domenica 5 febbraio 2012

L'Arte dell'Incontro

Stavo annegando in un mare d'amore triste con il buon Tom, Luigi Tenco, Piero Ciampi, Nick Cave e Capossela. Potenzialmente letale. Ma ogni tanto si aprono delle strade alternative, se ci si guarda intorno. E in una di queste strade alternative ho scovato l'inizio di questo racconto di Capossela.
La prima cosa e' la coscienza dello spazio, sapere che lontano, da un'altra parte, altrove sta accadendo qualcosa, anzi fuori le mura tutto sta accadendo, però occorre sapere dove. E la seconda è il tempo, in quel posto bisogna poter arrivare in tempo perchè quella cosa accada a noi e non immaginare soltanto che accada. Se lo spazio è poi ampio e distante è necessario differire il tempo dell'azione da quello del desiderio, perchè partire quando desidereremmo già esser lì è una vana corsa verso una sala vuota. Possedere questa consapevolezza è una grande qualità che può contribuire a rendere la vita "arte dell'incontro". Le anime si incontrano per caso, per curiosità, per determinazione: in tutti i casi l'incontro ha sempre del miracolo. Nella coincidenza la componente "magica" è più evidente, ma decidere, partire e muoversi a tempo fino a trovarsi nel luogo dove la cosa sta accadendo è miracoloso, come la costruzione di tutte le cose immaginate.
No, voglio dire: ci rendiamo conto della portata di questa cosa?! Io ci sto perdendo la testa da due giorni. Voi ce l'avete quella consapevolezza lì? Io me la sto costruendo, mentre imparo la temperanza.
E sono giunta alla conclusione che spazio e tempo hanno la proprietà commutativa, come i termini dell'addizione e i fattori della moltiplicazione. La divisione e la sottrazione invece no. Ah, che robe.

sabato 4 febbraio 2012

Fight club


L'altra sera ho guardato Fight Club, che ce l'avevo in mente da un po' ma non trovavo mai l'ispirazione.
Come prevedevo, mi ha conquistata.

La lotta più dura è quella contro sè stessi. Quella che ti fa sentire forte mentre la combatti, in bilico fra chi sei e chi vorresti essere. Fino a quando...

your head will collapse, and there's nothing in it

giovedì 2 febbraio 2012

AAA stelle cadenti alle quattro di pomeriggio cercasi

Me ne servono tre.

Una a cui chiedere la forza che mi serve per non incassare altri pugni. O per non andarmeli a cercare, almeno.
Alla seconda chiederei lo stomaco che mi serve per bere un po' e anestetizzare quella parte di cuore. Senza poi schiantarmi piangente contro la prima spalla amica che mi si presenta.
E all'ultima chiederei un'iniezione di dignità necessaria e sufficiente per non cercare conforto nei grandi letti dei piccoli uomini che oggi sembrano saltar fuori da ogni angolo, neanche a farlo apposta. E lo so che questo è solo l'inizio.

mercoledì 1 febbraio 2012

I'll swallow poison until I grow immune


Io non so se sto diventando immune al veleno. L'eroismo con cui rimango sempre fino alla fine e anche dopo mi dice che forse sto diventando immune.
E non significa che non sto male. Significa che penso sia inevitabile, stare male. Ma male - male. Peggio di come chiunque (con una senbilità normale) starebbe al posto mio "per una cosa del genere".
Ma va bene... si stancheranno prima o poi di darmi pugni.
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