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venerdì 29 novembre 2013

Cose da dire



Ho passato tre giorni con il mio moroso meraviglioso che è venuto a trovarmi per il mio compleanno. Due mesi senza vedersi non hanno intaccato il rapporto, anzi. C’è una consapevolezza nuova ora, quella di avere finalmente la forza e la fiducia che ci servono per superare questa prova. 
Ieri sera cocktails con i colleghi: ho ricevuto un bellissimo biglietto d'auguri, una candela al mandarino e un ferro di cavallo di cioccolata. Sono felice. Posso dire di essermi guadagnata almeno un paio di nuove amicizie. E che l'altro lato della medaglia per quanto riguarda i contratti che scadono ogni sei mesi, quello positivo, è che mentre si è qua si incontrano un sacco di persone diverse.
Io comunque già inizio a pensare al dopo, a cosa farò quando il mio stage sarà finito. Non mi interessa lavorare qui più a lungo, e credo anche che non ci sia spazio per me qua dentro. Vorrei tornare in Italia, possibilmente a Milano, con un lavoro decente, oppure avventurarmi in un qualche altro paese. Inizio a guardarmi intorno, di nuovo.

sabato 20 aprile 2013

Sensazioni dense

Dovrei scrivere di quello che è successo negli ultimi sette giorni. Non ci riesco, ci ho già provato. 
Vi basti sapere che sono tutte cose belle, e che quasi stento a credere che possano esistere giorni come questi, colmi di pura gioia.

domenica 23 dicembre 2012

F.i.g.a.t.a

Una scrive un post che ne ha pieni i coglioni di vivere così e ha voglia di fare festa. E in meno di 24 ore il desiderio si avvera, con una serata di quelle serie, più che degna.
F.i.g.a.t.a

venerdì 21 dicembre 2012

Il solito post a cavallo fra l'anno vecchio e l'anno nuovo

L'ho fatto nel 2011, lo faccio anche nel 2012.

Il 2012 è stato l'anno dei traguardi, in cui ho stretto i denti per raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata.
La laurea, soprattutto, che mi ha portato un nuovo lavoro. Una figata di nuovo lavoro, alla faccia della disoccupazione e degli stage non retribuiti. Con un capo che mi sta dando tanto anche a livello umano. Sono soddisfatta e piena di stimoli per provare a costruire il mio futuro.
Quest'anno dovrò decidere dove voglio andare, cosa voglio fare da grande. Perché, per figo che sia, il nuovo lavoro è nato per essere precario. Posso buttarmi in un dottorato, o in un master, e quindi prepararmi a queste nuove sfide. Perché lanciarsi in questo mondo significa iniziare una specie di scalata, che non so se sono disposta a fare (v. paragrafo successivo). Oppure posso lasciare perdere il mondo universitario, e provare ad entrare nel mondo sempre più chiuso dei professionisti, idea che però mi piace sempre meno.

Il 2012 è stato anche l'anno dei sacrifici. E della delusione.
La vita sociale si è assottigliata sempre più, fino a sparire. Delle frequenti serate festose del 2011 rimangono solo sbiaditissimi e rarissimi revival, decimati per colpa dei ritmi pressanti di studio. E uno non può vivere così, io non posso. Io ho bisogno di uscire, fare, vedere gente. Altrimenti impazzisco, m'intristisco e cado nel gorgo dei pensieri bui. Solo gli incontri e la vita possono tenermi in piedi. Devo trovare un equilibrio tra "la scalata" e tutto il resto. Non voglio scegliere tra una cosa e l'altra, perché sarei in ogni caso lacerata.
E poi c'è stata l'inaspettatissima batosta del Pupo mio bellissimo. Che se n'è parlato fin troppo, ma è davvero brutto essere abbandonati e delusi dalla persona per cui saresti consapevolmente, felicemente ed incredibilmente pronta ad investire tutto. Io credevo in un futuro, lui no. Per la prima volta ho dovuto accettare una fine che io non sentivo minimamente.

E poi c'è stato il viaggio di fine settembre al Sud. Mi ha schiaffeggiata, quel viaggio, mostrandomi che vivo in un microcosmo troppo piccolo e troppo chiuso. Ho bisogno di più scambi e contaminazioni. Ho bisogno di addestrarmi a questo. Sviluppo pensieri tristi, attaccamenti e frustrazioni solo perché, pur sapendo di vivere in un grande mondo pieno di possibilità, sono sacrificata in un angolo dove ne arrivano ben poche. E sento l'angoscia. E salto, scoordinata, per saltare il muro che mi separa dal resto. Ma finora è sempre un po' troppo alto, quel muro.

giovedì 13 dicembre 2012

Non voglio mica la luna

Bastano una bevuta ai mercatini di natale e una pizza mediocre in compagnia di persone giuste, o almeno piacevoli; una serata in cui si alternano le risate e gli scherzi a qualche momento d'affetto e vicinanza un po' più seri.
Ieri ho passato una serata così, e oggi sono felice.
Anche se la prossima volta devo ricordarmi di non bere birra, che mi fa davvero venire il mal di testa. Diventerò un'estimatrice di vini... tzè, come no.
Stavo dicendo: basta questo. Chiedo troppo? 
No, cazzo. Chiedo quello che dovrebbe essere parte del pacchetto base della vita di una 26enne.

venerdì 3 agosto 2012

Telegrafica


Eccomi qua, ricompaio. Con un brainstorming.

laurearsi - festeggiare - affetto - (con lui mi sento sempre a casa)
uscire - oziare - dormire - leggere - winesburg, ohio
domenica, ore 16.00: scoprire finalmente cose - cose che fanno male - domenica, ore 22.00: col cazzo che domani lavoro, potrei andare a Bologna - lunedì, ore 6.00: sveglia per andare a Bologna - vedere due di voi
ricevere un pacco con mille libri, sabbia e conchiglie, una borsa, pasta di mandorle e caffè buono - le carte regalo personalizzate - ♥ - grande amicizia - lontananza - sempre una di voi
 'fanculo alle cose che fanno male - rendere bella la propria vita - flirtare con moderazione
portoni che si aprono - pezzi che si incastrano - sacrifici premiati - mille cose da fare - nuovi obiettivi

Nonostante il gran finale propositivo ed ottimista, rimane che scoprire le cose che fanno male mi ricorda come per me sembra non esserci mai niente di buono: che l'Amore non sono mai io, è sempre un'altra. Io sono quella che agli uomini serve per capire che sono innamorati di quell'altra. Questa cosa mi avvilisce. Dicessero grazie, almeno, alla fine. Mbah.
Nonostante l'avvilimento amoroso, permane il gran finale propositivo ed ottimista, perché davvero qua si parla di porte, portoni e pezzetti incastrati! Felice me!

lunedì 7 maggio 2012

La pausa la dedico a noi e agli Afterhours!

Finalmente sto ascoltando Padania, che l'ho comprato una cosa come dieci giorni fa.
Sono ai primi 52 secondi della prima traccia, e già godo.
Tra un testo di antropologia, uno di urbanistica e mille riviste di architettura, sto leggendo Il lupo della steppa.
Intanto sono arrivata ad un'esplosione, minuto 2:38.

C'è qualcuno che sta al 42° gradino, irraggiungibile, indisturbato, idealizzato. E ogni tanto ci sono dei deja vu che ci riportano a come era tutto prima che fosse qualcosa. Mutatis mutandis. Ma non mollo la forza, la concentrazione e la lucidità.
La tempesta è in arrivo non mi era mica tanto piaciuta, quando avevano fatto uscire il video, ma adesso ad ascoltarla mi piace. La colpa probabilmente era del video. Ma pensa te, alle volte, come una dimensione sensoriale riesce ad inquinare le altre.
Costruire per distruggere. Inizio di archi distortissimi che mi ricorda di quando si graffiava la lavagna. Io non ho mai potuto farlo, cazzo, che mi mangio le unghie.
Serate belle con gli amici, per fortuna che ci sono loro.
Giornate piene che non c'è spazio per niente. A proposito, latito e mi mancate.
Credo che dovrò riascoltare molte volte le tracce comprese fra Costruire per distruggere e Padania. Ca...spiterina, che bella Padania. Quella dei sogni appiccicosi dai quali stare alla larga.
 Però la pienezza delle giornate dà soddisfazione.
 Ca..voli, che bello sto cd! Da Padania in poi si addolcisce, mi sembra di capire.
La pienezza delle giornate ti tiene lontano...
Uahahah, Messaggio Promozionale nr. 2!!!! Io so chi sono..."sei solo un buon piazzistaaaa"... un cacciavite nelle pieghe del sè. Non era mica vero che si addolciva.
... dicevo. La pienezza delle giornate tiene lontane tante cose, e quando tante cose sono forzatamente lontane, si capisce quali sono quelle che ci mancano davvero.

E intanto è ora di andare, e il cd sta finendo. Un bel cd. Sì, dopo lo ascolto di nuovo.
______

Ho riletto il post e mi sono autocensurata... sono sboccatissima! :/

lunedì 16 aprile 2012

G'ho 'l luni.

Dal dialetto trentino, trad. letterale: "Ho il lunedì". Indica la sindrome che prende quando finisce un bel fine settimana ed inizia un uggioso lunedì.
Reduce da un weekend di quelli che lasciano il segno, sia sull'umore che sul sonno arretrato. Felice, un po' stanca. 
Sono un'irriducibile, stavolta io e un'amica abbiamo doppiato i maschietti in quanto a tener botta. E quando ho visto l'amico PuntoDiNonRitorno (che deve questo soprannome al fatto che quando arriva lui è il punto di non ritorno della serata, che certamente non sarà tranquilla) andare a casa prima di me, ho capito di aver segnato un precedente epico. Ma ci sono sere come queste che il tempo passa pieno e felice e ci si sente esplodere di vita, che non sono solo serate in cui ci si spacca la testa bevendo... e sarebbe un sacrilegio non godere appieno di certi momenti di totale complicità con le persone a cui si vuole bene.
Salta fuori un ometto che non avrei pensato, con un tipo di attenzioni che mai mi aspetterei da quell'uomo a cui non avrei mai pensato. E infatti il tempo dirà che faccio bene a non aspettarmele. Ma intanto mi sono goduta lo scarto che c'è fra un uomo e un pupo... e grazie signore, grazie.
L'Itas va in finale e quindi domenica prossima io vado a Milano per vedere la suddetta. Devo ancora capire come farò a dirlo alla mamma, che mi sgrida perché non dormo abbastanza e torno tardi e MAI completamente sana (che lei non lo sa, ma se l'immagina) e già mi dice "Ogni giorno hai qualcosa in mente". Ehm, è vero. E fra qualche settimana vado pure a Jesolo per una seratonadellamadonna, che già mi pare di sentire il clima "mondano" di certi locali sulla spiaggia in primavera inoltrata. E neanche dirlo, la mamma per ora non sa nemmeno questo.

Ma intanto, buona settimana mondo!

PS: saluti a chi mi legge dagli USA... che figata! :)

giovedì 12 gennaio 2012

Dove sei?


I Big Scary li ho scoperti grazie ad una ragazza complicata, e oggi sto pensando a quella ragazza complicata e alla scelta netta che ha fatto ieri, senza dare spiegazioni. E noi si sta lì a farsi domande, a chiedersi perchè. Che potrebbero esserci dei motivi positivi e dei motivi negativi, e sostanzialmente si spera che siano quelli positivi. Che 'sta scelta potrebbe anche essere condivisibile, ma dipende. E l'unica cosa da fare è accettarla, magari sperando che sia temporanea.
E da un lato c'è un po' di delusione, perchè ci si sente come "chiuse fuori", ma si cerca di mettere via questo aspetto "egoistico" della faccenda. E personalmente ci sono domande che mi faccio: se io nel mio piccolo magari ho sbagliato qualcosa, se sono stata troppo dura in certi momenti, se come altre volte non sono riuscita a capire. Dall'altro lato c'è la preoccupazione più pura e semplice, perchè la ragazza è complicata, e ha anche situazioni un po' complicate. 

Basterebbe solo sapere che stai bene, che vuoi essere felice e che sta cosa è il primo pezzo della rivoluzione.

venerdì 6 gennaio 2012

Tratto da una storia vera

C'era una volta la Vale al bar con gli amici. La Vale, gli amici, ed una ragazza che era lì un po' per caso, che non usciva solitamente con quel gruppo di amici, e che quindi non sapeva tante cose.
E c'era un pupo bellissimo che passava di lì, e un'amica della Vale gli chiese se beveva qualcosa, che c'era da festeggiare. La ragazza che era lì un po' per caso e che non sapeva tante cose manifestò d'impeto il suo pensiero "Non importunare i ragazzini!"

E gli amici al bar scoppiarono tutti a ridere, guardando la Vale che disse "Ma insomma, parliamone."

Scena esilarante.

domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale, bloggers!

Io lo sto passando a casa, tranquillona, con i miei. Che non è neanche poi molto diverso da una domenica qualunque, e lo dico in senso positivo.

E vengo da una lunga serata di festa e allegre bevute e grandi sorrisi e baristi impegnati a fare i baristi e i soliti marpioni che fanno i brillanti e amici veri e saluti a chi parte e sensazioni positive sparse un po' dappertutto e qualche piccola sensazione disturbante (che spero di esorcizzare così, scrivendo sta cosa) e poche ore di sonno. Che non ho visto l'alba, ma mi accontento (e godo così così, come direbbe il Luciano).

E niente, auguri, e storie di orsi, e serene feste e buon natale e tutto quanto... ma soprattutto
amiamoci!


E poi un pensierino speciale alla Giorgia e alla sua nanetta!

domenica 11 dicembre 2011

Rapidamente un post

C'è qua una ragazzuola speciale che racconta storie incredibili e mi fa scompisciare dalle risate. E poi parla di cose importanti, che io ne capisco la metà, e dice che non ha freddo. Io invece ho un gran freddo, mbah. Chissà. 
Evviva la Michi!

giovedì 3 novembre 2011

Karma

Credo di aver fatto degli errori, nell'organizzare questa vacanza. Si era parlato di andare in tanti, poi alcuni si sono tirati indietro, e allora abbiamo più o meno consapevolmente deciso di andare in due. Forse potevamo essere almeno in quattro, o in cinque, ma abbiamo fatto finta di niente. Io lo sapevo che non era del tutto corretto partire così come abbiamo fatto, ma non mi sono ascoltata. 
E io ora sento che abbiamo sbagliato. E la coscienza prude. Merda, quanto prude, brucia.
___

Non si capisce un cazzo da quello che ho scritto sopra. Volevo dire che abbiamo prenotato senza chiedere conferme a nessuno, solo per noi, indipendentemente da quello che s'era detto. Da stronzette, proprio. E invece avremmo dovuto chiedere "Chi viene, allora?". Non che non dovevamo partire (siamo mattiiii?!)!!!

mercoledì 2 novembre 2011

Il ritorno...

... porta addosso mal di testa e mal d'anima...

che non ho mica fatto una vacanza da nebbie lisergiche eh, ma insomma Barcellona è Barcellona, e non può non essere una bella vacanza. Ero con una delle mie fidate donnine speciali, che non eravamo mai state in viaggio in due da sole, ma non avevo dubbi sul fatto che sarebbe andata alla grande: abbiamo un approccio molto simile alle cose, comunichiamo fra noi senza filtri e ci vogliamo un gran bene.

Ho visto quasi tutto quello che volevo vedere, peccato per i viaggi di andata e ritorno, molto più lunghi di quello che credevo: fra treno, navetta, aereo, navetta, metropolitana e tutte le coincidenze in mezzo abbiamo perso quasi undici ore ad andare e altrettante a tornare. Questo implica che devo tornarci, e la prossima volta vedo di arrivare all'areoporto di El Prat.
Stavamo nel bel mezzo del Barrio Gotico, in uno di quei vicoli dove una volta c'erano i bordelli in cui bazzicava Picasso, e invece adesso ci sono negozietti fichi, bar tutti di legno e connessioni Wi-Fi gratuite. Ma l'atmosfera è sempre speciale. A parte dopo certe serate, che devi stare attenta a camminare per strada dato che è pieno di pisciatine (e non sempre canine, secondo me).

Noi stavamo qui (non proprio qui, in una traversa)
Gaudì era un genio, e io lo sapevo già, ma visitare la Pedrera me ne ha dato conferma. Non mi piace molto invece come stanno continuando a costruire la Sagrada Familia... boh, vabbè. Molto bello Parc Guell, ma troppo pieno di gente (tantissimi italiani, fra l'altro), tutti a fare foto, tutti intasati in giro e si perde un po' la magia. Che Gaudì era uno molto spirituale eh, mica cazzi. Secondo me s'incazzerebbe proprio tanto a vedere tutte le porcherie di souvenir che fanno con la sua roba. Gaudì aveva qualche problema con "la materia": una volta ha disegnato uno specchio per una signora, tutto iperdecorato come nel suo stile, ma nella cornice ci aveva scritto "Ricordati che polvere eri e polvere tornerai". E sticazzi, ti passa ben la voglia di stare là a infighettarti, altro che souvenir, turisti, allegria e foto di gruppo. Ma vabbè (x2).

Uno dei padiglioni di accesso a Parc Guell
Casa Milà - La Pedrera
La Sagrada Familia in costruzione
Un banchetto (si dice così?) al mercato della Buqueria
La cosa più bella di tutte, però, per me, è stata vedere la mostruosa quantità e varietà di persone che c'erano. Non si trovavano due persone che si somigliavano. Cioè sì, ovvio, un po' sì. Gli spagnoli sono tutti belli scuri, con tanti capelli e le sopracciglia che piacciono a me, mediterranei... ma tutti diversi. Gente di tutti i tipi. Che boh, probabilmente a Milano pure è così (ma secondo me no.. tipo a Roma non era così, non così tanto), ma da me no, e mi sembrava di essere nel paese dei balocchi, a guardarmi intorno in mezzo a tutta quella biodiversità.

mercoledì 28 settembre 2011

Colpevole di gioia


Mi sento felice, ho voglia di sorridere e di chiacchierare. Senza un motivo particolare, ma per una serie di piccoli motivi che in realtà sono grandi. Mi sento così felice, in un modo così sottile ed intimo che ho un po' di paura a dirlo. Mi sento quasi in colpa, è una sensazione strana, magica.
Sono felice che ci siate voi, qua e su facebook, anche se a forza di scrivere mi si intrippano le dita sulla tastiera, ogni tanto. E sono felice che ci siano le amiche storiche, perchè abbiamo quel legame incredibile che dovrebbe esserci in ogni matrimonio. E sono felice delle lunghe serate che stanno prendendo forma grazie a dei nuovi - vecchi amici. E poi sto scrivendo la tesi, con i miei lenti ritmi, ma piano piano le paginine aumentano, e venerdì vedo il prof. E c'è la musica, quella bella, che riempie il tempo e ha un potere grande, ed ogni giorno si può scoprire qualcosa di nuovo e speciale. E poi ci sono i momenti in cui mi perdo nei miei studi astrologici, che è come esplorare un universo parallelo di simboli ed intuizioni. E sono felice perchè non ci sono mezzi uomini stronzi e/o instabili a rovinare questo equilibrio perfetto.

lunedì 5 settembre 2011

L'intuito

Ci ho già fatto un post, una volta. Ma credo che dovrei farne un altro, adesso. Per ricordarmi che il mio intuito è infallibile. Tranne quando si parla di meteo. Mica per tirarmela, eh. Si parla della pura e semplice verità, statisticamente dimostrata. Ogni tanto me ne dimentico, ma poi capita qualcosa che mi fa pensare "Lo sapevo già", e allora me ne ricordo.

Intuivo che c'è un'altra, in ballo. Ed ora lo so. E va bene, non mi metto in mezzo, vai, che vado anch'io (da un'altra parte). Ma le mie intuizioni non dicono solo questo, e se non sono sbagliate ne riparleremo.
Intuisco anche che non mi piace quella ex-amica che tenta insistentemente di resuscitare un rapporto che lei stessa ha ucciso anni fa. Non ci vedo niente di buono. Non le porto rancore, ma voglio mantenere una (buona) parte del distacco che lei sta cercando di superare.
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