Oh, a me Balotelli sta sulle palle. Mica perché è nero, figuriamoci. Mi sta sulle palle perché è uno sbruffoncello che se ne sbatte di tutto e di tutti e pensa di poter fare tutto quello che gli va. E si toglie la maglia dopo il gol... eccheccazzo, no, non si fa! Che poi, avete visto che spalle spioventi!? Ma comunque, onore al merito, il Mario sa fare gol, e proprio perché se ne sbatte di tutto e di tutti si becca in dedica sto pezzo-bomba della Patti!
venerdì 29 giugno 2012
giovedì 21 giugno 2012
Digressione
Quando sarò laureata potrò iniziare un nuovo studio. Non architettonico, nemmeno ingegneristico.
Dovrò capire quale legge matematica lega l'avanzamento della tesi con il proliferare dei capelli bianchi. Porcatroia.
domenica 17 giugno 2012
Il mio elogio a Tom Waits
A me conoscere quest'uomo m'ha cambiata. Mi ha cambiata più lui con la sua musica che metà della gente che ho incontrato e conosciuto, sembra incredibile.
Il che non significa che abbia votato la mia vita al consumo di bourbon, o che sia una vagabonda girovaga... ma da quando ascolto lui, riesco a tenere insieme i pezzi. Da quando ascolto lui riesco a conciliare un po' meglio le cose alte e le cose basse, le cose belle e le cose brutte. Il cinismo ed il romanticismo, i sogni ed il disincanto, le aspirazioni culturali ed una certa rudezza/durezza, la malinconia, il dolore e le risate liberatorie di redenzione. Nelle sue canzoni io trovo tutto quello che m'interessa, in versione yin e in versione yang. E quando lo ascolto, gli credo. Credo nello yin perché c'è lo yang, e nello yang perché c'è lo yin.
domenica 10 giugno 2012
Della comunicazione
Sto imparando ad usare meglio la comunicazione tramite internet.
Riversavo nel virtuale i pensieri che avevo paura di investire nella vita vera. Usavo facebook per dire le cose che non osavo dire a voce, e mi illudevo che postare una canzone potesse compensare, sostituire. Ma non funziona, è solo un modo facile e indolore per liberarsi di un peso, di un'urgenza comunicativa difficile da soddisfare. Timidezza, paura, pudore. E si perde l'occasione di parlare e comunicare veramente, si moltiplica il rischio di essere fraintesi.
Ora riduco all'osso, posto solo quello che vale la pena postare, sfogo solo le urgenze che non si lasciano proprio sedare. Rimangono cose che vorrei dire e non dico, ma non è il momento. Non è il momento, eppure è il momento. Se quelle cose sono le cose che sembrano, il momento potrà essere ogni momento. Altrimenti, avrò fatto bene a tacerle.
“Egli avrebbe preferito continuare l’attesa, rimanere assolutamente immobile, quasi a provocare il destino affinché si scatenasse davvero.”
da Il deserto dei Tartari, di Dino Buzzati
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