Mi prendo il lusso di rimandarvi ad un post di Kirsebær: "Concedi spazio alle cose perchè possano accadere". Niente più e niente meno. Non agire per forzare le cose ad andare come vorresti che andassero, e non scappare dalle cose per paura che possano andare male. Le cose vanno come devono, e quello è il modo migliore.
A questo aggiungo un'altra perla: "Non esistono miglioramenti o peggioramenti, ma solo cambiamenti". Questa viene da un'unione di menti di donne sagge, avvenuta qui, da Lasnues, e completa il senso della frase di prima.
Arriva il giorno in cui fai pace con la realtà e vedi davvero le persone che hai davanti. Vedi che sono un po' diverse da quelle che credevi fossero, ed improvvisamente tutto diventa più facile e le cose prendono più o meno da sole il posto che gli spetta.
Stavo annegando in un mare d'amore triste con il buon Tom, Luigi Tenco, Piero Ciampi, Nick Cave e Capossela. Potenzialmente letale. Ma ogni tanto si aprono delle strade alternative, se ci si guarda intorno. E in una di queste strade alternative ho scovato l'inizio di questo racconto di Capossela.
La prima cosa e' la coscienza dello spazio, sapere che lontano, da un'altra parte, altrove sta accadendo qualcosa, anzi fuori le mura tutto sta accadendo, però occorre sapere dove. E la seconda è il tempo, in quel posto bisogna poter arrivare in tempo perchè quella cosa accada a noi e non immaginare soltanto che accada. Se lo spazio è poi ampio e distante è necessario differire il tempo dell'azione da quello del desiderio, perchè partire quando desidereremmo già esser lì è una vana corsa verso una sala vuota. Possedere questa consapevolezza è una grande qualità che può contribuire a rendere la vita "arte dell'incontro". Le anime si incontrano per caso, per curiosità, per determinazione: in tutti i casi l'incontro ha sempre del miracolo. Nella coincidenza la componente "magica" è più evidente, ma decidere, partire e muoversi a tempo fino a trovarsi nel luogo dove la cosa sta accadendo è miracoloso, come la costruzione di tutte le cose immaginate.
No, voglio dire: ci rendiamo conto della portata di questa cosa?! Io ci sto perdendo la testa da due giorni. Voi ce l'avete quella consapevolezza lì? Io me la sto costruendo, mentre imparo la temperanza.
E sono giunta alla conclusione che spazio e tempo hanno la proprietà commutativa, come i termini dell'addizione e i fattori della moltiplicazione. La divisione e la sottrazione invece no. Ah, che robe.
Inizio la serata ascoltando Where is my mind, e penso che potrei guardarmi Fight club.
Cerco Fight club e non lo trovo. E vabò, pazienza.
Spulcio un po' fra i miei film e trovo Wristcutters (che c'è Tom e me lo consigliò in tempi remoti la Chiaraluz, se non sbaglio).
Guardo Wristcutters, mi godo il film, m'innamoro ancora un altro po' di Tom.
Mi faccio pure una fila di pensieri miei, del tipo che sto film m'ha rimessa un po' in pace su come vedo io le cose. Che stavo mettendo in dubbio un po' tutta la mia filosofia (?) di vita, eppure mi rendevo conto che i dubbi non funzionavano un granché. E dopo aver visto il film, tutto bello fatalista, mi sono ricordata che lo sono anche io e che mi piace un casino esserlo. Quindi viva me fatalista e fanculo ai dubbi.
Ecco. Eravamo rimasti che ho guardato il film.
Non contenta, dopo ho pure cercato su youtube un po' di video del film. Per sentire la voce originale di Tom, rivedere qualche scena, cose così.
E cercando cercando ho trovato il video sopra, di Where is my mind montata su scene di Wristcutters.
Ah.
Che figata.
E mi piace un casino la scena di loro che sono sulla spiaggia e si baciano e dormono lì e sembra il paradiso terreste, e poi si svegliano e c'è uno schifo per terra di preservativi e canne e sigarette e ogni cosa brutta immaginabile, e loro ci hanno dormito sopra ma va bene lo stesso.
E sta coincidenza del video con la canzone è successa solo perché mi sono ricordata che sono fatalista, io lo so.