Stavo annegando in un mare d'amore triste con il buon Tom, Luigi Tenco, Piero Ciampi, Nick Cave e Capossela. Potenzialmente letale. Ma ogni tanto si aprono delle strade alternative, se ci si guarda intorno. E in una di queste strade alternative ho scovato l'inizio di questo racconto di Capossela.
La prima cosa e' la coscienza dello spazio, sapere che lontano, da un'altra parte, altrove sta accadendo qualcosa, anzi fuori le mura tutto sta accadendo, però occorre sapere dove. E la seconda è il tempo, in quel posto bisogna poter arrivare in tempo perchè quella cosa accada a noi e non immaginare soltanto che accada. Se lo spazio è poi ampio e distante è necessario differire il tempo dell'azione da quello del desiderio, perchè partire quando desidereremmo già esser lì è una vana corsa verso una sala vuota. Possedere questa consapevolezza è una grande qualità che può contribuire a rendere la vita "arte dell'incontro". Le anime si incontrano per caso, per curiosità, per determinazione: in tutti i casi l'incontro ha sempre del miracolo. Nella coincidenza la componente "magica" è più evidente, ma decidere, partire e muoversi a tempo fino a trovarsi nel luogo dove la cosa sta accadendo è miracoloso, come la costruzione di tutte le cose immaginate.
No, voglio dire: ci rendiamo conto della portata di questa cosa?! Io ci sto perdendo la testa da due giorni. Voi ce l'avete quella consapevolezza lì? Io me la sto costruendo, mentre imparo la temperanza.
E sono giunta alla conclusione che spazio e tempo hanno la proprietà commutativa, come i termini dell'addizione e i fattori della moltiplicazione. La divisione e la sottrazione invece no. Ah, che robe.
... è il motivo per cui sono partita ;-)
RispondiEliminaprospettiva interessante,questa Caposseliana.
RispondiEliminaio non ce l'ho 'sta consapevolezza,figuriamoci,però siccome guardo sempre le cose in chiave internazionale,applico questa mia abitudine alla proprietà commutativa dello spazio e del tempo e in effetti funziona.la solita saggezza nordica.
comunque alla fine di questa costruzione,secondo me,ci saranno grandi cose!d'altronde sei una brava ingegnerA/architettA!
e comunque avevo detto Ciampi e Tenco NO!
@come.fossi.acqua: :) parlando di momenti giusti e sbagliati, nè? :)
RispondiElimina@michela: della saggezza nordica mi sa che ne riparleremo, perchè non so se rientra pure in questo discorso qua. cioè, un po' sì, ma non so. e poi, alla fine della costruzione de chè?! michi michi, io non so mica.
:)
RispondiEliminagià... il confine tra giusto e sbagliato poi... così labile...
quando io ho ri-incontrato Marco sapevo che l'avrei ri-incontrato proprio quella sera, il quel posto in cui ero stata tante altre volte senza che lui ci fosse...eppure c'era anche se nessuno, nemmeno lui, mi aveva detto che sarebbe stato...succede e forse non succede spesso, ho la certezza che a me non accadrà più, e probabilmente per me è giusto così...
RispondiElimina@come.fossi.acqua: appunto... madò, quanto è tutto meravigliosamente complicato!!
RispondiElimina@mad: che bella storia! davvero, è miracoloso. ma si percepisce che il vostro legame è speciale, ogni volta che parli di lui. l'amour... ♥ beati voi!!!
succede che certe cose si percepiscano forte e chiare. Non hai nessuna garanzia, lo senti soltanto. Sai che accadrà, lì e in quel momento, non sai perchè, ma sai che è così. Succede così raramente. E' una cosa magica.
RispondiElimina@brocchetta: è davvero magia... ma il punto che più mi colpisce e mi fa pensare è quando scrive che "partire quando desidereremmo già esser lì è una vana corsa verso una sala vuota". che è ovvio, ma a vederlo scritto e a provare a ricordarselo è un'altra cosa!
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