- Bob Marley che cantava "I wanna love you and (soprattutto) treat you right" è decisamente passato di moda. Nel caso in cui uno non ci pensi nemmeno ad amarti e trattarti bene, manco si accontenta più di usarti un'elegante indifferenza: sarà che non dà grandi soddisfazioni. Inspiegabile sottile cattiveria, invece, va alla grande. E mentre mi lecco 'sto graffio che m'ha fatto (sarà che, come sempre, sono troppo fragile), prendo atto.
- Roll the dice. Nel piccolo universo delle mie faccende sentimentali, sono una degna discepola del vecchio Charles: non esistono orgoglio e ruoli stantii, per me; io vado, e vado fino in fondo. Ed ha ragione lui: il regalo è l'isolamento che ottieni quando sei arrivato in fondo, sfidando il rifiuto che infatti arriva implacabile. E ha ragione pure quando dice che poi, alla fine di tutto, quando te la sei giocata, c'è la risata perfetta. Perché, forse, l'hai perso: forse ti sei liberata in tempo di quello che sarebbe stato solo il prossimo disastro.
- Lo stordimento che deriva da un paio di amari trangugiati dopo il panino della pausa pranzo è un buon palliativo contro una giornata di merda. Vedere e comprare i biglietti per il concerto di Mannarino nel giro di venti minuti, invece, non è un palliativo, ma un vigoroso calcio in culo alla giornata di merda.
- Flashback di un anno fa. La saggia Samantha diceva che una donna disperata crederebbe a tutto. Potrei aggiungere, guardando finalmente con un certo distacco questo episodio che mi capitò, che una donna disperata può addirittura arrivare a illudersi che vorreste dirle il contrario di quello che le state dicendo. Per cui andate a farvi fottere in religioso silenzio.
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giovedì 17 gennaio 2013
Quattro sprazzi di lucidità
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