La laurea mi dà la possibilità di cambiare un po' di cose nella mia vita, e ho intenzione di spremere questa opportunità fino all'ultima goccia. Sono una privilegiata, e lo dico senza falsa modestia. Sono fortunata e voglio essere all'altezza di questa condizione.
Ricordo un post che scrissi poco più di un anno fa, conteneva i miei obiettivi: finire gli esami, laurearmi, godermi la vita, trovare un lavoro fico, vivere da sola.
Mi guardo intorno. Guardo un po' più in là. Prendo la mira.
laurearsi - festeggiare - affetto - (con lui mi sento sempre a casa)
uscire - oziare - dormire - leggere - winesburg, ohio
domenica, ore 16.00: scoprire finalmente cose - cose che fanno male - domenica, ore 22.00: col cazzo che domani lavoro, potrei andare a Bologna - lunedì, ore 6.00: sveglia per andare a Bologna - vedere due di voi
ricevere un pacco con mille libri, sabbia e conchiglie, una borsa, pasta di mandorle e caffè buono - le carte regalo personalizzate - ♥ - grande amicizia - lontananza - sempre una di voi
'fanculo alle cose che fanno male - rendere bella la propria vita - flirtare con moderazione
portoni che si aprono - pezzi che si incastrano - sacrifici premiati - mille cose da fare - nuovi obiettivi
Nonostante il gran finale propositivo ed ottimista, rimane che scoprire le cose che fanno male mi ricorda come per me sembra non esserci mai niente di buono: che l'Amore non sono mai io, è sempre un'altra. Io sono quella che agli uomini serve per capire che sono innamorati di quell'altra. Questa cosa mi avvilisce. Dicessero grazie, almeno, alla fine. Mbah.
Nonostante l'avvilimento amoroso, permane il gran finale propositivo ed ottimista, perché davvero qua si parla di porte, portoni e pezzetti incastrati! Felice me!
E' andata, e alla grande. Alla proclamazione mi sono quasi emozionata. Poi c'erano i parenti, i genitori orgogliosi, e gli amici, anche se non proprio tutti quelli che avrei voluto. E niente, un grazie a chi mi ha pensata voglio lasciarlo anche qui! ♥ ♥ ♥ per voi!
Pianti silenziosi che si perdono nel sonno, e la mia incrollabile fiducia nella vita si rannicchia, in attesa. Momenti di lucidità che poi sbiadiscono, svaniscono, spariscono e non rimane niente. Domande che rimangono sospese, e martellano. Ci si sveglia tremando, e forse è una leggera psicosi da terremoto, forse sono i nervi a fior di pelle a prescindere. Ci sono gratificazioni pericolose che rischiano di farmi rilassare un po' troppo. Ingurgito notevoli dosi di ginseng. Sono stanca.
Sensazioni che si avverano, preghiere che vengono esaudite da non so chi. Ponti, sorrisi e oasi (nel deserto). Fenomeni aleatori, e lilac wine makes me see what I want to see. Perché non è corretto interpretare le azioni altrui con il proprio codice comportamentale, e ormai l'ho imparato. E quindi io continuo imperterrita, chiusa e silenziosa.
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L'undici giugno scrivevo questo. Lo pubblico ora non solo perché ai tempi non lo pubblicai, ma soprattutto perché ora che l'attesa sta per finire mi rendo conto di aver fatto più che bene a chiudermi, nascondermi, disintossicarmi dal lilac wine. Fra una settimana sarò laureata, circondata dalle persone a cui voglio bene (anche se non proprio da tutte, visto che voglio bene a gente che sta in posti lontani). Beh, insomma. Fra una settimana sarò laureata, circondata da molte delle persone a cui voglio bene. Chissenefrega del resto!