lunedì 28 novembre 2011

Ripassiamo insieme


Vengo da un weekend bello bellissimo, e sono felice. Come promesso, non mi sono lasciata buttare giù dalle cose bruttine, e mi sono goduta ogni istante bello. Anche quelli che non ci sono stati, in realtà. Il risultato è che ho tantissimi ricordi di bei momenti. Quanto mi piaccio quando uso gli aggettivi naif.

E poi niente, c'è da ripassare la poesia, voglio deliziare gli dei.

sabato 26 novembre 2011

Viva me!


Questi giorni li sento speciali. Sento la pienezza e l'affetto di chi mi è vicino. Con il concetto di vicinanza che è molto relativo, dato che alcune delle persone più vicine sono fisicamente molto più lontane di tanta gente vicina ma lontana anni luce a livello emotivo. E ho tutto dentro, al sicuro... non lascio che le cose che non girano proprio per il verso giusto mi inquinino quelle che girano alla grande.
Il weekend impegnativo è partito bene, e promette anche meglio.

martedì 22 novembre 2011

Relax, baby


Fatti passare 'sto magone, in un modo o nell'altro. O lo cacci, o lo lasci uscire. 
Ascoltare sto qua potrebbe dare una mano. E anche il piumone - corazza potrebbe fare la sua parte. 

Comunque mi sto domandando se il nome Ben non sia già di per sè una mezza garanzia.

venerdì 18 novembre 2011

Un post ricco di contenuti

Mi sto impegnando a fare le cose che devo e voglio fare. Ne ricavo anche qualche piccola soddisfazione. Va bene, insomma. C'è sempre qualche pensiero scomodo che stà rannicchiato in certi angolini, e ogni tanto batte un colpo e fa un po' male, ma va bene.
E si aprono porte nuove, e succedono cose... vediamo!

Un post fondamentale, eh! Mamma, che desolazione -.-

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Che volente o nolente sto ancora dando retta ai dadi, alla facciaccia di quello che stavo pensando l'altro giorno! Ho forse finalmente interiorizzato la lezione, che la applico inconsciamente?

domenica 13 novembre 2011

Adesso

è nostro dovere riprenderci l'Italia, a partire dalle nostre vite.
- Michela R.
Che votare non possiamo, al momento... faranno quello che devono fare, e speriamo che non siano disastri. Ma io credo che siano consapevoli che se fanno altri disastri pure loro, uno che va a Roma con una bomba da qualche parte salta fuori.

Quindi, senza divagare: checcazzo possiamo fare noi? 
Possiamo lavorare con impegno, dimostrare non solo che vogliamo un paese migliore, ma che ce lo meritiamo.

(io per esempio potrei laurearmi, darmi 'na mossa, e poi emanciparmi un attimino)
ne va da sè, dunque, che mò spengo blogger e faccio progettone strafico per la mia tesi.

sabato 12 novembre 2011

A gentile richiesta

Proibitemi di parlare con mia madre quando sto sull'instabile andante e però ho voglia di tirarmi fuori dal pantano. Che lei ha voglia di diventare santa ma io no, e quindi anche se sbaglio fa lo stesso, ma non ce la fa proprio a capirlo. 
E adesso sono così nervosa che mi è quasi passata la voglia di fare tesi. Ma faccio pausa e poi riprendo.

mercoledì 9 novembre 2011

Un po' così

E' uno di quei periodi che passano un po' così, che se ti chiedono come va non puoi dire "male" ma non ti viene neanche di dire "bene" sorridendo... "Solita vita" è la risposta più frequente. Ogni pensiero che mi gira nel cervello è di un'apatia sconcertante, e mi viene voglia di anestetizzarmi e mettermi in stand-by a tempo indeterminato. E poi non mi sopporto, quando mi lamento così. Ma davvero, di meglio adesso non riesco a tirare fuori.

Che a volte per sopravvivere alla quotidianità ti attacchi ad un qualcosa... un obbiettivo da raggiungere, un pensiero piacevole, un sogno da realizzare, una canzone da ascoltare ossessivamente, un interesse da coltivare... ma poi arriva il giorno in cui la realtà, il presente, le distanze, le circostanze e un mix letale di sentimenti piattissimi schiacciano tutto.

E intanto, sotto sotto, una domanda vagamente interessante si fa largo... "Cosa stracazzo posso fare per tirarmi fuori da 'sto pantano?"

sabato 5 novembre 2011

Come out of your cave walking on your hands


Incredibili, questi qua. E stupenda questa canzone, che si può leggere sia a livello personale, sia a livello sociale (azzarderei pure un "a livello politico" ma non sono abbastanza competente in materia): un inno all'indipendenza, all'autodeterminazione, alla libertà.
Io salto, quando la sento. E se sto guidando, canto, scuoto la testa  e tengo il ritmo con ogni arto immaginabile. Robe che se mi vedete passare con la mia scatolina bianca mentre ascolto questa, vi conviene accostare... che non si sa mai ;)

E se volete vederne un live davvero spettacolare, cliccate qua.

PS: mi sono fatta passare i rimorsi. Che ormai è andata come è andata, e i rimorsi non servono a niente, e non ho tempo da perdere con cose che non servono a niente. E fra l'altro ho visto alcune delle persone in questione e (a parte qualche frecciatina) è tutto a posto.

giovedì 3 novembre 2011

Karma

Credo di aver fatto degli errori, nell'organizzare questa vacanza. Si era parlato di andare in tanti, poi alcuni si sono tirati indietro, e allora abbiamo più o meno consapevolmente deciso di andare in due. Forse potevamo essere almeno in quattro, o in cinque, ma abbiamo fatto finta di niente. Io lo sapevo che non era del tutto corretto partire così come abbiamo fatto, ma non mi sono ascoltata. 
E io ora sento che abbiamo sbagliato. E la coscienza prude. Merda, quanto prude, brucia.
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Non si capisce un cazzo da quello che ho scritto sopra. Volevo dire che abbiamo prenotato senza chiedere conferme a nessuno, solo per noi, indipendentemente da quello che s'era detto. Da stronzette, proprio. E invece avremmo dovuto chiedere "Chi viene, allora?". Non che non dovevamo partire (siamo mattiiii?!)!!!

mercoledì 2 novembre 2011

Il ritorno...

... porta addosso mal di testa e mal d'anima...

che non ho mica fatto una vacanza da nebbie lisergiche eh, ma insomma Barcellona è Barcellona, e non può non essere una bella vacanza. Ero con una delle mie fidate donnine speciali, che non eravamo mai state in viaggio in due da sole, ma non avevo dubbi sul fatto che sarebbe andata alla grande: abbiamo un approccio molto simile alle cose, comunichiamo fra noi senza filtri e ci vogliamo un gran bene.

Ho visto quasi tutto quello che volevo vedere, peccato per i viaggi di andata e ritorno, molto più lunghi di quello che credevo: fra treno, navetta, aereo, navetta, metropolitana e tutte le coincidenze in mezzo abbiamo perso quasi undici ore ad andare e altrettante a tornare. Questo implica che devo tornarci, e la prossima volta vedo di arrivare all'areoporto di El Prat.
Stavamo nel bel mezzo del Barrio Gotico, in uno di quei vicoli dove una volta c'erano i bordelli in cui bazzicava Picasso, e invece adesso ci sono negozietti fichi, bar tutti di legno e connessioni Wi-Fi gratuite. Ma l'atmosfera è sempre speciale. A parte dopo certe serate, che devi stare attenta a camminare per strada dato che è pieno di pisciatine (e non sempre canine, secondo me).

Noi stavamo qui (non proprio qui, in una traversa)
Gaudì era un genio, e io lo sapevo già, ma visitare la Pedrera me ne ha dato conferma. Non mi piace molto invece come stanno continuando a costruire la Sagrada Familia... boh, vabbè. Molto bello Parc Guell, ma troppo pieno di gente (tantissimi italiani, fra l'altro), tutti a fare foto, tutti intasati in giro e si perde un po' la magia. Che Gaudì era uno molto spirituale eh, mica cazzi. Secondo me s'incazzerebbe proprio tanto a vedere tutte le porcherie di souvenir che fanno con la sua roba. Gaudì aveva qualche problema con "la materia": una volta ha disegnato uno specchio per una signora, tutto iperdecorato come nel suo stile, ma nella cornice ci aveva scritto "Ricordati che polvere eri e polvere tornerai". E sticazzi, ti passa ben la voglia di stare là a infighettarti, altro che souvenir, turisti, allegria e foto di gruppo. Ma vabbè (x2).

Uno dei padiglioni di accesso a Parc Guell
Casa Milà - La Pedrera
La Sagrada Familia in costruzione
Un banchetto (si dice così?) al mercato della Buqueria
La cosa più bella di tutte, però, per me, è stata vedere la mostruosa quantità e varietà di persone che c'erano. Non si trovavano due persone che si somigliavano. Cioè sì, ovvio, un po' sì. Gli spagnoli sono tutti belli scuri, con tanti capelli e le sopracciglia che piacciono a me, mediterranei... ma tutti diversi. Gente di tutti i tipi. Che boh, probabilmente a Milano pure è così (ma secondo me no.. tipo a Roma non era così, non così tanto), ma da me no, e mi sembrava di essere nel paese dei balocchi, a guardarmi intorno in mezzo a tutta quella biodiversità.
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