle con gli amici, per fortuna che ci sono loro.
Giornate piene che non c'è spazio per niente. A proposito, latito e mi mancate.
Credo che dovrò riascoltare molte volte le tracce comprese fra Costruire per distruggere e Padania. Ca...spiterina, che bella Padania. Quella dei sogni appiccicosi dai quali stare alla larga.
 Però la pienezza delle giornate dà soddisfazione.
 Ca..voli, che bello sto cd! Da Padania in poi si addolcisce, mi sembra di capire.
La pienezza delle giornate ti tiene lontano...
Uahahah, Messaggio Promozionale nr. 2!!!! Io so chi sono..."sei solo un buon piazzistaaaa"... un cacciavite nelle pieghe del sè. Non era mica vero che si addolciva.
... dicevo. La pienezza delle giornate tiene lontane tante cose, e quando tante cose sono forzatamente lontane, si capisce quali sono quelle che ci mancano davvero.

E intanto è ora di andare, e il cd sta finendo. Un bel cd. Sì, dopo lo ascolto di nuovo.
______

Ho riletto il post e mi sono autocensurata... sono sboccatissima! :/

venerdì 4 maggio 2012

La tesista sta nascosta

Mi faccio un bozzolo con i libri che devo studiare e le pagine che mi mancano da scrivere. Tengo insieme il tutto attorcigliandomi nel cavetto del mouse e mi scaldo toccando l'alimentatore del portatile.

mercoledì 2 maggio 2012

Barcarola, Pablo Neruda

Se solamente mi toccassi il cuore,
se solamente mettessi la tua bocca sul mio cuore,
la tua bocca sottile, i tuoi denti,
se mettessi la tua lingua come una freccia rossa
lì dove il mio cuore polveroso martella,
se soffiassi nel mio cuore, vicino al mare, piangendo,
suonerebbe con rumore scuro, con suono di ruote
di treno assonnate,
come acque vacillanti,
come l'autunno in foglie,
come sangue,
con un rumore di fiamme umide che bruciano il cielo,
suonando come sogni o rami o piogge
o sirene di un porto triste,
se tu soffiassi nel mio cuore vicino al mare,
come un fantasma bianco,
al bordo della schiuma,
in mezzo al vento,
come un fantasma scatenato, in riva al mare,
piangendo.
Come diffusa assenza, come campana improvvisa,
il mare spartisce il suono del cuore
mentre piove e si fa sera sulla costa solitaria:
la notte cade incontrastata
e il suo lugubre azzurro di naufrago stendardo
si popola di astri d'argento affievolito.
E il cuore suona come un'aspra conchiglia,
chiama, oh mare, oh lamento, oh disciolta paura
sparsa in disgrazie e in onde scardinate:
dalla sonorità il mare accusa
le sue ombre reclini, i suoi verdi papaveri.



Se esistessi all'improvviso in una costa lugubre,
circondata dal giorno morto
dinanzi a una nuova notte,
piena d'onde,
e soffiassi nel mio cuore di freddo pànico,
soffiassi nel sangue solitario del mio cuore,
soffiassi nel suo moto di colomba con fiamme,
suonerebbero le sue nere sillabe di sangue,
crescerebbero le sue incessanti acque rosse,
e suonerebbe, suonerebbe a ombre,
suonerebbe come la morte,
chiamerebbe come un tubo pieno di vento o pianto,
o una bottiglia che versa orrore a fiotti.


E' così; e i baleni coprirebbero le tue trecce
e la pioggia entrerebbe dai tuoi occhi aperti
a preparare il pianto sordo che racchiudi,
e le ali nere del mare girerebbero intorno
a te, con grandi artigli e crocidii e voli.



Vuoi essere il fantasma che soffia, solitario,
in riva al mare il suo sterile, triste strumento?
Se solamente chiamassi,
il suo suono prolungato, il suo malefico fischio,
il suo ordine di onde ferite,
qualcuno verrebbe forse,
qualcuno verrebbe,
dalle cime delle isole, dal fondo rosso del mare,
qualcuno verrebbe, qualcuno verrebbe.



Qualcuno verrebbe, soffia con furia,
che suoni come sirena di nave guasta,
come lamento,
come un nitrito in mezzo alla schiuma e al sangue,
come un'acqua feroce che si morde e che suona.



Nella stagione marina
la sua conchiglia d'ombra circola come un grido,
gli uccelli del mare la disprezzano e fuggono,
le sue strisce di suono, le sue lugubri sbarre
si alzano sulle sponde dell'oceano solo.
_______________

Il fatto è che a volte certe sensazioni sono forti, e non ce la si fa a zittirle.
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