... porta addosso mal di testa e mal d'anima...
che non ho mica fatto una vacanza da nebbie lisergiche eh, ma insomma Barcellona è Barcellona, e non può non essere una bella vacanza. Ero con una delle mie fidate donnine speciali, che non eravamo mai state in viaggio in due da sole, ma non avevo dubbi sul fatto che sarebbe andata alla grande: abbiamo un approccio molto simile alle cose, comunichiamo fra noi senza filtri e ci vogliamo un gran bene.
Ho visto quasi tutto quello che volevo vedere, peccato per i viaggi di andata e ritorno, molto più lunghi di quello che credevo: fra treno, navetta, aereo, navetta, metropolitana e tutte le coincidenze in mezzo abbiamo perso quasi undici ore ad andare e altrettante a tornare. Questo implica che devo tornarci, e la prossima volta vedo di arrivare all'areoporto di El Prat.
Stavamo nel bel mezzo del Barrio Gotico, in uno di quei vicoli dove una volta c'erano i bordelli in cui bazzicava Picasso, e invece adesso ci sono negozietti fichi, bar tutti di legno e connessioni Wi-Fi gratuite. Ma l'atmosfera è sempre speciale. A parte dopo certe serate, che devi stare attenta a camminare per strada dato che è pieno di pisciatine (e non sempre canine, secondo me).
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| Noi stavamo qui (non proprio qui, in una traversa) |
Gaudì era un genio, e io lo sapevo già, ma visitare la Pedrera me ne ha dato conferma. Non mi piace molto invece come stanno continuando a costruire la Sagrada Familia... boh, vabbè. Molto bello Parc Guell, ma troppo pieno di gente (tantissimi italiani, fra l'altro), tutti a fare foto, tutti intasati in giro e si perde un po' la magia. Che Gaudì era uno molto spirituale eh, mica cazzi. Secondo me s'incazzerebbe proprio tanto a vedere tutte le porcherie di souvenir che fanno con la sua roba. Gaudì aveva qualche problema con "la materia": una volta ha disegnato uno specchio per una signora, tutto iperdecorato come nel suo stile, ma nella cornice ci aveva scritto "Ricordati che polvere eri e polvere tornerai". E sticazzi, ti passa ben la voglia di stare là a infighettarti, altro che souvenir, turisti, allegria e foto di gruppo. Ma vabbè (x2).
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| Uno dei padiglioni di accesso a Parc Guell |
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| Casa Milà - La Pedrera |
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| La Sagrada Familia in costruzione |
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| Un banchetto (si dice così?) al mercato della Buqueria |
La cosa più bella di tutte, però, per me, è stata vedere la mostruosa quantità e varietà di persone che c'erano. Non si trovavano due persone che si somigliavano. Cioè sì, ovvio, un po' sì. Gli spagnoli sono tutti belli scuri, con tanti capelli e le sopracciglia che piacciono a me, mediterranei... ma tutti diversi. Gente di tutti i tipi. Che boh, probabilmente a Milano pure è così (ma secondo me no.. tipo a Roma non era così, non così tanto), ma da me no, e mi sembrava di essere nel paese dei balocchi, a guardarmi intorno in mezzo a tutta quella biodiversità.