lunedì 15 agosto 2016

Cose che mai avrei pensato



Scrivo dall'hotel a Brooklyn. Dieci giorni che sono a NY, dieci giorni che mangio a caso e che lavoro come una pazza, in un'atmosfera surreale di stress e malessere diffuso. Che nonostante tutto stia andando bene, nonostante mi stia facendo un mazzo incredibile, mi si fa notare che ho sbagliato in questa e in quell'altra cosa.
Martedì si parte per la vera, mitica città americana, quella dei miei sogni. E mi dispiace andarci con questo spirito amaro.

E poi, la bestemmia, il paradosso: sabato si torna a casa, finalmente.

giovedì 28 luglio 2016

Ne vale la pena?

Potrebbe essere un post di quelli che sono passati di moda, di quelli che dicono "faccio un lavoro fighissimo, ma sono molto stressato, quasi quasi mi licenzio e trovo la felicità vendendo alberi stampati in 3d in vasi di vetro soffiato".
Potrebbe essere un post di quelli che scrive la gente con i piedi per terra, di quelli che dicono "adesso mi faccio dare un aumento e li spremo fino all'osso come loro spremono me".
Potrebbe essere un post di disillusione, o di rabbia. Potrebbe anche parlare di maschilismo, di mansplaining, di incompetenza e di visioni differenti di come debbano essere affrontati i problemi complessi. Potrebbe parlare di come provino a farti sentire sbagliata, e di come io abbia già subito questo giochetto, perché sono una che si mette in discussione e quindi contemplo l'ipotesi di essere sbagliata. Ma poi, no. Io lo so, adesso, che non sono sbagliata. Non mi fregano più.
E allora mi domando se ne valga la pena, se non sia giunta l'ora di farsi delle domande, tipo "cosa è davvero importante?" "a cosa sono disposta a rinunciare?" "su quali valori devo basare le mie scelte di vita?".
In fondo, se valesse la pena me lo domandavo anche all'inizio.

lunedì 9 novembre 2015

In treno

Che pace i miei viaggi in treno, soprattutto quando anche sui regionali ci sono le prese per attaccare il telefono e usare spotify senza rimanere a secco di batteria.

Ieri ho riletto il blog vecchissimo - quello che stava su style, cose di quattro, cinque anni fa. Non mi so spiegare questa esigenza retrospettiva che mi prende quando torno a casa, è come se sentissi un bisogno inconscio di mettere a posto o ricordare qualcosa.
Ieri per esempio mi sono stupita della connotazione magica che avevano avuto alcuni fatti di allora. Coincidenze forse, ma che ai tempi mi hanno aperto mondi, spinto a fare il primo tatuaggio e a prendere certe decisioni di vita.
E poi ho trovato un post che parlava di periodi astrologicamente interessanti: sto forse incubando la prossima rivoluzione personale? Nel 2017 avrò Nettuno congiunto a Giove e Saturno ad Urano.

domenica 18 ottobre 2015

La chiamo vita

Mi guardo indietro con una frequenza sospetta. Penso a cose passate, rileggo vecchi post, spolvero agende di anni fa. Tenere traccia dei propri pensieri è importante. Ritrovo cose che fanno risuonare corde altrimenti dimenticate, per ricordarmi che tutte le cose vissute mi hanno aperto spiragli di consapevolezza importanti. Tutte.
Ritrovo anche commenti che dicevano "Fra qualche anno rileggerai questi post, e quello che ora chiami 'schifo' lo chiamerai 'vita'."
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