Visualizzazione post con etichetta deliri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta deliri. Mostra tutti i post

domenica 13 ottobre 2013

Notturno n. 1

Uscire per quello che sembrava essere il primo sabato sera serio in Tedeschia. Ritornare a casa come Cenerentola, ma con entrambe le scarpe, causa cagarella sabotatrice dell'amica pigra *. Svegliarsi alle quattro con l'ansia. Bestemmiare per un'ora e mezza, causa moroso disperso. Perdere il sonno. Covare istinti omicidi nei confronti del proprio moroso, chiamarlo. Trovarlo che dorme beato alla faccia mia ed insultarlo mentre lui beato si riaddormenta in un secondo, russando nel telefono. Bere birretta mentre si è avvolti nel piumone. Elaborare la bestemmia del buongiorno **. Pensare di aspettare romanticamente l'alba da sola. Rendersi conto, in funzione dell'inoltrato stato di avanzamento del merdoso autunno e del numero di birre rimaste in frigo (zero), che l'alba è decisamente troppo lontana. Ricordarsi di comprare le birre, bisogna sempre avere scorta di birre. Tentare di rendere tutto questo produttivo scrivendo almeno un velleitario post sul blog.
_____

* a voi dedurre se sia stata colpa della cagarella o della pigrizia. Io ho dedotto. E ho sospirato forte.

** optare infine per un elegantissimo e prolungato silenzio. Dodici ore a partire da questo momento

PS. Ha iniziato a piovere.

venerdì 6 settembre 2013

Lo sto facendo davvero?



Ebbene sì, sto postando una ballata di Bon Jovi. Chi l'avrebbe mai detto: ero convinta di averle confinate tutte alle cotte adolescenziali; e invece. Il fatto è che queste canzoni riescono a dire quello che c'è da dire senza tante storie, con semplicità. 

E quando uno ti ha vista dare il peggio di te (ubriaca molesta piangente delirante), mandarlo affanculo ed intraprendere una cinematografica/rocambolesca fuga sotto la pioggia, durante la quale sei scivolata, hai preso una botta al piede, rotto una scarpa, sporcato i pantaloni, fatto cadere il cellulare (e impiegato venti minuti per riattaccare la batteria), per poi aggirarti (scalza, causa scarpa rotta) e perderti in un parcheggio della periferia di Milano... e quando finalmente lui ti trova, che ancora piove e ancora piangi e ancora sbraiti e hai una scarpa in mano, un piede dolorante e i vestiti sporchi e bagnati, all'inizio ti urla contro di tutto, ma poi ti conforta e ti dice che ti ama e che non devi avere paura, perché il vostro è un "rapporto costruttivo"... e il giorno dopo non solo non approfitta del tuo primo attimo di distrazione per darsi alla macchia, ma si prende pure la briga di ripetertelo, perché tu eri così schifosamente sbronza da averlo completamente dimenticato...
... Quando succede tutto questo, l'unica cosa da fare è dire "thank you for loving me" con una ballata strappalacrime di Bon Jovi.
____________________________________

Il giorno dopo, mentre ti sta ripetendo quella cosa interessante della "relazione costruttiva", nella tua testa stupefatta (da tempo immemore abituata a riflettere su ben altro genere di dichiarazioni) si aggira un pensiero simile a questo: "Ma costruttiva nel senso di costruire? Ma davvero? Ma nel senso di Niccolò Fabi? E magari addirittura nel senso di costruire un fiume?"
Purtroppo ti stai vergognando come una ladra e non sei nella posizione di chi può mettersi a puntualizzare: puoi solo sperare di non averlo frainteso, che in realtà non stesse parlando, che ne so, di costruire le astronavi coi Lego.

domenica 28 ottobre 2012

Prospettive esaltanti

Nevica
Studio per l'esame di stato
Questo weekend non sono uscita di casa e non uscirò
Sento gli spari dei cacciatori nel bosco
Mi sto rinchiudendo in un microcosmo sicuro e asettico, fatto di studio lavoro libri e poche persone fidate
Ho paura di tutto il resto

giovedì 21 giugno 2012

Digressione

Quando sarò laureata potrò iniziare un nuovo studio. Non architettonico, nemmeno ingegneristico.
Dovrò capire quale legge matematica lega l'avanzamento della tesi con il proliferare dei capelli bianchi. Porcatroia.

mercoledì 30 maggio 2012

Impara l'arte e mettila da parte (part 2, ft. Rob Brezsny)

"The Eskimos had 52 names for snow because it was important to them," wrote novelist Margaret Atwood. "There ought to be as many for love."
Here are a few that the ancient Greeks devised, according to Lindsay Swope in her review of Richard Idemon's book Through the Looking Glass.
Epithemia is the basic need to touch and be touched. Our closest approximation is "horniness," though epithemia is not so much a sexual feeling as a sensual one.
Philia is friendship. It includes the need to admire and respect your friends as a reflection of yourself—like in high school, where you want to hang out with the cool kids because that means you're cool too.
Eros isn't sexual in the way we usually think, but is more about the emotional gratification that comes from merging souls.
Agape is a mature, utterly free expression of love that has no possessiveness. It means wanting the best for another person even if it doesn't advance your self-interest.
Your assignment is to coin three additional new words for love, which means you'll have to discover or create three alternate states of love that have previously been unnamed. To do that, you'll have to put aside your habitual expectations and standard definitions of what constitutes love so that you can explore an array of nuances, including varieties you never imagined existed.
...
...

"Prof... mi giustifico" 

martedì 15 maggio 2012

Fenomeni aleatori


Succedono piccole cose, e voglio pensare che si tratti di casualità. Devo pensare che niente abbia un senso o un perché. Ancora meglio: devo pensare che il senso e il perché non mi riguardino.
In realtà mi lego e mi zittisco e ci penso continuamente e vorrei che quel senso e quel perché esistessero e mi riguardassero.

giovedì 15 marzo 2012

Smàil

- "Il mare è pieno di pesci."
- "Io vivo in montagna."

mbahahhahah :)
ciao mondo!

giovedì 1 marzo 2012

Parafrasiamo

Ho venti bozze salvate. Alcune sono degli aborti risalenti ai primi di gennaio, altre sono in incubazione e si spera che prima o poi nasceranno.
Però adesso vorrei lasciare un estremo saluto agli aborti. Cose non dette, custodite nella speranza che arrivasse un giorno migliore per dirle, e che invece sono rimaste lì a marcire.

Laif is nau, direbbero quelli della Nike.
Hic et nunc, direbbe qualcun altro.

giovedì 2 febbraio 2012

AAA stelle cadenti alle quattro di pomeriggio cercasi

Me ne servono tre.

Una a cui chiedere la forza che mi serve per non incassare altri pugni. O per non andarmeli a cercare, almeno.
Alla seconda chiederei lo stomaco che mi serve per bere un po' e anestetizzare quella parte di cuore. Senza poi schiantarmi piangente contro la prima spalla amica che mi si presenta.
E all'ultima chiederei un'iniezione di dignità necessaria e sufficiente per non cercare conforto nei grandi letti dei piccoli uomini che oggi sembrano saltar fuori da ogni angolo, neanche a farlo apposta. E lo so che questo è solo l'inizio.

domenica 22 gennaio 2012

Blue. E non è Joni Mitchell


Perchè a me piace compensare. 
E non rinnego il mio passato. 
E tutto fa brodo. 

Amen.

lunedì 19 dicembre 2011

Scrivo la letterina dei desideri


Siccome io sono una donna indipendente (?) e i desideri se posso me li esaudisco da sola, a chi deve esaudire i desideri io chiedo di esaudire i desideri che io da sola non mi posso esaudire.
Sì, ho scritto una stronzata. In realtà sono tendenzialmente incapace di fare azioni concrete per essere felice. Ma facciamo che era una frase motivazionale.

Il primo desiderio è che quest'agitazione oscillante che mi scuote e mi distrae e mi fa pensare che non c'è confine con l'occhio dentro e l'occhio fuori, e vedo le processioni lente... ecco, dicevo: a me va bene tutta quest'agitazione oscillante, anche se mi scuote e mi distrae. Ma please, Tu che puoi, fa in modo che non sia un'agitazione inutile. Fa in modo che diventando architetta, o astrologa, o befana o tutte e tre, io possa essere felice della mia vita.

Il secondo desiderio è che non mi sparisca mai la fiducia che (incredibilmente) serena sto riponendo nel presente e nel futuro prossimo, che quasi quasi mi arrischio a salire la scala d'aria, ma aspetto a parlare prima che l'illusione si sia mossa. Che già parlo troppo.

E dulcis in fundo, il terzo desiderio, "the last but not the least". Tu che puoi, fammi sparire 'sti due brufoli enormi. In fretta.
______
PS: "invisibile ai motori di ricerca"... col ca**o! Porcatroia.

sabato 17 dicembre 2011

Piccolo spazio nervi

Questa (che c'è ma non si vede) è la piccola preghiera frutto del piccolo spazio nervi.

martedì 13 dicembre 2011

E' troppo - pre e post serata -

ore 20.27


Dopo essermi districata a fatica fra mediocrità e schifezze umane, oggi ho paura di chi è trasparente. Cazzo, sembra incredibile. E' che c'è troppa, trooooppa luce in quel sorriso. E io ho paura di non meritarmi così tanta luce. Non ci sono abituata, a persone così.

Che l'ultima volta, con l'Idiota, mi sono buttata a capofitto, eroica, in una storia impossibile che infatti è stata intensa e micidiale... ed ero consapevole di tutto, ma me ne sono fregata, del pericolo.
E adesso sono intimidita dai sorrisi di un pupo. Al punto che non si riesce ad andare oltre.

Menate, menate, menate. Sono io, pazienza.



ore 00.31

Mash-up di tavolate e compagnie diverse generano pseudo mezzi discorsi improbabili su Sex and the City, preparatori atletici e cose varie.. .e poi mi sono persa la parte Audioslave-Tom Morello (e Rage Against the Machine - ma loro anche no) che cacchio pure quella a me interessa, mica solo Sex and the City. Ma ero geograficamente isolata.

Comunque la morale della favola rimane: "?"

Ah, poi sorvoliamo che stasera c'era pure l'Idiota, ma ci siamo a mala pena salutati, e poteva anche non esserci e per me non cambiava niente.

martedì 6 dicembre 2011

Fatalità


Inizio la serata ascoltando Where is my mind, e penso che potrei guardarmi Fight club
Cerco Fight club e non lo trovo. E vabò, pazienza. 
Spulcio un po' fra i miei film e trovo Wristcutters (che c'è Tom e me lo consigliò in tempi remoti la Chiaraluz, se non sbaglio).
Guardo Wristcutters, mi godo il film, m'innamoro ancora un altro po' di Tom.

Mi faccio pure una fila di pensieri miei, del tipo che sto film m'ha rimessa un po' in pace su come vedo io le cose. Che stavo mettendo in dubbio un po' tutta la mia filosofia (?) di vita, eppure mi rendevo conto che i dubbi non funzionavano un granché. E dopo aver visto il film, tutto bello fatalista, mi sono ricordata che lo sono anche io e che mi piace un casino esserlo. Quindi viva me fatalista e fanculo ai dubbi.

Ecco. Eravamo rimasti che ho guardato il film.
Non contenta, dopo ho pure cercato su youtube un po' di video del film. Per sentire la voce originale di Tom, rivedere qualche scena, cose così.
E cercando cercando ho trovato il video sopra, di Where is my mind montata su scene di Wristcutters
Ah.
Che figata.

E mi piace un casino la scena di loro che sono sulla spiaggia e si baciano e dormono lì e sembra il paradiso terreste, e poi si svegliano e c'è uno schifo per terra di preservativi e canne e sigarette e ogni cosa brutta immaginabile, e loro ci hanno dormito sopra ma va bene lo stesso.

E sta coincidenza del video con la canzone è successa solo perché mi sono ricordata che sono fatalista, io lo so.
E poi è bastata 'sta stronzata per farmi felice.

lunedì 5 dicembre 2011

E le palle continuano a riempirsi


Mi sembra incredibile che ci sto facendo il giro ancora adesso, a sta cosa. 
Boh. Sta di fatto che ce l'ho in mente, e devo scrivere. 
Voi potete anche non leggere oltre, ho messo il tag intimista. 

Vabò, fate come vi pare.

Sto facendomi tutti i film possibili e immaginabili, sto costruendo mondi interi per provare a inquadrare tutto. Che si sa, io ad un certo punto ho bisogno di inquadrare le cose. Sarà la mente dell'ingegnere. Quanto mi piacerebbe non essere ingegnere, in questo momento. Ma pure in altri. Chi me l'avrà fatto fare di fare ingegneria. Mbah. 

Vabbè.

Io credo che non lo scrivo, alla fine, quello che sto pensando. 
Che sono stronzate, non convincono neanche me che le ho inventate. 

Buonanotte eh, intanto.

giovedì 1 dicembre 2011

Divago con Tom


Stavo pensando che potrei parlare del duplo che ho divorato, o della menata imprevista che sarà progettare la pista ciclabile staccata dalla strada, o delle mani congelate, o anche di altro.

Ma ho deciso che divago con Tom, così non sbaglio.

sabato 12 novembre 2011

A gentile richiesta

Proibitemi di parlare con mia madre quando sto sull'instabile andante e però ho voglia di tirarmi fuori dal pantano. Che lei ha voglia di diventare santa ma io no, e quindi anche se sbaglio fa lo stesso, ma non ce la fa proprio a capirlo. 
E adesso sono così nervosa che mi è quasi passata la voglia di fare tesi. Ma faccio pausa e poi riprendo.

giovedì 27 ottobre 2011

Di lauree e non solo

Una mia amica si è laureata, oggi, e sono tanto felice per lei... e anche per un'altra, e un altro... ah, un'altra ancora. Occazzo, ma quanti se ne laureano!? Il cerchio delle persone con cui posso dire "Eh sì, bravi loro... e a noi quando toccherà?" si stringe paurosamente. Mbah, non voglio pensarci troppo.

Mi guardavo intorno, prima, e mi domandavo tante cose sulle persone che vedevo. Gli amici, i parenti, i genitori, i morosi... avrei voluto essere capace di guardare nelle loro vite, e capire se anche a loro manca quello che a volte manca a me. E avrei voluto capire cosa tiene insieme certe coppie, cosa fanno certe compagnie quando escono insieme. O cosa succede a cena, quando ipoteticamente tutta la famiglia si riunisce.
E invece non ho capito un cazzo, ovviamente. Mi sono ritrovata a guardare (su soggetti diversi) un sopracciglio ricucito con i punti, un trench da testimonial Burberry, degli zigomi importantissimi, una barba spelacchiata, dei tacchi forse esagerati. Orgoglio e commozione per dei figli laureati ingegneri, il senso di liberazione di chi si laurea dopo mesi di ansia e rischio depressione.

Ecco, vabbè. E con tutto questo non ho concluso niente. Ho solo voglia di un abbraccio di quelli lunghi.
E vado a nascondermi nel piumone, che mi sento debole/fragile/piccola e ho la sensazione di dovermi difendere.

martedì 18 ottobre 2011

Sweet dreams are made of this...

Che me lo diceva sempre la mamma: 
"Se vedi certe cose, poi te le sogni la notte!"

"... e per fortuna!"
dico io, in questo caso!

giovedì 15 settembre 2011

A tentoni

Al lavoro mi stanno implicitamente chiedendo di dimostrare la mia dedizione.
La tesi mi sta dimostrando con i (non) fatti che proprio non ce la fa a scriversi da sola.
I fatti, invece, sembrano dimostrarmi che le situazioni degli altri si evolvono, alla facciaccia delle mie, immobili, svanite, bruciate.

La verità è semplice e ben visibile. Come la puntura che questa zanzara troia tigre m'ha lasciato sul braccio.

Fraparentesi, se a qualcuno interessasse: Follow my blog with Bloglovin
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...