La distribuzione porta a porta di curriculum non ha dato frutti, così come lo spam di email. Bisognerebbe inventarsi qualcosa per emergere dal magma dei neolaureati… purtroppo non ho idee. E non sono nemmeno granché motivata, onestamente parlando: vorrei solo tirare su due soldi. Temo che dovrò arrangiarmi, in questa strana estate. Nel frattempo studio il tedesco, rinfresco un po' l'inglese. E leggo un sacco di libri, che novità. Per fortuna non mi annoio – non ancora.
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giovedì 6 giugno 2013
martedì 19 marzo 2013
Nell'ordine
Freddo.
Sole.
Caldo.
Sole.
Vento.
Vento.
Vento
Lampi.
Freddo.
Sole.
Nuvole.
Freddo.
Neve.
Neve.
Neve.
Nuvole.
Sole.
Nuvole.
Tepore.
Nuvole e sole.
Sole.
Caldo.
Sole.
Vento.
Vento.
Vento
Lampi.
Freddo.
Sole.
Nuvole.
Freddo.
Neve.
Neve.
Neve.
Nuvole.
Sole.
Nuvole.
Tepore.
Nuvole e sole.
giovedì 17 gennaio 2013
Quattro sprazzi di lucidità
- Bob Marley che cantava "I wanna love you and (soprattutto) treat you right" è decisamente passato di moda. Nel caso in cui uno non ci pensi nemmeno ad amarti e trattarti bene, manco si accontenta più di usarti un'elegante indifferenza: sarà che non dà grandi soddisfazioni. Inspiegabile sottile cattiveria, invece, va alla grande. E mentre mi lecco 'sto graffio che m'ha fatto (sarà che, come sempre, sono troppo fragile), prendo atto.
- Roll the dice. Nel piccolo universo delle mie faccende sentimentali, sono una degna discepola del vecchio Charles: non esistono orgoglio e ruoli stantii, per me; io vado, e vado fino in fondo. Ed ha ragione lui: il regalo è l'isolamento che ottieni quando sei arrivato in fondo, sfidando il rifiuto che infatti arriva implacabile. E ha ragione pure quando dice che poi, alla fine di tutto, quando te la sei giocata, c'è la risata perfetta. Perché, forse, l'hai perso: forse ti sei liberata in tempo di quello che sarebbe stato solo il prossimo disastro.
- Lo stordimento che deriva da un paio di amari trangugiati dopo il panino della pausa pranzo è un buon palliativo contro una giornata di merda. Vedere e comprare i biglietti per il concerto di Mannarino nel giro di venti minuti, invece, non è un palliativo, ma un vigoroso calcio in culo alla giornata di merda.
- Flashback di un anno fa. La saggia Samantha diceva che una donna disperata crederebbe a tutto. Potrei aggiungere, guardando finalmente con un certo distacco questo episodio che mi capitò, che una donna disperata può addirittura arrivare a illudersi che vorreste dirle il contrario di quello che le state dicendo. Per cui andate a farvi fottere in religioso silenzio.
Ma cosa mi tocca sentire
Dubito dell’accezione del termine impegnato alla quale fa riferimento.
sabato 24 novembre 2012
E' questo quello che mi aspetta, quando esco dal guscio?
(Sottotitoli in polacco. Enjoy!)
Se dopo essere uscita torno a casa più frustrata di quando sono uscita, è meglio stare rintanata nel mio inquieto microcosmo eremitico.
Lo stesso dicasi se uscire significa venire assediata dall'Idiota, rimasto solo dopo il cataclisma annunciato della Sboldra, che l'ha cornificato ed abbandonato.
Una valanga di "scusa" "mi dispiace" "tu sei quella giusta, ma quello era il momento sbagliato" (mbahahhahah). Non ho paura di ammettere che non mi è mai stato indifferente, e che non mi è indifferente nemmeno ora. Ma non vale niente, lui e quello che ogni volta ci fa avvicinare. Non voglio e non sarei mai capace di perdonarlo.
Spero di essere stata abbastanza dura e lapidaria per liberarmene definitivamente.
Una valanga di "scusa" "mi dispiace" "tu sei quella giusta, ma quello era il momento sbagliato" (mbahahhahah). Non ho paura di ammettere che non mi è mai stato indifferente, e che non mi è indifferente nemmeno ora. Ma non vale niente, lui e quello che ogni volta ci fa avvicinare. Non voglio e non sarei mai capace di perdonarlo.
Spero di essere stata abbastanza dura e lapidaria per liberarmene definitivamente.
sabato 10 novembre 2012
Che ne valga la pena
Che non dovrei essere a letto in pigiama, adesso, ma invece sono esattamente a letto in pigiama. Tempo buttato nel cesso, vita sprecata. Per quanto mi sia insopportabile questo periodo, per quanto mi terrorizzi la consapevolezza che se non ho il coraggio di cambiare immediatamente, il rischio di rimanere invischiata in una vita infelice è elevato, non riesco a fare altro. Non riesco a cambiare, mentre sono bravissima a tormentarmi. E invece vaffanculo. Facciamo almeno in modo che ne valga la pena, di stare qua. Grace, dall'inizio alla fine. Eccheccazzo.
venerdì 2 novembre 2012
Prendo atto
Non permetto a nessuno di proteggermi, ma lascio a chiunque la libertà di ferirmi. Solo io, quindi, posso proteggere me stessa, ed ho il dovere di farlo.
Al momento mi proteggo nascondendomi, e questo momento dura da maggio. Prima la tesi, poi le menate, poi il lavoro, ora l'esame di stato e i mille bellissimi libri da leggere che si accumulano sul comodino: ogni scusa è buona per evitare la vita vera. Non posso condannarmi per questo, anche se lo faccio. Ma non devo. Devo rispettare i miei limiti ed essere paziente con me stessa. Anche se questo stile di vita mi rende infelice e somiglia pericolosamente a quello eremitico dei primi anni di università.
Ma per adesso la cosa migliore che riesco a fare è prendere atto di questo, non cambiare la situazione.
Gli unici giorni (oserei dire "pienamente") vissuti nel mondo e nella società sono stati la settimana di fine settembre, al Sud, con la Michi. Una parentesi di vita e vitalità che adesso mi fa sentire fame e nostalgia.
martedì 30 ottobre 2012
domenica 28 ottobre 2012
Prospettive esaltanti
Nevica
Studio per l'esame di stato
Questo weekend non sono uscita di casa e non uscirò
Sento gli spari dei cacciatori nel bosco
Mi sto rinchiudendo in un microcosmo sicuro e asettico, fatto di studio lavoro libri e poche persone fidate
Ho paura di tutto il resto
mercoledì 10 ottobre 2012
Chi va là?
Negli uomini cerco ossessivamente il marcio. Se non lo trovo, provo almeno ad ipotizzarne l'esistenza. Sono capace di inventarlo, all'occorrenza.
Non credo più nella sincerità, nella trasparenza. O forse dovrei dire che non credo ancora alla sincerità. Non riesco ancora a recuperare questa fiducia, meticolosamente distrutta da un Pupo che sembrava innamorato ed insospettabile.
Non riesco a credere che uno mi cerchi semplicemente perché gli va di farlo. Penso che ogni messaggio sia una trappola, un'abile combinazione di parole, possibilmente false, che mira solo a rendermi vulnerabile.
venerdì 3 agosto 2012
Telegrafica
Eccomi qua, ricompaio. Con un brainstorming.
laurearsi - festeggiare - affetto - (con lui mi sento sempre a casa)
uscire - oziare - dormire - leggere - winesburg, ohio
domenica, ore 16.00: scoprire finalmente cose - cose che fanno male - domenica, ore 22.00: col cazzo che domani lavoro, potrei andare a Bologna - lunedì, ore 6.00: sveglia per andare a Bologna - vedere due di voi
ricevere un pacco con mille libri, sabbia e conchiglie, una borsa, pasta di mandorle e caffè buono - le carte regalo personalizzate - ♥ - grande amicizia - lontananza - sempre una di voi
'fanculo alle cose che fanno male - rendere bella la propria vita - flirtare con moderazione
portoni che si aprono - pezzi che si incastrano - sacrifici premiati - mille cose da fare - nuovi obiettivi
uscire - oziare - dormire - leggere - winesburg, ohio
domenica, ore 16.00: scoprire finalmente cose - cose che fanno male - domenica, ore 22.00: col cazzo che domani lavoro, potrei andare a Bologna - lunedì, ore 6.00: sveglia per andare a Bologna - vedere due di voi
ricevere un pacco con mille libri, sabbia e conchiglie, una borsa, pasta di mandorle e caffè buono - le carte regalo personalizzate - ♥ - grande amicizia - lontananza - sempre una di voi
'fanculo alle cose che fanno male - rendere bella la propria vita - flirtare con moderazione
portoni che si aprono - pezzi che si incastrano - sacrifici premiati - mille cose da fare - nuovi obiettivi
Nonostante il gran finale propositivo ed ottimista, rimane che scoprire le cose che fanno male mi ricorda come per me sembra non esserci mai niente di buono: che l'Amore non sono mai io, è sempre un'altra. Io sono quella che agli uomini serve per capire che sono innamorati di quell'altra. Questa cosa mi avvilisce. Dicessero grazie, almeno, alla fine. Mbah.
Nonostante l'avvilimento amoroso, permane il gran finale propositivo ed ottimista, perché davvero qua si parla di porte, portoni e pezzetti incastrati! Felice me!
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XY
martedì 10 aprile 2012
Go sail your ships far from me
Ringrazio la cruda lucidità che non mi abbandona mai, nemmeno quando io stessa mi abbandonerei.
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mercoledì 21 marzo 2012
Cose uguali che tornano in cose diverse
Istruzioni per l'uso: qua sotto trovate un video ed una poesia. Prima ascoltate il video, poi leggete la poesia. O forse è meglio se fate il contrario. Boh, come vi pare. Tanto poi non è che cambia un granché.
Il video è Adius di Piero Ciampi, la poesia è Io ti amo di Stefano Benni.
Quindi. 1...
E 2...
Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo.
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giovedì 15 marzo 2012
mercoledì 22 febbraio 2012
Una serata impegnativa
Che sei lì che parli di niente con i bellimbusti sbruffoncelli di turno, e di fianco c'è l'Idiota con la Sboldra, che quando ti giri non c'è mezza volta in cui lui non ti stia guardando. E lasciamo stare le solite provocazioni. Che è passato un anno, ma mutatis mutandis, come direbbe la Michi. E ringrazi dio che non ce l'hai intorno tu, quel pezzo di merda. E tu sei lì che bevi di tutto e fai la scema con i bellimbusti di turno perchè quelli ci sono a disposizione, ma ti giri dall'altra e c'è il Pupo... e non c'è paragone di lui rispetto a tutti gli altri, ma insomma, lui è là e tu sei qua, e un motivo c'è.
E ti fai delle domande sulla giustizia universale del tipo: "com è possibile che quel pezzo di merda sia felice con quella sboldra, mentre io sono qua che do la testa sui muri per quel pupo là che non mi vuole, e allora mi ritrovo a fare la tipica serata tanto divertente quanto vuota, anzi, di che stracazzo sto parlando con questi qua, che non mi ricordo?"
Ti fai ste domande, e non riesci a rispondere neanche purificando le porte della percezione con birra, Disaronno, Montenegro, Jagermeister e cioccolatini al rum, per gradire. Che invece purificano la lingua, l'ugola e le corde vocali, e allora dai un'occhiata là, il Pupo viene qua, e dici le cose giuste nel momento sbagliato. O forse giusto e sbagliato sono stronzate. Dici cose, ecco.
E di ritorno ti arriva, tra le altre cose, con una leggera incoerenza di fondo, un "Sono innamorato di un'altra"
Ah, occhei. Che non s'era mai innamorato, lui. Proprio adesso, cazzo, doveva innamorarsi. E di un'altra!! Ma vaffanculo mondo. Beh, insomma, almeno forse una risposta l'ho trovata.
E allora saluti i bellimbusti, le maschere, un pezzo di fegato e anche la botta di autostima che ti accompagnava da qualche giorno. Che lo so che il mio valore non lo misurano gli uomini che mi vogliono o non mi vogliono, e tutte quelle cose là. Risparmiatemele, le so.
Ma ca**o!
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XY
martedì 7 febbraio 2012
da "Non si muore tutte le mattine" del buon Vinicio
Forse è tutto questo. Avere più cura della luce. Non abbandonarsi alla notte. E non dico alla notte, non quella vera, dico al sonno.
Bisognerebbe riuscire a starci svegli, puliti, in mezzo alla vita. Che non ti prenda più il sonno, il marcio del letto, che è lì che fanno le cimici, che poi si finisce a chiocciare come i vecchi, con qualcosa tra le mani.
Tutto tace e il mondo non ti trova, la vita non ti trova. L’ossessione si prende tutto. E niente è più vasto del bicchiere d’acqua in cui ti sei annegato.
Dunque se arrivi a imparare che un’anima ti può rendere l’anima, bisognerà ricordarselo, perché non serve avere trovato. Bisogna ricordarsi di avere trovato.
Perchè tutto può sparire attorno a noi. La casa, le strade, due occhi di biglie in un vestito a ciliegie, quello che eri fino adesso.
La notte ti prende e il mondo non basta più. Addio poesia, epica, amore per le scarpe, per i vestiti che iniziano a stare in piedi da soli, e sono proprio i tuoi vestiti. Tutto andato, e qualcuno ti viene a chiedere, ‘Ma che è successo, che è successo?’ E tu dici ‘Non lo so. Non lo so’.
Perduto! Lost! Chi è perduto?
Anche se sei nato già incapace di difenderti, schifosamente obbediente, così teso all’impiastro, non bisognerebbe essere troppo crudeli con sé stessi. Non darsi mai un sogno di quiete, né oggi, né domani. Non bisognerebbe, come se tutto fosse da arraffare, se tutto fosse sempre bottino.
Non bisognerebbe, o forse è l’unico modo. Amare sempre, nella colica. Vedere luci e abbagli e vederli scomparire subito, o stare a impazzire tra le camere, tra i rumori dei tubi degli altri.
Svuotarsi agli estranei, e non conservarsi niente.
Perché non si muore tutte le mattine.
Buttarsi sempre, non seguire la voce. Stordirsi. Curarsi di quello che non c’entra, affardellarsi il groppone, divorarsi, affezionarsi ai mali. Non impadronirsi di niente. Diventare meno ubbidienti e meno vigliacchi, perdere la poesia e le mutande, perdere ogni cosa di dosso, non conservare niente, e farsi attaccare tutto. Curarsi invece l’anima, metterne un po’ dentro, un po' da parte. Come se non si dovesse morire per forza stanotte, come se ce ne fosse anche per domani, e dopodomani, perché è vero, si muore tutte le mattine, e un poco di più ogni volta e anche per tutte le altre volte.
giovedì 2 febbraio 2012
AAA stelle cadenti alle quattro di pomeriggio cercasi
Me ne servono tre.
Una a cui chiedere la forza che mi serve per non incassare altri pugni. O per non andarmeli a cercare, almeno.
Alla seconda chiederei lo stomaco che mi serve per bere un po' e anestetizzare quella parte di cuore. Senza poi schiantarmi piangente contro la prima spalla amica che mi si presenta.
E all'ultima chiederei un'iniezione di dignità necessaria e sufficiente per non cercare conforto nei grandi letti dei piccoli uomini che oggi sembrano saltar fuori da ogni angolo, neanche a farlo apposta. E lo so che questo è solo l'inizio.
mercoledì 9 novembre 2011
Un po' così
E' uno di quei periodi che passano un po' così, che se ti chiedono come va non puoi dire "male" ma non ti viene neanche di dire "bene" sorridendo... "Solita vita" è la risposta più frequente. Ogni pensiero che mi gira nel cervello è di un'apatia sconcertante, e mi viene voglia di anestetizzarmi e mettermi in stand-by a tempo indeterminato. E poi non mi sopporto, quando mi lamento così. Ma davvero, di meglio adesso non riesco a tirare fuori.
Che a volte per sopravvivere alla quotidianità ti attacchi ad un qualcosa... un obbiettivo da raggiungere, un pensiero piacevole, un sogno da realizzare, una canzone da ascoltare ossessivamente, un interesse da coltivare... ma poi arriva il giorno in cui la realtà, il presente, le distanze, le circostanze e un mix letale di sentimenti piattissimi schiacciano tutto.
E intanto, sotto sotto, una domanda vagamente interessante si fa largo... "Cosa stracazzo posso fare per tirarmi fuori da 'sto pantano?"
sabato 22 ottobre 2011
Non ti rispondo perchè...
... non so cosa farmene di te, dei tuoi messaggi inutili. Non ho tempo da perdere per rispondere ai tuoi messaggi inutili. Sono sempre io, quella che tempo fa hai scelto di non vedere. Non esiste niente che adesso possa convincermi di un tuo reale interessamento, nemmeno il modo di scrivere più serio del solito che hai usato stavolta.
Ho capito chi sei, e purtroppo ho anche capito che non posso più permettermi di avere a che fare con gente come te. Che non è più il momento di rischiare eroicamente che qualcuno possa farmi del male. Perchè non penso più che per un'emozione bella valga la pena di viverne una brutta. Soprattutto, non penso che valga la pena di farlo per te.
sabato 1 ottobre 2011
Prologo
Questo post è il prologo di un altro post che ho iniziato a scrivere e che spero di non dover continuare a scrivere.
Sento aria di tempesta. Sempre lui, che si aggira in posti miei, e nelle solite cicliche sensazioni. Spero di sbagliarmi come raramente è successo. E spero di esorcizzarlo con questo post, che sto così bene, cazzo! Non lascerò che arrivi lui a scombinarmi con le sue provocazioni.
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