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lunedì 9 novembre 2015

In treno

Che pace i miei viaggi in treno, soprattutto quando anche sui regionali ci sono le prese per attaccare il telefono e usare spotify senza rimanere a secco di batteria.

Ieri ho riletto il blog vecchissimo - quello che stava su style, cose di quattro, cinque anni fa. Non mi so spiegare questa esigenza retrospettiva che mi prende quando torno a casa, è come se sentissi un bisogno inconscio di mettere a posto o ricordare qualcosa.
Ieri per esempio mi sono stupita della connotazione magica che avevano avuto alcuni fatti di allora. Coincidenze forse, ma che ai tempi mi hanno aperto mondi, spinto a fare il primo tatuaggio e a prendere certe decisioni di vita.
E poi ho trovato un post che parlava di periodi astrologicamente interessanti: sto forse incubando la prossima rivoluzione personale? Nel 2017 avrò Nettuno congiunto a Giove e Saturno ad Urano.

lunedì 10 agosto 2015

Ritrovarmi

Oggi sulla scrivania di una collega ho visto una bella agendona, rossa, che mi ha incuriosita. Le ho chiesto cosa fosse e lei mi ha detto che è questo: praticamente un mix fra un self-help book, un diario e una to-do-list.
Lì per lì mi ha affascinata, poi ho pensato che per anni me la sono cavata con quadernetti molto più semplici - e poi con il blog. 

Diffidando da quelle cose complicate, ma sempre curiosa, ho esplorato un po' il web, e mi sono imbattuta in questo, e quindi in questo. Crearsi una Desire Map, per sentirti come vuoi sentirti - perché questo è l'unico e il solo obiettivo da perseguire.

Era proprio ora di ricominciare a scrivere. 
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Cerco fra i tag e ritrovo i miei totem, dimenticati. Che meraviglia.

giovedì 17 aprile 2014

Criticamente

Secoli che non scrivo. Tanto che non sapete se sono morta o viva. Sono viva. Lavoro tanto che alla fine della giornata voglio solo andare a casa e rannicchiarmi a letto con lui.
Pensavo che avrei spremuto di più questa città, ma questa città è parecchio costosa e io per adesso non arrivo alla fine del mese. È difficile a volte, perché non ho dello spazio mio e nemmeno molto tempo da dedicare alle cose che mi piacciono, ma andrà meglio in futuro. È strano che io stia scegliendo un lavoro di questo tipo; è esattamente il contrario di quello che avevo sempre pensato di voler fare. Probabilmente il fatto di essere con lui influisce positivamente. Allo stesso tempo influisce negativamente, nel senso che questo un pò limita la mia ricerca di indipendenza, creandomi una comfort zone che fatico a lasciare.
È un post critico, questo, che vorrei fosse un pò diverso, più felice e leggero... E invece è così.

venerdì 3 gennaio 2014

Il rituale riepilogo

Puntate precedenti: 2012, 2011.
Visto che porta bene, faccio il bilancio pure del 2013.

Quando ho capito che la carriera accademica non fa per me ho ben pensato che il Nulla che si stava presentando fosse il momento giusto per buttarmi nella corrente dei cervelli in fuga. Dopo aver bramato viaggi ed esperienze che per povertà e pigrizia non mi ero mai decisa a concretizzare, mi sono decisa a fare un passo in quella direzione. Diversi passi, in realtà, e in diverse direzioni. Sogni di baraonda californiana, sogni di BRICS in Sudafrica (il più scarso dei paesi BRICS, fra l'altro, temo), sogni (concretizzati) di ong in Tedeschia.
Nel bel mezzo di tutto quel marasma, in una notte milanese nata per caso, ecco la serendipità. Fiaba metropolitana dove il principe azzurro, con le scarpe rotte ed una birra Menabrea, ti fa da scorta cantante mentre fai la pipì sulla rampa di un garage alle quattro del mattino. Il resto è storia.
Il 2013 è stato l'anno della disoccupazione, dell'amore coronato, delle mille possibilità, della partenza e dell'imparare a cavarsela da sola e con pochi soldi. Ci sono stati grossi cambiamenti anche per buona parte delle persone che mi stanno intorno: nuove case, nuovi morosi, nuovi pargoli in arrivo e pure qualche casino bello grosso. Certe cose invece non cambiano mai.

Con queste premesse, il curriculum aggiornato, un contratto che scade a marzo e Plutone in sestile a Giove e a Mercurio, il 2014 mi porterà sicuramente un lavoro nuovo ed una nuova casa in una nuova città. Di più non ci è dato sapere, ma va bene anche così. E avanti.

Buon 2014, gente!

lunedì 4 novembre 2013

Un post fico, modestamente

Allora. Rileggo gli ultimi post e penso: aiuto. Un lamento, un tormento. Non va mica tutto male, eh. In questo post, quindi, parlerò delle cose che vanno bene.

Al lavoro è una figata: sono circondata da gente che viene da tutto il mondo, che mangia cose stranissime e che parla l'inglese molto meglio di me. Morale della favola: è un’occasione unica per imparare un sacco di cose che, se fossi rimasta al paesello, mai nella vita.
La mia stanzetta inizio ormai a sentirla mia davvero. Non mi sveglio più di soprassalto pensando "questa-non-è-la-mia-stanza-dove-cazzo-sono?" (*) e penso che quasi quasi potrei essere dispiaciuta quando sarà il momento di lasciarla. A parte per l’invasione di moscerini malefici. E anche questo mi insegna una cosa importante, tipo: mai lasciare le banane fuori dal sacchetto.
La vita sociale non è al top, ma c'è. Riconosco i miei limiti: faccio un goccetto di fatica a parlare con gente di madrelingua inglese che spara dodici parole al secondo... ma tra fatiche e stupide (stupide un corno) domande di chiarimento, ce la sto facendo. E sto imparando un sacco di cose.
Da giovedì sera ho internet, una vera connessione internet. Illimitata. Grazie al mio coinquilino che ha accettato di condividerla con me. Finalmente non devo più razionare le chiamate su Skype: la soglia di 15 minuti al giorno era  un po' scarsina.
Con O. non ho più litigato, manco discusso. La tecnica del parlare chiaro (e a lungo, v. paragrafo precedente) pare funzionare. E fra tre settimane sarà qua per qualche giorno, per il mio compleanno. E io già penso a dove portarlo e a come rubargli qualcosa da tenere qua, in modo che un po’ mi odi, ma non troppo.
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(*)  Stanotte comunque ho sognato di essere in un film, ambientato a casa mia con i miei genitori. La cosa particolare è che io ero l’unica fra gli attori a sentire la colonna sonora. Pregio mica da poco: alle prime tre note di “Jockey full of bourbon” (Tom, ti amo, per sempre, anche in sogno) sono balzata in piedi e con fare da super-eroe ho detto ai miei “Ok, andate a nascondervi in camera da letto, che qua sta per succedere un guaio”. Li ho accompagnati là e infatti, tempo tre secondi, alla finestra si sono affacciati due ladri improbabili: uno di loro era l’attore che in Pirati dei Caraibi faceva il pirata pirla, alto e magro, con le carie ai denti. Alla loro vista io, con fare sempre più temerario, ho detto “Ok genitori, adesso vi salvo io!”. Il sogno si è concluso con me che balzavo contro ai briganti. Del dopo non è dato sapere.

martedì 29 ottobre 2013

Ottobre



La lontananza è difficile, dannatamente difficile. Ci sono stati momenti di altissima tensione: si rischiava di non uscirne vivi, entrambi tenacemente aggrappati al proprio orgoglio. Io gli rimprovero una certa pigrizia espressiva ed intuitiva. È uomo, ok. Cosa mi posso aspettare da un uomo? Che capisca un silenzio? Che abbia voglia di parlare, di discutere? Lui mi rimprovera una scena da pazza (un’altra) che ho avuto. Cosa si aspetta, che se mi ride in faccia mentre mi sto innervosendo mi trasformi in un Buddha sorridente? Che sia in un perfetto stato di equilibrio mentale, dopo aver cambiato completamente vita, lontana da tutte le persone cui voglio bene?
Recriminare è inutile. Ho deciso di essere più esplicita e meno astratta quando gli parlo, nella speranza di rendere le cose un po’ più facili. Che mio papà non parla mai d’amore, ma parla spesso di “venirsi incontro”, e ho l’impressione che alla fine “venirsi incontro” non sia altro che la più semplice e profonda dimostrazione d’amore, di volere costruire qualcosa insieme. E quindi gli andrò incontro, facendo del mio meglio per farmi capire, per evitare incomprensioni e pensieri fumosi. Chissà che alla fine non faccia bene anche a me stessa.
Esplorando Cristina Donà sono incappata nella canzone perfetta, fra l'altro.

venerdì 18 ottobre 2013

Di pianeti e di tempo che passa

Marte in transito è opposto al mio Marte natale da qualche giorno. Da oggi è anche in quadratura al Sole. Dovrei attaccarmi addosso un adesivo triangolare con scritto “facilmente incazzabile”, insomma. Anche se in realtà non sono le persone che vedo a farmi incazzare, ma quelle che non vedo. È difficile la lontananza in questi momenti. 
Alcune mie colleghe sono appena state in giardino a fare stretching, e questa cosa mi ha lasciata leggermente interdetta. Ma noi qua siamo ecosostenibili, internescional e anche un po’ cazzari, mi ci devo ancora abituare.
Stasera festa, e spero che sia festa davvero, perché sono qua da quasi un mese e devo ancora fare una serata seria. 
Sono qua da quasi un mese. Già. È volato.

domenica 13 ottobre 2013

Notturno n. 1

Uscire per quello che sembrava essere il primo sabato sera serio in Tedeschia. Ritornare a casa come Cenerentola, ma con entrambe le scarpe, causa cagarella sabotatrice dell'amica pigra *. Svegliarsi alle quattro con l'ansia. Bestemmiare per un'ora e mezza, causa moroso disperso. Perdere il sonno. Covare istinti omicidi nei confronti del proprio moroso, chiamarlo. Trovarlo che dorme beato alla faccia mia ed insultarlo mentre lui beato si riaddormenta in un secondo, russando nel telefono. Bere birretta mentre si è avvolti nel piumone. Elaborare la bestemmia del buongiorno **. Pensare di aspettare romanticamente l'alba da sola. Rendersi conto, in funzione dell'inoltrato stato di avanzamento del merdoso autunno e del numero di birre rimaste in frigo (zero), che l'alba è decisamente troppo lontana. Ricordarsi di comprare le birre, bisogna sempre avere scorta di birre. Tentare di rendere tutto questo produttivo scrivendo almeno un velleitario post sul blog.
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* a voi dedurre se sia stata colpa della cagarella o della pigrizia. Io ho dedotto. E ho sospirato forte.

** optare infine per un elegantissimo e prolungato silenzio. Dodici ore a partire da questo momento

PS. Ha iniziato a piovere.

sabato 28 settembre 2013

In Tedeschia



Ho finalmente trovato casa, e in questo momento sto scrivendo dal mio letto in Tedeschia. In realtà, per essere precisa, in questo momento sono una di quelle che stanno sedute tre ore in uno Starbucks con il computer sul tavolino, e sto scroccando la connessione per postare quello che ho scritto stamattina sul mio letto nuovo.
Sono stata veloce e fortunata: in quarantotto ore ho sistemato la questione appartamento, grazie anche all'appoggio di una cara ragazza che vive qua da un paio di mesi. 
Non vi dico cosa ho trovato pulendo la mia nuova stanza, ma posso affermare con quasi assoluta certezza che il precedente inquilino fosse uomo, cinese e fruitore di creme depilatorie. Ho il mio angolo cucina, ma il bagno lo condivido con altre tre persone, fra cui una ragazza un po' lurida. Pregate per me e per i miei anticorpi.
Nel frattempo, nella piazza qua fuori sparano fuochi artificiali e io me li godo dalla finestrona.
E comunque, visto come sono andate le cose e come sembra andranno, la Alanis calza a pennello.

lunedì 16 settembre 2013

Di passaggi e parentesi

Fra una settimana esatta sarò in tedeschia.
Questa esperienza all'estero sarà come aprire una porta e passarci attraverso. Dopo millemila vaneggiamenti sto per fare il primo passo concreto verso la vita che voglio avere, e se c'è qualcosa di cui sono sicura è che al termine di questi sei mesi non mi rassegnerò a tornare alla vita di adesso: non sarà una parentesi, sarà un passaggio. 
La mia vita fra sei mesi dovrà essere diversa dalla mia vita di oggi, e questa diversità la devo costruire io. Devo farmi un bagaglio a mano di esperienze e conoscenze (cucinare, risolvere i problemi quotidiani da sola, sopravvivere alle peggiori influenze senza le cure amorevoli della mamma, convivere con altre persone, parlare le lingue straniere ecc.) che mi aiuti ad avanzare. Sarebbe bellissimo riempire anche un bagaglio grande, di quelli che si devono mettere in stiva... insomma, sarebbe bellissimo se lo stage mi portasse un lavoro vero, indispensabile finanziatore di tutti i miei bellissimi futuri progetti, ma per il momento non ci penso troppo. Per il momento invece è meglio se mi concentro sui problemi a breve termine: come per esempio trovare uno straccio di appartamento.

venerdì 6 settembre 2013

Lo sto facendo davvero?



Ebbene sì, sto postando una ballata di Bon Jovi. Chi l'avrebbe mai detto: ero convinta di averle confinate tutte alle cotte adolescenziali; e invece. Il fatto è che queste canzoni riescono a dire quello che c'è da dire senza tante storie, con semplicità. 

E quando uno ti ha vista dare il peggio di te (ubriaca molesta piangente delirante), mandarlo affanculo ed intraprendere una cinematografica/rocambolesca fuga sotto la pioggia, durante la quale sei scivolata, hai preso una botta al piede, rotto una scarpa, sporcato i pantaloni, fatto cadere il cellulare (e impiegato venti minuti per riattaccare la batteria), per poi aggirarti (scalza, causa scarpa rotta) e perderti in un parcheggio della periferia di Milano... e quando finalmente lui ti trova, che ancora piove e ancora piangi e ancora sbraiti e hai una scarpa in mano, un piede dolorante e i vestiti sporchi e bagnati, all'inizio ti urla contro di tutto, ma poi ti conforta e ti dice che ti ama e che non devi avere paura, perché il vostro è un "rapporto costruttivo"... e il giorno dopo non solo non approfitta del tuo primo attimo di distrazione per darsi alla macchia, ma si prende pure la briga di ripetertelo, perché tu eri così schifosamente sbronza da averlo completamente dimenticato...
... Quando succede tutto questo, l'unica cosa da fare è dire "thank you for loving me" con una ballata strappalacrime di Bon Jovi.
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Il giorno dopo, mentre ti sta ripetendo quella cosa interessante della "relazione costruttiva", nella tua testa stupefatta (da tempo immemore abituata a riflettere su ben altro genere di dichiarazioni) si aggira un pensiero simile a questo: "Ma costruttiva nel senso di costruire? Ma davvero? Ma nel senso di Niccolò Fabi? E magari addirittura nel senso di costruire un fiume?"
Purtroppo ti stai vergognando come una ladra e non sei nella posizione di chi può mettersi a puntualizzare: puoi solo sperare di non averlo frainteso, che in realtà non stesse parlando, che ne so, di costruire le astronavi coi Lego.

martedì 3 settembre 2013

Tre settimane alla partenza



Il 23 settembre parto per i famigerati sei mesi di teutonico lavoro. La mamma mi ha regalato un portatile nuovo (cuori per la mamma) e l'altro giorno abbiamo fatto la prima prova con Skype: lei in soggiorno, io nella mia stanza.
Alterno momenti di euforia, preoccupazione, curiosità e malinconia.

martedì 20 agosto 2013

Seminare e raccogliere, raccogliere e seminare



Tornata dalla mia lunga vacanza marittima. Rigenerata, felice. Mi sono sentita a mio agio fin dal primo giorno. A quel matto del mio moroso non si può che volergli bene, e questo indubbiamente aiuta: tutti felici di rivederlo dopo tanti mesi, e lui altrettanto felice di rivedere loro; vibrazioni positive ovunque. Ma il bello è che molti sono stati felici anche di conoscere me e scoprire che sono come sono: che mangio senza tanti complimenti, che lavo i piatti, rido e parlo con tutti, che non mi tiro indietro davanti a un bicchiere di vino. Mi hanno accettata ed io ne sono felice, perché per stare bene insieme bisogna anche stare bene con gli altri.
E infatti tutti sono stati felici di vederci felici insieme: ho perso il conto delle persone che ci hanno fatto i complimenti per quanto siamo belli e quanta gioia trasmettiamo. Ed è vero, è così. L'ho percepito fin dall'inizio, dal modo in cui ci siamo conosciuti e vedendo i sorrisi di chi poi ci guardava in giro per Milano.
C'è un feeling speciale. C'è lui che è matto e che mi piace perché è matto, e quindi lo lascio libero di essere matto e per questo lui è felice. E più è felice, più mi piace. E ci sono io che in tutto questo riesco a liberarmi da certi limiti e ad essere più leggera... a dare il meglio di me. E lui nel vedermi felice è felice di conseguenza, e avanti nel circolo virtuoso. Ci nutriamo l'uno della gioia dell'altro.
Poi s'è anche litigato, eh. Che a volte è troppo matto ed egocentrico, e io a volte sono paranoica e permalosa. E allora capita che non gli parlo, lui se ne va, torna e a quel punto è lui che non mi parla. Oppure che gli do uno schiaffo e me ne vado io e lui mi insegue. Ma dopo tutto, anche nel giorno e mezzo che ha passato poi da me, guardandolo stare bene in mezzo ai miei amici e dormire nel mio letto, finisco sempre col pensare che è troppo giusto e che insieme siamo meglio che da soli.

martedì 30 luglio 2013

Valigiando

Giovedì parto: due settimane al mare col moroso. O forse è più corretto dire "due settimane al mare dal moroso". A casa sua: conoscerò genitori, parenti, amici. Non vedo l'ora di essere là, ma il pensiero di essere sotto i riflettori ("la morosa di O.!") mi mette un po' di agitazione. Prima o poi però ci si deve pur passare, per cui passiamoci e bon.
Due settimane al mare non le ho mai fatte. Trattasi di tappa miliare nella vita. Chi mi conosce bene, conosce anche la mia leggendaria piccola borsa della Camel (sì, Camel, le sigarette. no, non Chanel... perchiccazzomiavetepresa?), che mi acccompagna in gran parte dei viaggetti. Ebbene, stavolta se ne starà a casa: vista la portata dell'evento sto riempiendo la valigia grande.

Ho un po' di ansia da suocera.
Questo è il duecentesimo post su Let Love Rule!

martedì 16 luglio 2013

Ombre



Ci sono conflitti che fanno parte di me e che non spariranno. Non sarà lui a sciogliere i nodi e riempire i buchi più grandi. Nessuno mai ci riuscirà, se non io stessa, qualora decidessi di volermi crogiolare nel torpore beato di chi non pensa.
L'amore non c'entra niente con queste cose, me ne accorgo ora. Ingenuamente ho sempre pensato che avere vicino la persona giusta avrebbe sistemato tutto: non è così, le inquietudini persistono. Sono cose profondamente mie, che stanno ad un livello inaccessibile agli altri, anche a lui. Posso solo aspettarmi (... pretendere?) che lui accetti il mio bisogno di esplorare l'abisso, e che mi aiuti a togliere le zavorre e mi conforti quando decido che è ora di risalire.

Ascoltate la canzone qua sopra e le altre di questo ragazzo. La sensibilità.

giovedì 6 giugno 2013

Lavoro latitante

La distribuzione porta a porta di curriculum non ha dato frutti, così come lo spam di email. Bisognerebbe inventarsi qualcosa per emergere dal magma dei neolaureati… purtroppo non ho idee. E non sono nemmeno granché motivata, onestamente parlando: vorrei solo tirare su due soldi. Temo che dovrò arrangiarmi, in questa strana estate. Nel frattempo studio il tedesco, rinfresco un po' l'inglese. E leggo un sacco di libri, che novità. Per fortuna non mi annoio – non ancora.

venerdì 31 maggio 2013

Pensieri inediti



Imparare nomi di vie e quartieri in città nuove e lingue sconosciute.
Cercare appartamenti e stanze, fare i conti per farsi bastare i soldi.
Coltivare sogni e obiettivi per il prossimo mese, per i prossimi cinque mesi e per l'anno prossimo.
Usare la prima persona plurale coniugata al futuro.

martedì 23 aprile 2013

Una cosa però la devo proprio dire

Nella mia testolina impulsiva/intuitiva si sta agitando felice la consapevolezza che stavolta potrei arrivare a pescare quella-canzone-lì, gelosamente custodita da tempo immemore in attesa di.

sabato 20 aprile 2013

Sensazioni dense

Dovrei scrivere di quello che è successo negli ultimi sette giorni. Non ci riesco, ci ho già provato. 
Vi basti sapere che sono tutte cose belle, e che quasi stento a credere che possano esistere giorni come questi, colmi di pura gioia.

lunedì 8 aprile 2013

L'ottimismo m'invade

Leggo un sacco di libri. Ho il cervello iperattivo. Pianifico cose bellissime. Recupero i chili che avevo perso frequentando l'università. Che non ero mica stata sempre così magra, io, me lo ricordo. Oggi peso di nuovo come nel 2005, alla maturità: due chili in più di due settimane fa; quattro chili in più del preoccupante minimo storico raggiunto e mantenuto per troppo tempo in questi anni. I miei muscoletti pigri si risvegliano a forza di sessioni extrastrong di lavori domestici, sudo per la fatica e arrivo a sera che sono stanca.
Aiuto la mamma, mi godo i sorrisi del papà, passo un po' di tempo anche con lo zio. Le mie gattone mi cercano come non mai.
Riduco i consumi all'osso, spendo il meno possibile.
Non lavoro, non guadagno, ma per un po' può andare bene così.

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