Potrebbe essere un post di quelli che sono passati di moda, di quelli che dicono "faccio un lavoro fighissimo, ma sono molto stressato, quasi quasi mi licenzio e trovo la felicità vendendo alberi stampati in 3d in vasi di vetro soffiato".
Potrebbe essere un post di quelli che scrive la gente con i piedi per terra, di quelli che dicono "adesso mi faccio dare un aumento e li spremo fino all'osso come loro spremono me".
Potrebbe essere un post di disillusione, o di rabbia. Potrebbe anche parlare di maschilismo, di
mansplaining, di incompetenza e di visioni differenti di come debbano essere affrontati i problemi complessi. Potrebbe parlare di come provino a farti sentire sbagliata, e di come io abbia già subito questo giochetto, perché sono una che si mette in discussione e quindi contemplo l'ipotesi di essere sbagliata. Ma poi, no. Io lo so, adesso, che non sono sbagliata. Non mi fregano più.
E allora mi domando se ne valga la pena, se non sia giunta l'ora di farsi delle domande, tipo "cosa è davvero importante?" "a cosa sono disposta a rinunciare?" "su quali valori devo basare le mie scelte di vita?".
In fondo, se valesse la pena
me lo domandavo anche all'inizio.