mercoledì 6 febbraio 2013

Della comunicazione. O forse sarebbe meglio dire "Del linguaggio"

Devo lavorare sulla mia capacità di esprimermi. Troppe volte non riesco a farmi capire, troppe volte non arrivo a parlare perché non riesco a formulare le frasi nel modo che vorrei. Troppe volte mi accorgo troppo tardi di non avere detto esattamente quello che avevo in mente.
Non mi piace sprecare fiato e sono terrorizzata dai malintesi. Ho bisogno di tempo per formulare i concetti; monto e smonto ogni idea più volte, sono prudente nel tirare le conclusioni.
Però avrei bisogno di un acceleratore nel cervello.

2 commenti:

  1. stavolta non riesco a darti un consiglio.....
    ho lo stesso problema :(
    un bacione pimpinella!♥

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  2. La prudenza, cribio, è qualcosa di inquietante. No perché dalla prudenza all'immobilismo, poi il passo è breve, eh. Fidati, ché ne so.
    Comunque, questa è l'era delle immagini -come cantava Silvia Salemi, quella volta A casa di Luca, porco al cazzo- e della comunicazione.
    Ché Non si può non comunicare, ha scritto Watzlawick, facendone il primo assioma della comunicazione. Ma il fatto è che fraintendersi è un attimo. Oggi, poi, son tutti comunicatori mamoritemale, e quindi è facile per le persone serie (serietà) non trovare il modo, perché non sono manco le parole, ma il modo in cui son messe e cose simili che io non so, avendo lo stesso problema tuo.
    Comunque, se scopri come fare, fai un ppt e mettilo in vendita: sarai ricca.

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