Nei vuoti d'aria della realtà
Tracciamo traiettorie migliori
Lasciando le galere senza più passare dalla cassa
Che io sono lenta ad arrivare al punto in cui dico "ok, adesso basta". Perché mi conosco, se arrivo a quel punto lì non voglio più tornare indietro. La vivrei malissimo una retromarcia, come una specie di fallimento.
Ma ora, dopo un mese in cui ci siamo frequentati, un mese di silenzio, due settimane di riavvicinamento e due settimane di silenzio... ho capito che le cose brutte vincono sulle belle. Oh, sarò dura di comprendonio, forse, ma solo adesso le decisioni -e le circostanze- si sono sedimentate assumendo un peso che le rendesse stabili e che mi permettesse di starci dentro (oiea, fratelle!).
Non mi piacciono le decisioni prese sfoggiando una forza che non si ha, una voglia di fare tabula rasa che è solo voglia di scappare. Bisogna arrivarci con calma alle cose, prendendosi il tempo necessario per stare bene sempre, non solo quando si è di festa con gli amici, e poi nel letto a casa si piange.
L'ho guardato andarsene. Ho capito che non è capace di darmi l'amore che voglio.
L'ho guardato mentre era in crisi, l'ultima volta che ci siamo visti. Ho capito che l'amicizia fra noi non è possibile.
L'ho guardato cercarmi, allontanarmi, cercarmi di nuovo ed allontanarmi ancora. Ho capito che è un capriccioso incoerente e confuso.
Mi sono guardata, ed ho capito che non posso permettermi stress supplementari a quelli che sono inevitabili.
Mi sono guardata intorno, e ho visto amici volermi bene, feste di laurea dove si conosce gente, e bonus di autostima inaspettati.
Mi sono guardata proiettata nel futuro, e ho visto gli obiettivi che contano, i bivi che mi si apriranno e che potranno cambiarmi pezzi di vita.
E insomma, ho capito che devo prendere il largo da quella situazione, che ci sono modi, persone, cose, luoghi e laghi migliori in cui investire le mie energie!